Palazzi, forti e mura Ecco come si salva il patrimonio storico

Primo incontro con il Fai

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
(g.b.)

Pri­mo incon­tro, oggi pomerig­gio alle 16, tra i rap­p­re­sen­tan­ti del , il Fon­do per l’Ambiente Ital­iano, e del Comune. Si trat­ta del pri­mo momen­to di con­fron­to dopo l’adesione, delib­er­a­ta il 29 dicem­bre scor­so dal com­mis­sario stra­or­di­nario Maria Rosaria Laganà, del Comune al Fai. «Si trat­ta di una fon­dazione nazionale tra le più note nel cam­po del recu­pero e del­la con­ser­vazione dei mon­u­men­ti stori­ci nazion­ali», spie­ga il seg­re­tario comu­nale Gio­vani Peruzzi, «che opera sen­za scopo di lucro con final­ità di tutela, recu­pero e ges­tione e con­ser­vazione del pat­ri­mo­nio d’arte, stori­co, cul­tur­ale. L’adesione data da Peschiera è sem­bra­ta la gius­ta con­ti­nu­ità alle azioni già intrap­rese a tutela e val­oriz­zazione dell’importante pat­ri­mo­nio del ter­ri­to­rio come la vicen­da del­la palazz­i­na stor­i­ca o di Forte Papa». Per Forte Papa, ricor­da il seg­re­tario comu­nale, la prece­dente ammin­is­trazione ave­va deciso di con­ced­erne l’utilizzo per tre anni all’associazione Com­pag­nia del Mor­bo. «Il grup­po, insieme ai volon­tari del Cen­tro di doc­u­men­tazione stor­i­ca del­la fortez­za, sta lavo­ran­do per il riordi­no e la pulizia del­la strut­tura, un tem­po mag­a­zz­i­no degli operai comu­nali. Esiste un prog­et­to com­ple­to di recu­pero, che prevede inter­ven­ti più impor­tan­ti come quel­li al tet­to del Forte, in gra­do di resti­tuire alla comu­nità la strut­tura adegua­ta per farne sede di man­i­fes­tazioni cul­tra­li. Per questo recu­pero impor­tante potrà inter­venire il Comune ma solo dopo che sarà defini­ta la con­ces­sione con il Demanio, dal quale sti­amo anco­ra aspet­tan­do una rispos­ta alla pro­pos­ta avan­za­ta già da tem­po». Gio­van­ni Peruzzi par­la dell’incontro con i rap­p­re­sen­tan­ti del Fai come di «una grande oppor­tu­nità per il Comune, vis­to il rilie­vo dell’associazione a liv­el­lo nazionale. Il con­fron­to di oggi servirà per scam­biare idee, con­sid­er­azioni sui prog­et­ti pos­si­bili e, soprat­tut­to, per mostrare quan­to meno alcune delle bellezze di Peschiera: la Roc­ca, la palazz­i­na stor­i­ca, alcu­ni for­ti prob­a­bil­mente lo stes­so Papa e l’Ardietti». All’incontro di oggi pomerig­gio, in munici­pio, saran­no pre­sen­ti anche lo stori­co Gior­gio Capone e l’architetto Lino Vit­to­rio Bozzet­to, grande esper­to di architet­tura mil­itare stor­i­ca, e alcu­ni mil­i­tari in rap­p­re­sen­tan­za del min­is­tero del­la Dife­sa, pro­pri­etario del com­p­lesso di cui fa parte la Roc­ca. L’edificio ospitò, tra gli altri, anche il grand let­ter­a­to Dante Alighieri, in un sog­giorno reso cele­bre dal­lo stes­so poeta in una delle terzine del­la sua Div­ina Com­me­dia. (g.b.) Peschiera. Can­tano a gran voce «siamo fuori dal tun­nel» tenen­dosi per mano e for­man­do un cer­chio che riem­pie il piaz­za­le inter­no del­la caser­ma di Por­ta Verona di note e di col­ori ( nel­la foto Mar­chiori i bim­bi men­tre ascoltano un mis­sion­ario ) quei col­ori dei con­ti­nen­ti con cui costru­ire un mon­do di pace. Sono i bam­bi­ni delle scuole mater­ne comu­nali delle Broglie di Peschiera e Fer­rante Apor­ti di Verona, che si sono date appun­ta­men­to ieri in sala Radet­zky per la fes­ta di chiusura del prog­et­to «Con i col­ori dei con­ti­nen­ti costru­iamo un mon­do di pace» a favore del­la comu­nità di bam­bi­ni di Bayeux, in Brasile. «Il nos­tro incon­tro risale a due anni fa, all’anno sco­las­ti­co 2002–2003», spie­gano le coor­di­na­tri­ci del prog­et­to. «In quel momen­to è nata l’idea di far conoscere ai nos­tri ragazzi le rispet­tive realtà ter­ri­to­ri­ali: quel­la del lago ai bim­bi di cit­tà e vicev­er­sa. Poi l’idea è sta­ta di “aprire al mon­do” quest’esperienza e gra­zie all’interessamento di Padre Gabriele Gia­comel­li, veronese da sette anni in Brasile, abbi­amo coin­volto i bam­bi­ni facen­do fare loro qual­cosa di con­cre­to per altri meno for­tu­nati». Tutte le inizia­tive dell’anno sco­las­ti­co, come ad esem­pio il mer­cati­no natal­izio, sono state ded­i­cate al prog­et­to benefi­co. Quan­to rac­colto sarà uti­liz­za­to per sod­dis­fare le esi­gen­ze pri­marie di quei bam­bi­ni, che non han­no nem­meno cibo a suf­fi­cien­za. Con la sper­an­za di rius­cire a dar loro anche una scuo­la, cioè un’occasione impor­tante di cresci­ta e formazione.

Parole chiave: