FASANO. Si attenuano le polemiche dopo la riapertura del reparto, chiuso durante le festività natalizie Martedì la sanità gardesana al centro di un Tavolo di confronto

S. Corona a pieno regime

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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Al San­ta Coro­na di Fasano, che ospi­ta car­diopati­ci per la riabil­i­tazione, è sta­to ria­per­to il repar­to di 20 posti let­to (l’al­tro, di 33, ave­va con­tin­u­a­to a fun­zionare rego­lar­mente), chiu­so nel peri­o­do natal­izio per «con­sen­tire ai dipen­den­ti di fare le ferie». Ques­ta la moti­vazione addot­ta dal Civile di Bres­cia, pro­pri­etario del­l’im­mo­bile. Ma infer­mieri, medici e per­son­ale ausil­iario con­tin­u­ano a man­tenere la mas­si­ma atten­zione. E il sin­da­co di Gar­done Riv­iera, Alessan­dro Baz­zani, rib­adisce che «se la volon­tà polit­i­ca è di con­vogliare i pazi­en­ti ver­so strut­ture pri­vate, quelle pub­bliche — obtor­to col­lo — sono obb­li­gate a chi­ud­ere». «La deci­sione di ridurre provvi­so­ri­a­mente di 20 unità i 53 posti accred­i­tati a Fasano — spie­ga in una nota stam­pa il diret­tore gen­erale del Civile, Lucio Mas­tro­mat­teo — era sta­ta det­ta­ta dal­l’ogget­tiv­ità dei dati. Da metà dicem­bre a metà gen­naio i let­ti occu­pati si riducono del 50% cir­ca, dal momen­to che i pazi­en­ti proven­gono in grande mag­gio­ran­za da fuori provin­cia. E, nel peri­o­do indi­ca­to, accade che le richi­este si rid­u­cano sen­si­bil­mente. «Così nel 2000-01 i let­ti uti­liz­za­ti sono sta­ti medi­a­mente del 32,5%, su un totale di 61; nel 2001-02 addirit­tura 26,18%; nel 2002-03 del 33,50%. Quest’an­no la media è sta­ta del 28,07%. I dati sul­l’uten­za del servizio san­i­tario di riabil­i­tazione sono altret­tan­to chiari: su cen­to ricoverati, il 70–75% proviene da altre Asl, il rima­nente 25–30% da quel­la di Bres­cia (appe­na il 5–6% dal­l’area garde­sana). Non esiste quin­di alcun depau­pera­men­to del­l’Al­to lago, anche per­chè tutte le richi­este effet­tive sono state accolte. Non solo, ma è sta­to anche pos­si­bile con­sen­tire al per­son­ale san­i­tario, medico e non, di fruire del con­ge­do ordi­nario resid­uo, cioè di ferie e riposo arretrati, ferme restando le esi­gen­ze di servizio. «La pun­tu­al­ità nel­l’as­sol­vere gli impeg­ni pre­si è la dimostrazione del doveroso rispet­to che nutri­amo nei con­fron­ti dei cit­ta­di­ni, i legit­ti­mi des­ti­natari del­la nos­tra attiv­ità», con­clude Mas­tro­mat­teo. In giug­no il Civile ave­va ipo­tiz­za­to la chiusura entro il 31 dicem­bre 2005 del San­ta Coro­na, sce­so negli ulti­mi anni da cen­to posti let­to a 53. L’ed­i­fi­cio, l’ex vil­la Ben­venu­ti, col­lo­ca­to in riva al lago e cir­conda­to da un grande par­co, ha bisog­no di inves­ti­men­ti per adeguar­si agli stan­dard. Da qui l’idea di trasferire i posti all’­Opera pia Richiedei di Gus­sa­go, dato che la Fon­dazione Maugeri si è sposta­ta a Lumez­zane per andare a gestire la Poliambu­lan­za. Baz­zani ave­va reag­i­to, sol­lecitan­do incon­tri. «Ne abbi­amo tenu­to uno solo, il 16 otto­bre, col dot­tor Carme­lo Scar­cel­la, che ha poi dato incar­i­co alla dot­tores­sa Anna Maria Indel­i­ca­to di con­vo­care un tavo­lo tec­ni­co di con­fron­to», ricor­da il sin­da­co. Tavo­lo tec­ni­co che in questi mesi ha por­ta­to alla elab­o­razione di una relazione, che sarà illus­tra­ta nel cor­so del­la riu­nione in pro­gram­ma mart­edì 3 feb­braio alle ore 10, nel­la sede dell’Asl di Bres­cia, in via Duca degli Abruzzi 15: in pri­mo piano la situ­azione dei servizi san­i­tari e di emer­gen­za nell’area del Gar­da e del­la Valsab­bia. Il sin­da­co gar­donese ave­va anche affida­to a un pro­fes­sion­ista «il com­pi­to di preparare un prog­et­to di mes­sa a nor­ma del­la strut­tura, da con­cor­dare anche con la e la Soprint­en­den­za di Bres­cia. Inten­do dimostrare che i 12.700 metri cubi pos­sono essere riqual­i­fi­cati sfrut­tan­do la pro­ro­ga dei ter­mi­ni di accred­i­ta­men­to, spo­sta­ti al 2007». Temen­do che il San­ta Coro­na fac­cia la fine del­l’ospedale di Salò (il trasfer­i­men­to provvi­so­rio di Med­i­c­i­na a Gavar­do, da giug­no a fine set­tem­bre, è diven­ta­to defin­i­ti­vo, così che, a forza di tagli, è rimas­ta soltan­to Riabil­i­tazione Psichi­a­tria), i 66 dipen­den­ti han­no scrit­to all’asses­sore regionale Car­lo Bor­sani chieden­do lumi sul futuro. «Nei nos­tri uffi­ci non risul­ta nul­la in mer­i­to alla pos­si­bile ricon­ver­sione o sop­pres­sione del cen­tro di car­di­olo­gia di Fasano — ha rispos­to Bor­sani -. Pren­do atto con vivo com­piaci­men­to delle vostre atten­zioni di sti­ma nei con­fron­ti del San­ta Coro­na. D’al­tra parte costante è l’at­ten­zione del­la Regione Lom­bar­dia nel­la ricer­ca di razion­al­iz­zare e ottimiz­zare le risorse, allo scopo di miglio­rare la rete ospedaliera e incre­mentare conc­re­ta­mente una san­ità di eccel­len­za». Trascor­so il peri­o­do natal­izio, il repar­to con i 20 posti let­to ha ria­per­to e i toni del­lo scon­tro si sono abbassati.

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