Presepi, mostra premiata ma sparisce una statuina. Un antipatico furto rovina il clima di festa della manifestazione

Riconoscimento pro loco del Garda Baldo

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

La sec­on­da edi­zione del­la rasseg­na dei pre­sepi si è chiusa all’insegna non solo di un grande suc­ces­so di pub­bli­co, ma anche del riconosci­men­to ottenu­to dal­la man­i­fes­tazione, pre­mi­a­ta dal con­sorzio delle pro loco del Gar­da . La cer­i­mo­nia di chiusura é avvenu­ta diret­ta­mente nel­la sala che ha ospi­ta­to l’esposizione; il vicesin­da­co Wal­ter Mon­tre­sor e gli orga­niz­za­tori han­no con­seg­na­to un pre­mio a tut­ti col­oro che han­no espos­to le loro opere. Uni­co neo fra tan­ti entu­si­as­ti­ci com­men­ti, il ram­mari­co per il fur­to di una sta­tu­ina da una delle Nativ­ità esposte: un episo­dio che risale ai giorni subito suc­ces­sivi al . «Dire che siamo addo­lorati è dir poco; quan­do l’ho saputo, non sono rius­ci­ta a trat­tenere le lacrime», com­men­ta Enza Lonar­di, che per il sec­on­do anno con­sec­u­ti­vo ha cura­to la rasseg­na, patro­ci­na­ta dal Comune, insieme ai volon­tari dell’ popo­lare di istruzione e for­mazione, di forte Ardi­et­ti e al grup­po pre­sepi del Beato Andrea. «Lo scor­so anno, al suo debut­to, la mostra ha stupi­to tut­ti per il grande suc­ces­so di pub­bli­co e di con­sen­si. Per ques­ta sec­on­da edi­zione sono arrivate da tut­ta la provin­cia una set­tan­ti­na di Nativ­ità; i volon­tari che han­no con­tribuito all’allestimento si sono anche presta­ti per garan­tire in Sala Radet­zky la con­tin­ua pre­sen­za di almeno quat­tro per­sone». «Per questo», sot­to­lin­ea la cura­trice, «pos­so dire che è sta­to fat­to tut­to il pos­si­bile per evitare ogni tipo di prob­le­ma. Ciò nonos­tante, però qual­cuno ha pen­sato bene di approf­ittare dell’occasione e di portare via una sta­tu­ina. Un gesto tal­mente brut­to che non può trovare gius­ti­fi­cazione». Un sen­ti­men­to con­di­vi­so stan­do al com­men­to, invi­a­to diret­ta­mente alla redazione dell’ Are­na, da parte di qual­cuno che, sem­plice vis­i­ta­tore o per­sona vic­i­na agli espos­i­tori, ha volu­to esprimere il pro­prio duplice sta­to d’animo: da un lato il plau­so all’iniziativa e dall’altro la con­dan­na un gesto: «appar­ente­mente banale ma dietro il quale si nasconde una moral­ità degenere». «Pec­ca­to che questo episo­dio abbia regala­to dell’amarezza in un con­testo altri­men­ti più che pos­i­ti­vo: i vis­i­ta­tori del­la rasseg­na», con­clude Enza Lonar­di decisa­mente dispiaci­u­ta per l’antipatico episo­dio, «han­no super­a­to quel­li del­la pri­ma edi­zione e le offerte rac­colte, dato che l’ingresso era libero, saran­no donate al Cen­tro aiu­to vita del­la par­roc­chia di San Martino».

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