Il giro di prestazioni della casa di cura conta ben 23mila pazienti all’anno, 14mila interventi chirurgici e 35mila accettazioni di pronto soccorso

Sandri: «La Pederzoliè un vanto per la sanità»

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Un fiore all’occhiello del­la san­ità vene­ta, sia per i numeri dell’attività che per il liv­el­lo delle tec­nolo­gie e dei pro­fes­sion­isti che vi oper­a­no». Così l’assessore regionale alla san­ità San­dro San­dri al ter­mine del­la visi­ta isti­tuzionale com­pi­u­ta ieri mat­ti­na alla Casa di cura Ped­er­zoli di Peschiera. Una visi­ta pre­vista, che rien­tra nel fit­to cal­en­dario che sta por­tan­do San­dri a conoscere le realtà ospedaliere pub­bliche e pri­vate del Veneto.«Sono asses­sore da cinque mesi e mi sono ripro­pos­to di vis­itare tutte le Ulss e le diverse strut­ture san­i­tarie che le com­pon­gono. Si trat­ta di vis­ite pro­gram­mate per­ché non ho bisog­no di blitz per capire se e dove sono le eccel­len­ze e le crit­ic­ità. Anche per­ché per vedere come van­no le cose in una Ulss bas­ta dare un’occhiata ai bilanci».Ma la visi­ta alla Ped­er­zoli ha avu­to anche un altro impor­tante sig­ni­fi­ca­to. «Ques­ta strut­tura ha una sto­ria che è parte inte­grante di quel­la del­la san­ità vene­ta e che oggi si tra­duce, tra le altre cifre, in 23 mila pazi­en­ti l’anno, 14 mila inter­ven­ti chirur­gi­ci e 35 mila accettazioni di pron­to soc­cor­so. Bas­ta questo per ren­der­si con­to di quan­to sia impor­tante lavo­rare insieme per creare una col­lab­o­razione nuo­va e sem­pre più stret­ta fra san­ità pub­bli­ca e pri­va­ta». «Con questo obbi­et­ti­vo», ha con­tin­u­a­to l’assessore, «è mia inten­zione atti­vare pro­prio in ques­ta Ulss un tavo­lo di con­fron­to per val­utare un nuo­vo mod­el­lo di pro­gram­mazione che ci con­sen­ta di evitare sprechi e doppi­oni, lad­dove fos­sero even­tual­mente indi­vid­uati, e deter­mi­ni con chiarez­za chi fa cosa e dove. In modo che da un lato la gente pos­sa sem­pre trovare il meglio per le sue neces­sità e allo stes­so tem­po si riesca a razion­al­iz­zare anco­ra di più la spesa».Un tavo­lo cui San­dri intende affi­an­car­ne altri due, ques­ta vol­ta su base regionale: uno per le pic­cole strut­ture e uno per quelle mag­giori come gli ospedali. «Spero di atti­var­li in tem­pi bre­vi per chi­ud­ere pos­si­bil­mente entro la fine dell’anno un accor­do pro­gram­mati­co per il tri­en­nio 2009 — 2011 che servirà a definire in modo chiaro le cosid­dette regole del gio­co sia per la Regione che per le strut­ture san­i­tarie del territorio».Inevitabile per l’assessore affrontare anche il prob­le­ma dei 3milioni e 100mila euro di inter­es­si sui pre­sun­ti ritar­di sui paga­men­ti mat­u­rati pro­prio dal­la Casa di cura Ped­er­zoli e recen­te­mente diven­tati ogget­to di un’interrogazione del con­sigliere regionale del Pd Fran­co Bon­fante. «È un prob­le­ma ben noto e soll­e­va­to da tem­po dall’Associazione ital­iana ospedal­ità pri­va­ta e su cui noi siamo pron­ti a con­frontar­ci. Par­ti­amo da posizioni diverse sull’entità delle cifre ma c’è tut­ta l’intenzione di chi­ud­ere anche ques­ta vicen­da che si trasci­na da anni. Sono molto fiducioso sull’esito di ques­ta nuo­va sta­gione nel rap­por­to con il pri­va­to», ha rib­a­di­to l’assessore, «per­ché il dial­o­go tra per­sone ragionevoli por­ta sem­pre ad indi­vid­uare il gius­to pun­to di equilibrio».Prima di las­cia­re la Ped­er­zoli San­dri ha vis­i­ta­to alcu­ni repar­ti: radi­olo­gia, med­i­c­i­na, oncolo­gia, lab­o­ra­to­rio d’analisi, ostetricia.«La visi­ta dell’assessore ci ha fat­to molto piacere», ha det­to Vit­to­rio Ped­er­zoli, pres­i­dente del Con­siglio di ammin­is­trazione, «anche per­ché le sue parole di apprez­za­men­to tes­ti­mo­ni­ano la pos­i­ti­va val­u­tazione del­la seri­età e dell’impegno con cui lavo­ra la strut­tura». «Da parte nos­tra», ha aggiun­to il diret­tore san­i­tario Gian­lu­ca Gian­fil­ip­pi, «abbi­amo con­fer­ma­to la piena disponi­bil­ità e la con­di­vi­sione dell’idea che sia nec­es­sario lavo­rare insieme per raf­forzare la col­lab­o­razione tra pub­bli­co e pri­va­to e rius­cire così a dare all’utente il miglior servizio san­i­tario pos­si­bile».