Traffici legati al sesso nella zona del Parco. Il Comune chiede un incontro alla prefettura. «Riqualificazione: ora serve il sostegno di Provincia e Regione»

«Rocca, controlli interforze»

16/07/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Elena Cerqui

E’ pas­sato un anno dall’entrata in vig­ore dell’ordinanza con­tro ogni for­ma di nud­is­mo emes­sa dal comune di Maner­ba per la zona del par­co del­la Roc­ca e del Sas­so, ma la situ­azione non è miglio­ra­ta. Il vero prob­le­ma non è più solo la fre­quen­tazione dei natur­isti, che vis­i­tano le imper­vie calette del­la cos­ta da por­to Dusano al Sas­so ormai da 20 anni, ben­sì la pre­sen­za di esi­bizion­isti, scam­bisti e guardoni. La situ­azione è degen­er­a­ta nell’ultimo anno, tan­to da balzare agli «onori» del­la cronaca nazionale. «L’ordinanza ha miglio­ra­to la situ­azione nel­la parte alta del Sas­so – spie­ga il pres­i­dente del con­siglio comu­nale di Maner­ba, – spin­gen­do nel­la parte più bas­sa, e meno acces­si­bile, del­la cos­ta i grup­pi di esi­bizion­isti». Così nel paio di chilometri di inse­n­a­ture dif­fi­cil­mente rag­giun­gi­bili non ci sono più soltan­to voyeur, scam­bisti etero ed omoses­su­ali. Ci si può imbat­tere anche in trans­es­su­ali o nelle più diverse forme di pros­ti­tuzione. E i i fre­quen­ta­tori arrivano persi­no via lago, da imbar­cazioni che si por­tano fin vici­no alla riva.«La situ­azione sta diven­tan­do insosteni­bile – affer­ma Andrea Albi­ni, pres­i­dente del Comi­ta­to per la spi­ag­gia del­la Roc­ca di Pisen­ze – negli ulti­mi 5 anni la con­dizione del­la zona è pre­cip­i­ta­ta in modo grave ed inde­cente. Oltre ai gesti vol­gari, squalli­di e oltrag­giosi al pub­bli­co pudore, c’è pure il ris­chio di atti di vio­len­za. Per­ciò ogni per­sona che s’imbatte in questo tipo di esi­bizion­isti è gius­to che chie­da l’intervento delle forze dell’ordine».La stes­sa Ammin­is­trazione comu­nale manerbese è con­sapev­ole del­la grav­ità del prob­le­ma sta stu­dian­do una soluzione defin­i­ti­va al prob­le­ma. Servirebbe innanz­i­tut­to un pat­tuglia­men­to costante del­la zona, sia via lago,utilizzando motovedette, sia via ter­ra. La del­la Valte­n­e­si già la scor­sa estate ha effet­tua­to con­trol­li in borgh­ese, dis­pen­san­do una deci­na di multe ed altret­tante denunce per atti osceni. Così facen­do, però, gli agen­ti sono diven­tati volti noti agli esi­bizion­isti del­la zona. Che, non appe­na avvis­ta­vano movi­men­ti sospet­ti nel­la zona, si face­vano trovare cop­er­ti di tut­to pun­to e non in atteggia­men­ti perseguibili. A questo pun­to serve un con­tin­uo ricam­bio di uomi­ni, a cui il Comune da solo non può far fronte. «La pri­ma soluzione a medio ter­mine – spie­ga l’assessore, con del­e­ga al Par­co, Gian­car­lo Tala­mazzi – è raf­forzare i con­trol­li con un inter­ven­to con­giun­to di tutte le forze dell’ordine, , polizia locale, . Ma per fare ciò non bas­ta il solo Comune. Abbi­amo con­tat­ta­to la prefet­tura, con la quale avre­mo un incon­tro nei prossi­mi giorni, che si sta atti­van­do per venir­ci in aiu­to». Nel frat­tem­po sarà poten­zi­a­ta anche la pre­sen­za di cartel­li che espon­gono l’ordinanza, dal momen­to che quel­li posizionati lo scor­so anno sono sta­ti divelti.Poi, bisognerebbe ren­dere più acces­si­bile la zona, allargan­do anche i sen­tieri, e pro­gram­man­do un cal­en­dario di attiv­ità per creare un con­tin­uo andiriv­ieni di per­sone. «Si potreb­bero pre­dis­porre, per esem­pio, zone di sos­ta e gio­co – pros­egue Berti­ni – con pal­loni aero­sta­ti­ci, aree per pic-nic, per bird­watch­ing, recu­peran­do anche il bosco. E’ aus­pi­ca­bile anche che vengano real­iz­za­ti per­cor­si ciclope­donali e di trekking a cav­al­lo, oltre che per­cor­si di scuo­la di roc­cia e di snor­kel­ing». Attiv­ità, sostiene Berti­ni, per le quali il Comune avrebbe bisog­no di un sosteg­no dal­la Provin­cia o dal­la Regione.

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