In piazza Vittoria lo guardano un vigiliante e... i cigni

Salò, il presepio è sorvegliato

24/12/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Salò

«Quest’anno mi sono pre­so un anno sab­bati­co: niente pre­sepi, nè alla Domus nè all’aperto», dice mon­sign­or Francesco Andreis, che a Salò ave­va sem­pre dato vita a una rasseg­na niente male, coin­vol­gen­do stu­den­ti delle scuole, grup­pi e varie asso­ci­azioni. Ognuno pro­pone­va soluzioni orig­i­nali, in un pic­co­lo gia­rdi­no, in un vico­lo, in uno slargo o all’in­ter­no di un negozio. «Nel 2002 le nos­tre atten­zioni si sono con­cen­trate sui fes­teggia­men­ti per il 500° del Duo­mo — pros­egue don Andreis -. E adesso sen­to già le lamentele dei cit­ta­di­ni per la man­can­za dei pre­sepi. Dicono: pec­ca­to, sta­vano così bene. Eppure ho avu­to la sen­sazione, in pas­sato, che non fos­sero suf­fi­cien­te­mente apprez­za­ti». L’unico rimas­to è sta­to sis­tem­ato in piaz­za Vit­to­ria, conosci­u­ta per il mon­u­men­to ai Cadu­ti e l’imbarcadero. Lo ha allesti­to la Sait, l’impresa di Cunet­tone che fa capo a Orazio Rag­gi, e viene sorveg­lia­to 24 ore su 24: di giorno da un grup­po di… cig­ni veri, acco­v­ac­ciati tra le pecore finte, e di notte da un vig­i­lante, sedu­to in macchi­na. Una misura resasi nec­es­saria per il fur­to di un paio di stat­ue e il dan­neg­gia­men­to di altre (riparare quelle più alte, da un metro e 60, cos­ta due mil­ioni e mez­zo di vec­chie lire). Quan­to ai cig­ni, sono ormai diven­tati un’attrazione. Han­no pre­so pos­ses­so del lun­go­la­go, entra­no nei negozi per sol­lecitare un boc­cone di pane (apprez­zano in par­ti­co­lare la pro­fume­ria «Ornel­la») e, ora, dan­no un’occhiata alla Madon­na e al Gesù Bam­bi­no in gesso.