Roméo et Juliette di Charles Gounod

21/08/2014 in Musica lirica
Di Luigi Del Pozzo

Roméo et Juli­ettedi Charles Goun­od è l’ultimo tito­lo in cartel­lone per il Fes­ti­val del Nuo­vo Sec­o­lo 2014, in sce­na all’ da saba­to 23 agos­to alle ore 20.45.

L’opera in cinque atti su libret­to di Jules Bar­bi­er e Michel Car­ré vede la regia fir­ma­ta da Francesco Miche­li, le scene da Edoar­do Sanchi, i cos­tu­mi ad opera di Sil­via Aymoni­no. La core­ografia è di Nikos Lagousakos ed il light­ing design di Pao­lo Maz­zon.

Dirige questo tito­lo il M° Jean-Luc Tin­gaud, per la pri­ma vol­ta sul podio dell’Arena di Verona.

Repliche: 28 agos­to ore 20.45 – 6 set­tem­bre ore 20.45.

 

Roméo et Juli­ette, dopo il suc­ces­so riscos­so al suo debut­to are­ni­ano nel 2011 ed il con­sen­so con­fer­ma­to sia al Fes­ti­val 2012 sia al Fes­ti­val del Cen­te­nario 2013, è ormai tito­lo sta­bile nel reper­to­rio are­ni­ano, tan­to che con 3 ser­ate è già nel cartel­lone del Fes­ti­val liri­co 2015.

Da saba­to 23 agosto2014gli aman­ti più cele­bri del­la sto­ria tor­nano con la loro trag­i­ca vicen­da ad infi­ammare gli ani­mi del pub­bli­co dell’Arena di Verona, pro­prio nel­la cit­tà del mito dell’amore eter­no.

E qua­si per fes­teggia­re i 450 anni dal­la nasci­ta di William Shake­speare, la “bel­la Verona” viene rap­p­re­sen­ta­ta all’interno dell’anfiteatro romano in un teatro dagli esplic­i­ti richi­a­mi shake­spear­i­ani: il reg­ista Francesco Miche­li ha ricre­ato, infat­ti, il londi­nese Globe The­atre con mate­ri­ali asso­lu­ta­mente con­tem­po­ranei, a trat­ti futur­is­ti­ci, ed illu­mi­nazione da sta­dio.

In ques­ta cor­nice pub­bli­co, can­tan­ti e centi­na­ia di com­parse si intrec­ciano, si scon­tra­no e si mescolano per rac­con­tare l’amore nega­to di Romeo e Giuli­et­ta, in un con­tin­uo salire e scen­dere di scale che avvic­i­nano ed allon­tanano gli innamorati, e sim­bo­leg­giano l’ascesa e la cadu­ta del potere delle rispet­tive famiglie.

 

Dom­i­nante sul pal­cosceni­co il col­ore rosso, che ricor­da l’elemento pri­mor­diale ed il motore dell’opera: il sangue. Tut­tavia il finale las­cia inten­dere un epi­l­o­go che va oltre la morte, con i due pro­tag­o­nisti che rompono le catene del potere e dell’odio, involan­dosi mano nel­la mano giù dal pal­cosceni­co: nei loro cos­tu­mi can­di­di pas­sano tra gli spet­ta­tori, ver­so la luce di un’unione immor­tale.

La par­ti­tu­ra di Charles Goun­od ed il libret­to di Jules Bar­bi­er e Michel Car­ré com­pon­gono i cinque atti di un drame lyrique tipi­ca­mente francese, che all’Arena di Verona prende cor­po in questo alles­ti­men­to hi-tech con citazioni medievali, fat­to di impo­nen­ti strut­ture di met­al­lo semoven­ti, luci e fari come in un con­cer­to rock, cos­tu­mi in stile pre-punk con accen­ni rinasci­men­tali. Ed a sot­to­lin­eare come quest’opera sia lega­ta forte­mente alla cit­tà di Verona, la con­flit­tual­ità tra le famiglie dei Mon­tec­chi e dei Capuleti è carat­ter­iz­za­ta dai col­ori cit­ta­di­ni gial­lo e blu.

Per le 3 recite in cartel­lone i due cele­bri aman­ti verone­si sono inter­pre­tati da Lana Kos (Juli­ette) e Vit­to­rio Grigo­lo (Roméo); Annal­isa Strop­pa è Stéphano,il pag­gio di Roméo, Michael Bach­tadze l’amico Mer­cu­tio, Cris­t­ian Ric­ci l’avversario Tybalt, men­tre sposerà i due gio­vani innamorati Gior­gio Giusep­pi­nicome Frère Lau­rent.

Nei pan­ni del­la nutrice Gertrude tro­vi­amo Ele­na Ser­ra, in Ben­vo­lio Car­lo Bosi, in Pâris Nicolò Ceri­ani, come Gré­go­rio Dario Giorgelè, nel padre di Juli­ette Capulet Enri­co Mar­ruc­ci e nel ruo­lo dell’imparziale Duc de Vérone Deyan Vatchkov.

Impeg­nati Orches­tra, Coro, Cor­po di bal­lo e Tec­ni­ci del­la di Verona, con i numerosi mimi e com­parse che ricre­ano le fazioni in lot­ta di Mon­tec­chi e Capuleti.