Il sindaco respinge la chiusura del presidio di Fasano e mette in pista un progetto per clinica riabilitativa La proposta: «Se il Civile di Brescia lo ritiene inutile, lo ceda a Desenzano»

S. Corona, ospedale per sempre

21/02/2004 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Il sin­da­co di Gar­done Riv­iera, Alessan­dro Baz­zani, si ribel­la all’ipote­si di chiusura dell’ospedale S. Coro­na di Fasano, di pro­pri­età del Civile di Bres­cia: il pri­mo cit­tadi­no rilan­cia, sol­lecitan­do la trasfor­mazione del­la strut­tura in pre­sidio di riabil­i­tazione mul­ti­fun­zionale, da accor­pare all’azien­da ospedaliera di Desen­zano. Baz­zani ha affida­to a un architet­to l’in­car­i­co di redi­gere uno stu­dio di fat­tibil­ità. E il prog­et­to, appe­na con­fezion­a­to, par­la di 74 posti let­to, così sud­di­visi: 26 di riabil­i­tazione car­di­o­log­i­ca (il com­pi­to svolto attual­mente), 18 neu­ro­log­i­ca e 30 res­pi­ra­to­ria (pneu­molo­gia). Ogni unità sarebbe com­pos­ta sia dalle camere di degen­za che da un paio di palestre adeguate e da lab­o­ra­tori. «Più che di nuove divi­sioni per acu­ti ‑spie­ga Bazzani‑, c’è bisog­no di cen­tri di recu­pero. Patolo­gie come scle­rosi mul­ti­pla, pos­tu­mi di cere­bropatie vas­co­lari, neu­roveg­e­ta­tive e neu­ro­mus­co­lari non han­no pun­ti di rifer­i­men­to. E anco­ra: la bron­co­pa­tia cron­i­co ostrut­ti­va pre­sen­ta un trend in asce­sa, al con­trario del­la patolo­gia car­dia­ca. Nel­la nos­tra provin­cia esistono pochissime realtà che si occu­pano di riabil­i­tazione res­pi­ra­to­ria. Il risul­ta­to? Gli ospedali sono spes­so costret­ti a tenere pazi­en­ti per molti giorni, col ris­chio di ria­c­u­tiz­zazione e dete­ri­o­ra­men­to del loro sta­to». Il prog­et­to ver­rà ora pre­sen­ta­to ai respon­s­abili san­i­tari e in Regione. Il diret­tore gen­erale degli Spedali Civili di Bres­cia, Lucio Mas­tro­mat­teo, ave­va ricorda­to che, su cen­to ricoverati a Fasano, il 70–75% proviene da altre Asl e il rima­nente 25–30% da quel­la di Bres­cia (appe­na il 5–6% dal­l’area garde­sana), soste­nen­do che «non esiste alcun depau­pera­men­to del­l’Al­to lago, anche per­chè tutte le richi­este effet­tive ven­gono accolte». Ma al tavo­lo tec­ni­co di con­fron­to di un paio di set­ti­mane fa, pre­dis­pos­to da Carme­lo Scar­cel­la e da Anna Maria Indel­i­ca­to, è sta­ta rib­a­di­ta l’in­ten­zione di chi­ud­ere il S. Coro­na, sce­so negli ulti­mi anni da cen­to posti let­to a 53. L’ed­i­fi­cio, l’ex vil­la Ben­venu­ti, col­lo­ca­to in riva al lago e cir­conda­to da un grande par­co, ha bisog­no di inves­ti­men­ti per adeguar­si agli stan­dard. Da qui l’idea di vender­lo a una immo­bil­iare (ma il Piano rego­la­tore di Gar­done Riv­iera lo vin­co­la a una des­ti­nazione san­i­taria, e il con­siglio comu­nale ha vota­to un ordine del giorno per rib­adire che non intende con­cedere l’au­tor­iz­zazione a trasfor­mar­lo in res­i­dence) e trasferire i posti all’­Opera pia Richiedei di Gus­sa­go, dato che la Fon­dazione Maugeri si sposterebbe a Lumez­zane per andare a gestire la Poliambu­lan­za. Il sin­da­co ave­va rispos­to pic­che, sol­lecitan­do incon­tri e affi­dan­do a un pro­fes­sion­ista «il com­pi­to di preparare un prog­et­to di mes­sa a nor­ma del­la strut­tura, da con­cor­dare anche con la e la Soprint­en­den­za di Bres­cia. Per dimostrare che i 12.700 metri cubi pos­sono essere riqual­i­fi­cati sfrut­tan­do la pro­ro­ga dei ter­mi­ni di accred­i­ta­men­to, spo­sta­ti al 2007». Giovedì Baz­zani è inter­venu­to alla con­feren­za dei sin­daci del­l’Asl del­la provin­cia, dicen­do di «non capire come Mas­tro­mat­teo non pos­sa inve­stire due-tre mil­ioni euro arrivan­do a 74 posti let­to. Un risul­ta­to rag­giun­gi­bile con un mod­es­tis­si­mo incre­men­to di vol­ume­tria, che ha già ottenu­to il parere favorev­ole del­la Soprint­en­den­za per i beni ambi­en­tali e del nos­tro uffi­cio urban­is­ti­co». «Non riesco nem­meno a com­pren­dere — ha aggiun­to Baz­zani — per­chè sia sta­to per­vi­cace­mente rifi­u­ta­to l’u­ti­liz­zo di un locale del S. Coro­na al servizio del 118, che vol­e­va sta­bilire la base oper­a­ti­va di una autoam­bu­lan­za e di un paio di moto mediche nel peri­o­do esti­vo. Fasano era sta­ta ritenu­ta la local­iz­zazione più adat­ta per la zona del­l’Al­to lago, con­sid­er­a­ta anche l’ogget­ti­va dif­fi­coltà a spostar­si sul ter­ri­to­rio. E, infine, com’è pos­si­bile affer­mare che i dati con­fer­mano il dimi­nu­ito inter­esse per questo pre­sidio, e di con­seguen­za non avrebbe sen­so ristrut­turare un ospedale in cui non va nes­suno?». «Lo stes­so Civile di Bres­cia — ha pros­e­gui­to — non con­sid­era il S.Corona tra i cen­tri di riabil­i­tazione, e dirot­ta i pazi­en­ti prove­ni­en­ti da altre Asl sul­la Domus, il Richiedei e altre. Con­sid­er­a­to che il diret­tore gen­erale ritiene inutile effet­tuare inves­ti­men­ti e intende chi­ud­ere Fasano entro il 31 dicem­bre 2005, io gli chiedo di cedere l’im­mo­bile all’azien­da ospedaliera di Desen­zano, com­pe­tente su tut­to il ter­ri­to­rio. In questo modo sarà sicu­ra­mente più facile stu­di­are una razion­al­iz­zazione seria e cor­ret­ta di un polo riabil­i­ta­ti­vo pub­bli­co. Lo stes­so Min­istro Gero­lamo Sirchia ha affer­ma­to che la san­ità è una cosa trop­po seria per las­cia­r­la solo nelle mani dei man­ag­er; l’e­co­nomi­cis­mo nuove ai medici e ai pazi­en­ti. In Italia il dirit­to alla salute è sanci­to dal­la Cos­ti­tuzione, e a tale propos­i­to è sta­to isti­tu­ito il Servizio san­i­tario nazionale».

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