Nel coprso della cerimonia verrà inaugurata la scultura in bronzo raffigurante San Sebastiano, dono del maestro Ettore Greco

Sabato 5 marzo il Vittoriale degli Italiani ricorda i 73° anniversario della morte di Gabriele d’Annunzio

04/03/2011 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Il pres­i­dente del , , annun­cia che il 4 mar­zo si riu­nirà il Con­siglio di Ammin­is­trazione per approvare il nuo­vo statu­to e dec­retare la defin­i­ti­va trasfor­mazione del­la casa di da Fon­dazione di dirit­to pub­bli­co a fon­dazione di dirit­to pri­va­to.  Il nuo­vo Statu­to ha già rice­vu­to le nec­es­sarie approvazioni del Min­is­tero dei Beni Cul­tur­ali e del prefet­to di Bres­cia. E’ il pri­mo risul­ta­to di un per­cor­so richiesto alla fine degli Anni Novan­ta dal gov­er­no, e che soltan­to il Vit­to­ri­ale ha por­ta­to a ter­mine. “Pri­va­tiz­zare”, ha dichiara­to Guer­ri, “non sig­nifi­ca che il Vit­to­ri­ale potrà essere trasfor­ma­to in un cam­po da golf o in un alber­go di lus­so, ma sem­plice­mente che su undi­ci mem­bri del nuo­vo CdA, tre saran­no pri­vati – fon­dazioni o indi­vidui – deter­mi­nati a portare un con­trib­u­to di energie, idee e finanzi­a­men­ti.   Già, per esem­pio, la Fon­dazione Cab (Cred­i­to Agrario Bres­ciano) ha dato un con­trib­u­to notev­ole per l’acquisto di impor­tan­ti doc­u­men­ti e per la creazione del nuo­vo museo “D’Annunzio seg­re­to”, che dall’ottobre 2010 a oggi ha con­tribuito a aumentare i vis­i­ta­tori del 19 per cen­to, ren­den­do il bilan­cio dell’anno il migliore nel­la sto­ria del Vit­to­ri­ale. Quan­to ai vis­i­ta­tori, dopo la perdi­ta di 60.000 unità dal 2000 al 2008, nell’ultimo bien­nio si sono incre­men­tati di 20.000 unità. “L’Obiettivo per i prossi­mi cinque anni”, sostiene Guer­ri, “è por­tar­li a 300.000, qua­si un rad­doppio, gra­zie all’apertura di nuovi musei, a una comu­ni­cazione effi­cace e a una migliore definizione dell’immagine stor­i­ca di d’Annunzio. Ques­ta estate ricev­er­e­mo un impor­tan­tis­si­mo fon­do di fas­ci­nosi cimeli dan­nun­ziani, fino­ra sconosciu­ti e di grande val­ore stori­co-eco­nom­i­co”. Inoltre è sta­to indi­vid­u­a­to il più impor­tante fon­do di auto­grafi dan­nun­ziani esistente al di fuori del Vit­to­ri­ale, fra cui i mano­scrit­ti dell’Alcione e dell’Innocente e qua­si mille let­tere a Bar­bara Leoni. Sono a  dis­po­sizione anche una impor­tan­tis­si­ma rac­col­ta di doc­u­men­ti e ogget­ti appartenu­ti a Eleono­ra Duse e alcu­ni mobili del­la Cap­ponci­na. Ma l’acquisto più ambito e cos­toso, che per­me­t­terebbe al Vit­to­ri­ale di aprire una sede dis­tac­ca­ta sul Canal Grande, è quel­lo del­la Caset­ta Rossa, a Venezia, dove il poeta visse durante la Pri­ma guer­ra mon­di­ale nelle pause dei com­bat­ti­men­ti.   Queste disponi­bil­ità sono state rese pos­si­bili, sec­on­do Guer­ri, dal rin­no­va­to inter­esse intorno al Vit­to­ri­ale, trasfor­ma­to negli ulti­mi due anni — da museo e mau­soleo — nel “libro di pietre vive” che vol­e­va d’Annunzio. Per esem­pio con l’apertura del museo “Omag­gio a d’Annunzio”, con don­azioni o presti­ti di impor­tan­ti artisti con­tem­po­ranei: Pal­adi­no, Ontani, Schmidlin, Meese, Riva ecc.   Il 5 mar­zo, nel cor­so di una cer­i­mo­nia per il 73° anniver­sario del­la morte del poeta e il cen­te­nario del dram­ma Le mar­tyre de Saint Sébastien, ver­rà inau­gu­ra­ta una scul­tura in bron­zo, alta due metri e raf­fig­u­rante il san­to, dona­ta dal mae­stro Ettore Gre­co. Ver­ran­no inoltre inau­gu­rate opere — ispi­rate a d’Annunzio — del gio­vane Emanuele Gre­golin e del mae­stro Fran­co Sum­ma, men­tre Mar­cel­lo Staglieno illus­tr­erà il presti­to di due opere di Mario Sironi e di Tris­tan Tzara. Lo stes­so giorno ver­rà arric­chi­to anche il par­co del Vit­to­ri­ale, che nel 2010 è entra­to per la pri­ma vol­ta nel­la clas­si­fi­ca dei dieci più bei parchi d’Italia. Gabriele d’Annunzio ama­va i cipres­si: era­no 781 al momen­to del­la sua morte, ma dal 1938 a oggi 20 sono cadu­ti o sono sta­ti abbat­tuti per vec­chi­a­ia o malat­tia. “Riten­go che i cipres­si fac­ciano parte del pat­ri­mo­nio – non solo nat­u­rale, ma anche artis­ti­co e stori­co — del Vit­to­ri­ale e ho deciso di ripi­antar­li”, sostiene Guer­ri. I nuovi cipres­si — scelti anco­ra pic­coli come augu­rio di un futuro di cresci­ta per il Vit­to­ri­ale e l’Italia — avran­no ognuno un nome dan­nun­ziano e ver­ran­no inau­gu­rati e adot­tati da autorità e da sco­laresche.   Altra cer­i­mo­nia del 5 mar­zo sarà un alz­a­bandiera dei ves­sil­li di Gar­done Riv­iera e di Pescara, alla pre­sen­za del sot­toseg­re­tario agli Esteri Alfre­do Man­ti­ca e dei due sin­daci Andrea Cipani e Lui­gi Albore Mas­cia, per cementare l’amicizia fra le due cit­tà: Gior­dano Bruno Guer­ri è sta­to nom­i­na­to da poco diret­tore artis­ti­co del D’annunzio Fes­ti­val di Pescara, luo­go natale del poeta. Ver­rà anche annun­ci­a­ta la nasci­ta del­la Fon­dazione Gemel­lag­gi Dan­nun­ziani, che com­prende già trenta local­ità. Tutte le cer­i­monie del­la gior­na­ta ver­ran­no salu­tate dai tradizion­ali 11 colpi di can­none esplosi dal­la nave Puglia e dal volo di due biplani.   Il dinamis­mo, davvero dan­nun­ziano, del Vit­to­ri­ale, non si fer­merà qui. Già il 7 mar­zo avrà luo­go un’altra sin­go­lare inizia­ti­va, intrapre­sa con la riv­ista FOTOGRAFIAREFLEX, “Il dirit­to di inter­pretare la bellez­za”, ovvero dare la pos­si­bil­ità di fotogra­fare nei musei, impedi­ta da una dis­po­sizione risalente ai tem­pi dei lampi al mag­ne­sio: 12 fotografi, dilet­tan­ti selezionati per qual­ità, potran­no lib­era­mente fotogra­fare nel­la Prio­r­ia, e l’opera migliore ver­rà espos­ta nell’”Omaggio a d’Annunzio”.   Il 6 mag­gio si svol­gerà la gior­na­ta “Il Vit­to­ri­ale tra pas­sato e futuro”, con un impor­tante con­veg­no dei mas­si­mi stu­diosi su “D’Annunzio e il Medio­e­vo” e la fir­ma di un ined­i­to, avveniris­ti­co accor­do con Ris dei e l’ di Cagliari.   Il 2 luglio, inoltre, avrà inizio la sta­gione teatrale denom­i­na­ta “Vit­to­ri­ale Ten­er-a-mente”. Lo stes­so giorno, ver­rà asseg­na­to per la pri­ma vol­ta il pre­mio “D’Annunzio-Il Vit­to­ri­ale”, che ogni anno omag­gerà un impor­tante per­son­ag­gio del­la cul­tura con un’opera di Mim­mo Pal­adi­no.