Il Comune ha potenziato gli impianti sportivi grazie al contributo della Regione. La squadra di Del Neri sarà in ritiro allo Jolanda dalla metà luglio

Qui tutti tifano per il Chievo

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Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Un feel­ing di lun­ga data. Per il quar­to anno con­sec­u­ti­vo il Chie­vo Verona sceglie il Monte Bal­do e San Zeno in par­ti­co­lare per preparare la nuo­va sta­gione ago­nis­ti­ca. Il sodal­izio di Luca Campedel­li sog­giornerà dal­la sera di lunedì 14 luglio alla domeni­ca del 3 agos­to anche per quest’anno al Park Hotel Jolan­da di Luciano Chincheri­ni, con­fortev­ole strut­tura con tan­to di pisci­na cop­er­ta e campi da ten­nis a due pas­si dal­la chiesa par­roc­chiale costru­i­ta nei pri­mi dell’Ottocento. A poco più di un chilometro sorge invece il cen­tro sporti­vo comu­nale che per l’occasione è sta­to ulte­ri­or­mente riammod­er­na­to. «In prat­i­ca abbi­amo rad­doppi­a­to le grad­i­nate (i lavori sono in fase di ulti­mazione pro­prio in questi giorni) aumen­tan­do la capien­za fino a 1800 posti e abbi­amo costru­ito un nuo­vo cam­po di cal­cio a fian­co dell’esistente. Un’operazione da cir­ca 140 mila euro, finanzi­a­ta al set­tan­ta per cen­to dal­la Regione gra­zie alla fat­ti­va col­lab­o­razione dell’assessore Mas­si­mo Gior­get­ti», spie­ga il sin­da­co Cipri­ano Castel­lani, al suo fian­co anche il sin­da­co di Tor­ri Alber­to Vedovel­li, poco pri­ma di bagnare con un brin­disi il ritorno del team del­la Diga sul­la mon­tagna veronese. Un binomio vin­cente quel­lo del Chie­vo con San Zeno di Mon­tagna, come dimostra­no i risul­tati sem­pre in crescen­do ottenu­ti dai ragazzi di Del Neri. Par­ti­co­lare non di sec­on­do piano in un mon­do del cal­cio dove la scara­manzia ha il suo peso. E che peso. Forse anche per questo da ieri pomerig­gio in casa del Chie­vo qual­cuno avrà com­in­ci­a­to a chieder­si per­ché durante la con­feren­za stam­pa né l’immarcescibile seg­re­tario Gian­car­lo Fiu­mi, né l’avvocato e con­sigliere gial­loblù Mar­co Bis­ag­no han­no pro­nun­ci­a­to la con­sue­ta citazione lati­na di Tito Liv­io «Hic manebimus optime» (Qui rimar­remo otti­ma­mente). A parte i leciti scon­giuri, non muta il pen­siero del­la diri­gen­za scalig­era che ha prefer­i­to andare sul sicuro, allon­tanare anche per ques­ta sta­gione le richi­este prove­ni­en­ti dal Trenti­no, e rimanere in ter­ri­to­rio veronese. Una scelta ovvi­a­mente apprez­za­ta dall’assessore provin­ciale Davide Bendinel­li, pron­to a ricor­dare la benefi­ca ricadu­ta d’immagine che si river­sa sul Gar­da con la pre­sen­za a San Zeno di una delle squadre di cal­cio più apprez­zate d’Italia. «Un mat­ri­mo­nio», ha tenu­to a pre­cis­are Mar­co Bis­ag­no abile tes­si­tore del­lo spos­al­izio, «nato in tem­pi non sospet­ti quan­do la com­pagine di Campedel­li (ieri a per risol­vere alcune impor­tan­ti com­pro­pri­età di gio­ca­tori) mil­i­ta­va in serie B. Un’unione det­ta­ta dall’amore ver­so i col­ori gial­loblù più che da meri cal­coli d’interesse». Ciò non toglie che da tre anni a ques­ta parte l’arrivo dell’équipe veronese coin­ci­da con l’impennata del­la sta­gione tur­is­ti­ca. «Rag­giun­giamo pic­chi stra­or­di­nari di pre­sen­ze: sia di pen­dolari che arrivano per vedere gli allena­men­ti o seguire le amichevoli (quat­tro quelle in pro­gram­ma a San Zeno) sia di tifosi che deci­dono di sog­giornare a San Zeno. Dif­fi­cile quan­tifi­care l’indotto cre­ato, ma riten­go che pos­sa attes­tar­si tran­quil­la­mente attorno ad un 20 per cen­to», riprende il pri­mo cit­tadi­no. Ma non solo. «È miglio­ra­ta in gen­erale la qual­ità del servizio offer­to ai cli­en­ti dagli alber­ga­tori e dai ris­tora­tori, sti­mo­lati in questo dal­la con­sapev­olez­za di ospitare nel pro­prio paese una squadra invidi­a­ta e ammi­ra­ta da più par­ti d’Italia». Oper­azione Chie­vo che cos­ta poco o nul­la alle casse comu­nali. «A parte i lavori di manuten­zione delle strut­ture sportive, poi a ben­efi­cio del­la col­let­tiv­ità una vol­ta ter­mi­na­to il ritiro del Chie­vo, il nos­tro impeg­no finanziario si attes­ta attorno ai 50mila euro. Sol­di», con­clude il sin­da­co Cipri­ani, «che rien­tra­no nel bilan­cio gra­zie ai con­tribu­ti del­la Regione e del­la Provincia».

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