Si è chiusa ieri a mezzogiorno la raccolta delle domande sui dissesti subiti dalle abitazioni, che ora stanno per essere inventariati. Le stime superano i 50 milioni per i privati e i 12 milioni per gli edifici pubblici

Salò, oltre 1200 richieste di danni

14/01/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Ieri, alle ore 13, anche Salò ha chiu­so la rac­col­ta delle domande di ris­arci­men­to per il ter­re­mo­to del 24 novem­bre. I pri­vati ne han­no pre­sen­tate com­p­lessi­va­mente 1.264, di cui 1.174 su mod­el­lo C2 (dan­ni a edi­fi­ci) e 90 C2 (attiv­ità com­mer­ciali, imp­rese, eccetera). Flavio Casali, fun­zionario del comune, che col suo staff sta svol­gen­do un grande lavoro, ne ha fino­ra inserite sul com­put­er 918, di cui 838 riguardan­ti le res­i­den­ze (per una cifra di 34 mil­ioni e 613 mila euro) e 89 le aziende (per due mil­ioni e 578 mila euro). Già superati, quin­di, i 37 mil­ioni di euro. In ogni caso, un con­to provvi­so­rio. Oggi e domani saran­no infat­ti cat­a­lo­gate le altre 346. Con­sideran­do che ognuno ha chiesto, in media, 40 mila euro di ris­arci­men­to (chi per un solo appar­ta­men­to, altri a nome dell’intero con­do­minio, for­ma­to da diver­si allog­gi), e che sono in arri­vo via-pos­ta decine di domande di pro­pri­etari di sec­onde case, res­i­den­ti in local­ità lon­tane (il ter­mine sta­bil­i­to dall’ordinanza min­is­te­ri­ale è il 23 gen­naio, per cui non sarà pos­si­bile esclud­ere quan­ti con­seg­n­er­an­no i doc­u­men­ti nei prossi­mi giorni), si dovreb­bero super­are i 50 mil­ioni di euro. Lim­i­tata­mente, come det­to, ai pri­vati. C’è poi il dis­cor­so degli edi­fi­ci pub­bli­ci, con 12 mil­ioni e 400 mila euro. Ecco il det­taglio. Gli ingeg­neri e architet­ti strut­tural­isti che stan­no pre­dispo­nen­do il prog­et­to di restau­ro del Palaz­zo comu­nale, sul lun­go­la­go di Salò, han­no quan­tifi­ca­to il dan­no in quat­tro mil­ioni di euro. Alcune crepe sono larghe sette-otto cen­timetri e, ai pie­di dell’immobile, corre una lun­ga, pre­oc­cu­pante fes­sura. Poi 924 mila per l’immobile di viale Lan­di, affit­ta­to all’Asl. Sette mil­ioni e mez­zo riguardano i fab­bri­cati di pub­bli­co inter­esse, come l’ospedale, la nuo­va casa di riposo, il palaz­zo dell’Ateneo uti­liz­za­to dal­la Cam­era di com­mer­cio, quel­lo dell’Arsenale, che ospi­ta l’Agenzia delle entrate e la , il con­ven­to dei frati Capuc­ci­ni a Bar­bara­no, le due mater­ne autonome (la “Trivero” di Vil­la e la Pao­la di Rosa delle suore). Al con­to bisogna aggiun­gere i 700 mila euro delle chiese (Duo­mo, S.Bernardino, Ancelle in Fos­sa, Cam­pov­erde, Vil­la, ecc., alcune delle quali anco­ra chiuse, poichè dichiarate inag­i­bili) e dei beni par­roc­chiali. Vale a dire: ora­to­rio, canon­i­ca e Sant’Jago, dove c’è un mis­cuglio di attiv­ità: alcu­ni servizi Asl, un cer­to numero di clas­si del Liceo statale, la pri­va­ta Enri­co Medi del­la coop­er­a­ti­va cat­toli­ca e la scuo­la supe­ri­ore. Da ulti­mo la spe­sa di due mil­ioni e 100 mila euro effet­tua­ta dal comune per l’emergenza, così sud­di­visi: un mil­ione e 390 mila per gli immo­bili (la sis­temazione imme­di­a­ta delle scuole, come le Ele­men­tari Oliv­el­li o le Medie “”), 374 mila per la , 344 mila per gli alberghi e l’alloggio degli sfol­lati. Il com­mis­sario Mas­si­mo Busce­mi ha invi­a­to un accon­to di 500 mila euro. Un’altra tranche del­lo s tes­so impor­to dovrebbe arrivare a metà di feb­braio. Con­sid­er­a­to che Salò, da sola, ha ripor­ta­to dan­ni per cir­ca 70 mil­ioni di euro, dif­fi­cile prevedere come ver­ran­no ero­gati gli stanzi­a­men­ti. Ricor­diamo che la Regione ha eroga­to 10 mil­ioni di euro, il Gov­er­no altret­tan­ti, e 30 nel­la legge Finanziaria 2005. Totale: 50 mil­ioni. Ad essi bisogna aggiun­gere il 5% del Fon­do del­la , cir­ca 2,9 mil­ioni per 15 anni. La Lega Padana Lom­bar­dia ha appic­ca­to ai muri un man­i­festo tito­la­to: «La col­pa di non essere merid­ion­ali». Dice: «Più di 2mila sfol­lati, 2.300 edi­fi­ci lesion­ati, dis­a­gi e sof­feren­ze per famiglie e anziani, ritar­di nei soc­cor­si, caren­ze di uomi­ni e di mezzi, indif­feren­za delle isti­tuzioni e dei media nazion­ali. I 10 mil­ioni di euro stanziati dal Gov­er­no sono un insul­to alla dig­nità e alla gen­erosità dei bres­ciani. Intan­to sti­amo anco­ra pagan­do, attra­ver­so le accise sul­la ben­z­i­na, per i ter­re­mo­tati del Belice e dell’Irpinia. Come al soli­to, al popo­lo lom­bar­do che con­tribuisce con il 25% del Pil al man­ten­i­men­to del paese, viene elar­gi­ta l’elemosina. Chiedi­amo una val­u­tazione effet­ti­va dei dan­ni subiti e una adegua­ta erogazione di fon­di da parte del Governo».