Il nipote da Zevio (Verona) lancia l’appello. L’assessore Nocera: «Ma lui chiese di essere sepolto qui a Sirmione»

«Rivogliamo le spoglie di Battista Meneghini»

04/08/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
p.tad.

Zevio, cen­tro dell’est veronese, vuole il cor­po di Gio­van­ni Bat­tista Menegh­i­ni, mar­i­to di , sepolto a Sirmione accan­to alla gov­er­nante di una vita, Emma Rover­sel­li Brut­ti. A esprimere questo forte deside­rio il nipote Pietro Caz­zarol­li, che ha colto l’occasione del­la pre­sen­tazione delle inizia­tive in ricor­do del­la cop­pia Callas — Menegh­i­ni per lan­cia­re la pro­pos­ta: «Aus­pi­co che le spoglie di mio zio Bat­tista torni­no a Zevio, sepolte nel­la tom­ba di famiglia assieme alla madre Giusep­pina e a sua sorel­la Pia». Il nipote del­la cele­bre cop­pia pre­cisa: «Mi piac­erebbe che, con il mio appog­gio, l’iniziativa fos­se por­ta­ta avan­ti dal Comune in rap­p­re­sen­tan­za dei cit­ta­di­ni zeviani».Pietro Caz­zarol­li è figlio di Pia Menegh­i­ni, la don­na che con­vinse suo fratel­lo Bat­tista a unir­si con la «voce del XX sec­o­lo», mat­ri­mo­nio cel­e­bra­to a Verona il 21 aprile 1949. Attual­mente il «re del lat­er­izio» è sepolto nel cimitero di Sirmione, tra la tom­ba di Emma Rover­sel­li Brut­ti, la gov­er­nante cui las­ciò tut­to il suo pat­ri­mo­nio, e quel­la del di lei mar­i­to. A Sirmione il com­menda­tore visse sino alla fine dei suoi giorni (morì a 85 anni il 20 gen­naio 1981) a par­tire dal peri­o­do che pre­cedette il trau­mati­co abban­dono del­la Callas: gli preferì l’armatore gre­co Aris­totele Onas­sis, che a sua vol­ta las­ciò la moglie. Pri­ma, dal 1915 al 1958, il com­menda­tore ave­va abi­ta­to a Zevio, con la Callas a par­tire dal set­tem­bre 1949. Per Sirmione la pro­pos­ta di Pietro Caz­zarol­li è un ful­mine a ciel sereno. Michele Nocera, cus­tode del ricor­do Callas-Menegh­i­ni sirmionese, oltreché asses­sore comu­nale alla cul­tura, criti­co musi­cale, biografo del sopra­no, ami­co per­son­ale del com­menda­tore, stron­ca sul nascere l’ipotesi traslazione. Dice: «Bat­tista è sepolto a Sirmione per sua espres­sa volon­tà. Anche se il com­menda­tore ha risiedu­to lunghi anni a Zevio, non capis­co questo risveg­lio zeviano dopo tan­ti anni di silen­zio. Di cer­to Emma Rover­sel­li è sta­ta l’esecutrice tes­ta­men­taria di Menegh­i­ni. I suoi ere­di potreb­bero vantare dirit­ti in fat­to di sepoltura del com­menda­tore. Bat­tista ave­va adot­ta­to la famiglia del­la Rover­sel­li, tant’è che un suo nipote si chia­ma pro­prio Gio­van­ni Battista».«Nel bene e nel male, la gov­er­nante è sta­ta vic­i­na a Menegh­i­ni per ben 40 anni», aggiunge Nocera. «Cer­to, il com­menda­tore era molto lega­to alla mam­ma sepol­ta a Zevio, figu­ra fem­minile che ha ama­to di più al mon­do assieme a Maria. Se attua­ta, la traslazione del­la salma mi offend­erebbe alla pari, cre­do, di tut­ti i sirmione­si. Farei di tut­to per con­trastare inizia­tive in tal sen­so, fer­mi restando, ovvi­a­mente, i dirit­ti dei nipoti del com­menda­tore. Che per­al­tro Menegh­i­ni ha diseredato».Pietro Caz­zarol­li però riven­di­ca lo stret­to legame con lo zio Bat­tista: «Accettò di far­mi da tutore quan­do mio padre partì per la guer­ra nel deser­to con­tro Rom­mel». Quin­di riv­ela d’essere sta­to l’ultimo dei par­en­ti a incon­trare la Callas poco pri­ma che morisse improvvisa­mente a Pari­gi il 16 set­tem­bre 1977, a soli 54 anni. «Incon­trai Maria a Verona nel luglio del ’77. Ci salu­tam­mo fugace­mente causa la pre­sen­za di trop­po per­sone. Purtrop­po non capii che prob­a­bil­mente mia zia sta­va ten­tan­do di riper­cor­rere la stra­da veronese che l’aveva por­ta­ta alla noto­ri­età in tut­to il mon­do. Diver­sa­mente, forse potrebbe essere anco­ra viva».

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