La Pro loco firma l’ultima settimana

Rinnovo dell’associazione Natale tra gli ulivi

02/01/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

Se sin qui è sta­ta una com­pri­maria di lus­so, impeg­na­ta a dar man­forte alle local­ità ospi­ti e alle altre asso­ci­azioni del paese, adesso, sino all’, la Pro loco diven­ta pro­tag­o­nista del tra gli ulivi. Riap­pro­pri­atasi del ten­done ris­torante, pro­por­rà tut­ti i giorni a pran­zo e cena la cuci­na di pesce di lago. Met­ten­do ai for­nel­li l’apprezzato chef Mario Tedeschi. È anche mer­i­to suo se l’offerta culi­nar­ia del Natale ha fat­to un bal­zo in avan­ti: fig­u­rar­si in quest’ultima set­ti­mana che lo vede sovra­no del menù. «È sta­to un Natale tra gli ulivi in cresci­ta rispet­to alle edi­zioni pas­sate», affer­ma con­vin­to il pres­i­dente del­la Pro loco, Gio­van­ni Sem­beni­ni, «e abbi­amo vis­to il paese far­si più atti­vo e partecipe nei con­fron­ti del­la man­i­fes­tazione. Sec­on­do noi, c’è sta­to un cam­bio di reg­istro che ci fa ben sper­are, tra l’altro, sul futuro del­la nos­tra asso­ci­azione». Già, per­ché il 6 gen­naio non seg­n­erà solo l’addio a quest’edizione del­la man­i­fes­tazione natal­izia, ma sarà anche il giorno del tessera­men­to del­la Pro loco e quin­di del cam­bio di diret­ti­vo. «La Pro loco», dice Sem­beni­ni, «è nata cinque anni fa e adesso è arriva­to il momen­to del cam­bio di ges­tione. L’avvio è sta­to duro, il per­cor­so in sali­ta, ma oggi la macchi­na è roda­ta e vedere sem­pre più gente che si avvic­i­na fa piacere. Spe­ri­amo che i nuovi tesserati siano tan­ti, in modo da far crescere il nos­tro sodal­izio, che con­ta una quar­an­ti­na di soci». Sem­beni­ni, che tra l’altro gui­da il con­sorzio che riu­nisce le 12 Pro loco del -Gar­da, abi­ta a Castel­n­uo­vo e la stes­sa sede del­la Pro loco garde­sana è domi­cil­i­a­ta, per motivi buro­crati­ci, a casa sua, «fuori patria». Ma a Gar­da ormai lo con­sid­er­a­no dei loro, veden­do­lo sem­pre in pri­ma lin­ea nelle man­i­fes­tazioni del paese. In questi giorni è sta­to di servizio nel­la caset­ta di leg­no che dis­tribui­va vin brulè e cal­dar­roste. «Cre­do che pos­si­amo chi­ud­ere questi pri­mi cinque anni di attiv­ità», sostiene, «con un bilan­cio lus­inghiero. Adesso siamo ben attrez­za­ti: con l’acquisto del ten­done ris­torante riscalda­to, del ten­done mag­a­zz­i­no e dei due chioschi in leg­no siamo auto­suf­fi­ci­en­ti. Di prove impor­tan­ti ne abbi­amo super­ate: il Natale, la Gran Fon­do Pao­la Pez­zo con trem­i­la parte­ci­pan­ti, la man­i­fes­tazione ciclis­ti­ca tedesca del­la scor­sa estate con un migli­aio di per­sone. In prospet­ti­va ci man­ca solo la sede, ma il Comune pare inten­zion­a­to a risol­vere anche questo aspetto».

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