Ieri la festa e i rimandi all’unione delle popolazioni rivierasche attorno ai valori della chiesa I tre vescovi del lago hanno celebrato i 500 anni del tempio

Salò, un Duomo per il Garda

08/09/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Salò

Ieri Salò ha fes­teggia­to i 500 anni trascor­si dal­la con­sacrazione del Duo­mo inti­to­la­to San­ta Maria Annun­ci­a­ta, ma la fes­ta, in realtà, è sta­ta di tut­to il Gar­da. Il tem­pio, inizia­to nel 1453 e con­sacra­to nel 1502, real­iz­za­to in stile goti­co-rinasci­men­tale e ric­co di cap­ola­vori ignei e pit­tori­ci, è con­sid­er­a­to uno dei più bel­li del Bres­ciano. Venne ideato per essere il sim­bo­lo del pres­ti­gio del­la Salò rinasci­men­tale, che sot­to il dominio di Venezia era cap­i­tale del­la Mag­nifi­ca Patria: con l’edificazione dell’edificio, la cit­tad­i­na aspi­ra­va a rive­stire un ruo­lo impor­tante anche in cam­po reli­gioso. Dice­va­mo del­la fes­ta di dimen­sione «com­pren­so­ri­ale». Per cel­e­brare la ricor­ren­za, sono arrivati a Salò i vescovi delle tre dio­ce­si che si affac­ciano sul Bena­co, ovvero Giulio San­guineti per Bres­cia, Lui­gi Bres­san per Tren­to e Flavio Rober­to Car­raro per Verona. Ma c’erano anche i pres­i­den­ti delle tre province. Alle 10.30, in piaz­za Vit­to­ria, il sin­da­co Giampiero Cipani ha accolto le autorità reli­giose e civili esaltan­do pro­prio l’«incontro e l’unione» di popoli bag­nati dalle stesse acque. «Il nos­tro Duo­mo — ha poi aggiun­to — è una immag­ine nel­la quale ognuno si può rispec­chiare, sco­pren­do un sen­so di apparte­nen­za a una realtà che non solo è geografi­ca ma anche stor­i­ca, cul­tur­ale e reli­giosa». Alle 11.30 il cor­teo accom­pa­g­na­to dal­la ban­da cit­tad­i­na ha rag­giun­to il tem­pio per la cel­e­brazione del­la mes­sa. E durante l’omelia, mon­sign­or San­guineti, ha par­la­to del­la fede e dell’impegno del­la comu­nità. «San­ta Maria Annun­ci­a­ta — ha sot­to­lin­eato — è un seg­no per la cit­tà in quan­to impor­tante opera architet­ton­i­ca, e sim­bo­lo del­la pre­sen­za di Cristo. Tut­tavia non deve essere con­sid­er­a­ta l’opera umana in sé: si deve pen­sare ai sogget­ti per i quali è sta­ta edi­fi­ca­ta. Sono infat­ti gli uomi­ni che devono diventare un vero tem­pio e un vero luo­go». Infine, ispi­ran­dosi alla Madon­na di Zenon Veronese, un quadro ben conosci­u­to dal­la comu­nità par­roc­chiale di Salò e non solo, San­guineti ha invi­ta­to ad affi­dar­si a Maria per rag­giun­gere una comu­nità di fede e sper­an­za. Mon­sign­or Lui­gi Bres­san ha invece richiam­a­to l’amicizia delle tre dio­ce­si che si affac­ciano sul­lo stes­so lago, basa­ta su relazioni e scam­bi rec­i­pro­ci. Men­tre mon­sign­or Flavio Rober­to Car­raro, rifacen­dosi a sua vol­ta alla Madon­na, ha par­la­to del­la mater­nità come tes­ti­mo­ni­an­za di fede, di «disponi­bil­ità e amore ver­so tut­ti, soprat­tut­to ver­so i più dis­agiati». Infine l’intervento del pres­i­dente del­la Provin­cia, Alber­to Cav­al­li, che ha volu­to sot­to­lin­eare il pre­gio dell’edificio e l’importanza rivesti­ta da Salò nei sec­oli. «Il Duo­mo di San­ta Maria Annun­ci­a­ta — ha affer­ma­to — dice tan­to di Bres­cia e del­la sua arte, ma anche del lun­go intrec­cio con la chiesa bres­ciana, che Salò ha con­tribuito a for­ti­fi­care». La gior­na­ta cel­e­bra­ti­va si è poi con­clusa con un con­cer­to del Pic­co­lo Coro San­ta Maria Ausil­i­atrice di e Rovere­to, che si è esi­bito alle 15, e con lo show del Coro ed Esem­ble musi­cale del­la cit­tà di Desio, che è invece sal­i­to sul pal­co alle 21.

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