Comunicazioni & misteri . Sul lago le trasmissioni regionali sono in tilt da anni e nessuno le sistema. Ora monta la protesta. L’edizione veneta si vede in Lombardia e nel Veronese si sa tutto del Pirellone

Rai, il tg va in onda sull’altra sponda

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Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

I lom­bar­di si lamen­tano per­ché vedono il tg vene­to, i veneti per­ché gli toc­ca sor­bir­si le notizie lom­barde, e a Mal­ce­sine si devono rasseg­nare a guardare i notiziari tren­ti­ni. Il servizio pub­bli­co sem­bra pro­prio non tenere in grande con­sid­er­azione il lago di Gar­da. Ogni spon­da, infat­ti, deve rasseg­nar­si a vedere il tg regionale dei dirimpet­tai. Così a Salò si sa tut­to del­la giun­ta Galan, men­tre a Tor­ri del Bena­co si è infor­ma­tis­si­mi sulle deci­sioni degli uffi­ci del Pirellone gui­dati da Formigo­ni, a Gar­done Riv­iera si ha piena com­pren­sione degli scioperi dei gon­do­lieri veneziani e a Bren­zone si conosce anche la min­i­ma vari­azione dei prezzi dei bigli­et­ti del­la met­ro­pol­i­tana di . E il palio delle con­trade di Gar­da, fil­ma­to lo scor­so fer­ragos­to dal­la troupe regionale di Venezia, l’hanno vis­to a Gargnano. Il prob­le­ma è che protestare sem­bra per­fet­ta­mente inutile: la ques­tione pare irri­solvi­bile. Una deci­na d’anni fa in riva veronese ci provò il movi­men­to popo­lare Bal­do-Gar­da: in pochi giorni si rac­colsero centi­na­ia di firme per chiedere alla Rai di posizionare un ripeti­tore che con­sen­tisse di avere il seg­nale del Tg3 Vene­to. Ma da mam­ma Rai nes­suna rispos­ta. Da allo­ra le proteste si sono ripetute, sen­za ottenere però nes­sun tipo di gius­ti­fi­cazione o di impeg­no. E così da Bar­dolino fino a Bren­zone si con­tin­ua a vedere Rai tre Lom­bar­dia, men­tre i mal­cesine­si pos­sono bear­si del notiziario del Trenti­no. Ora ad arrab­biar­si sono i cug­i­ni lom­bar­di. A Moni­ga del Gar­da, pic­co­lo e pit­toresco cen­tro del­la verde Valte­n­e­si, sul­la riva bres­ciana del lago, il sin­da­co Mas­si­mo Polli­ni e l’intera giun­ta munic­i­pale han­no deciso di pas­sare all’azione. «Per­ché», si sono det­ti, «sapere tut­to del Vene­to può anche essere inter­es­sante, ma i res­i­den­ti del­la riva occi­den­tale preferireb­bero pagare il canone per avere notizie di casa loro». Sen­za con­tare che l’informazione regionale è gra­di­ta anche ai tur­isti, che così pos­sono avere notizie su man­i­fes­tazioni ed even­ti da seguire durante la vacan­za. E questo tipo di infor­mazione è altret­tan­to atte­sa dai numerosi vil­leg­gianti che arrivano sul lago dalle varie cit­tà del­la Lom­bar­dia. Il pri­mo cit­tadi­no di Moni­ga ha dunque invi­ta­to for­mal­mente la pres­i­den­za del­la Rai, e la direzione di Rai tre in par­ti­co­lare, a porre final­mente rime­dio all’inconveniente, minac­cian­do «forme ecla­tan­ti di protes­ta» nel caso che la lamentela restasse pri­va di rispos­ta. E tra le «forme ecla­tan­ti» per esprimere il mal­con­tento dei teleu­ten­ti del­la riva lom­bar­da potrebbe esser­ci anche la deci­sione di non ver­sare più il canone. Per­ché pagare va bene, ma almeno che si rice­va un servizio effi­ciente. «I concit­ta­di­ni e i tur­isti sono inter­es­sati alle notizie di casa nos­tra, cioè a quelle lom­barde» dice Polli­ni. E in spon­da vene­ta come la pen­sano? «In effet­ti», dice Anto­nio Pasot­ti, del­la giun­ta del­la e del comune di Gar­da, ma anche pres­i­dente del con­sorzio di pro­mozione tur­is­ti­ca del­la riva vene­ta del lago, «la situ­azione è insosteni­bile. È un assur­do che sul lago non si pos­sa fruire dell’informazione locale. Da parte mia mi impeg­no a portare il prob­le­ma anche sul tavo­lo del­la Comu­nità, che non ho dub­bio si farà cari­co delle lamentele».

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