Il commissario regionale Massimo Buscemi ha illustrato ieri mattina ai sindaci i criteri di ripartizione degli 85 milioni di euro. I contributi per i danni alla prima casa potranno coprire l’80 per cento

Sarà più alto il tetto dei rimborsi

17/03/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Mario Mattei

Man­cano anco­ra 80 mil­ioni (85 sono disponi­bili), ma alla fase «emer­gen­za» può ora suben­trare la fase «ricostruzione». A qua­si quat­tro mesi dal ter­re­mo­to che ha col­pi­to il Gar­da e la Valsab­bia sono state def­i­nite le modal­ità di erogazione dei con­tribu­ti pub­bli­ci per chi ha subito dan­ni. A illus­trar­le ieri mat­ti­na ai sin­daci del­la zona pres­so la sede ter­ri­to­ri­ale del­la Regione il com­mis­sario Mas­si­mo Busce­mi e il sogget­to attua­tore Sil­vio Lau­ro. L’ordinanza regionale, rive­du­ta e cor­ret­ta, è uffi­cial­mente oper­a­ti­va; Mas­si­mo Busce­mi la firmerà domani e ven­erdì prossi­mo sarà pub­bli­ca­ta. Sono state accolte alcune delle richi­este dei comi­tati: la soglia mas­si­ma di dan­no rim­borsabile per le prime case pas­sa dal 60 all’80 per cen­to, con un tet­to mas­si­mo di 130 mila euro; per le attiv­ità pro­dut­tive dal 40 al 60%; anche per gli edi­fi­ci eccle­si­as­ti­ci si alza il tet­to (dal 60 al 70%), ed è pre­vista la des­ti­nazione di una quo­ta delle risorse alle sec­on­da case a dis­po­sizione: «Questo — ha rib­a­di­to il com­mis­sario — in con­sid­er­azione del­la dimen­sione tur­is­ti­ca del­la zona». C’è inoltre in atto al Min­is­tero la richi­es­ta per l’esenzione totale dell’Iva. In tut­ti gli edi­fi­ci gli inter­ven­ti di ripristi­no dovran­no essere effet­tuati preve­den­do un miglio­ra­men­to pari almeno al 50% dell’adeguamento alla nor­ma­ti­va sis­mi­ca vigente. Entro 30 giorni dal­la pub­bli­cazione dell’ordinanza i sogget­ti inter­es­sati al rim­bor­so dovran­no pre­sentare la doman­da: per gli edi­fi­ci pri­vati il prog­et­to esec­u­ti­vo dovrà essere pre­sen­ta­to in Comune entro 120 giorni dal­la pub­bli­cazione; stes­so ter­mine (180 giorni per le opere non pri­or­i­tarie) per la pre­sen­tazione del prog­et­to per edi­fi­ci pub­bli­ci, opere infra­strut­turali ed edi­fi­ci di inter­esse stori­co e mon­u­men­tale. I lavori dovran­no con­clud­er­si in 24 mesi (36 per gli edi­fi­ci «vin­co­lati») dall’approvazione del prog­et­to; al con­trario cadrà ogni dirit­to a ben­e­fi­cia­re del con­trib­u­to, e l’eventuale anticipo con­ces­so dovrà essere resti­tu­ito. E’ pre­vista una pro­ro­ga, se gius­ti­fi­ca­ta, fino a sei mesi. Come si vede dal­la tabel­la a fian­co, ci sono diverse pri­or­ità d’intervento: gli edi­fi­ci che rien­tra­no nel­la fas­cia di «Pri­or­ità 1» sono quel­li su cui si inter­ver­rà in pri­ma istan­za, poi gli altri. Per quan­to con­cerne le modal­ità dei con­tribu­ti, il 40% ver­rà dato in accon­to ad inizio lavori, il 30% quan­do lo sta­to di avan­za­men­to lavori sarà pari al 70% delle opere, il sal­do a fine lavori. Capi­to­lo con­trol­li. Sil­vio Lau­ro intan­to ha tenu­to a pre­cis­are che ovvi­a­mente «i numeri di cui disponi­amo si basano sulle richi­este che fino ad ora ci sono arrivati. In qualche set­ti­mana avre­mo dati più pre­cisi». Le stime adesso si attes­tano intorno ai 160–165 mil­ioni di dan­ni (70 solo per le prime case, a fronte degli 85 al momen­to disponi­bili), e per questo le risorse non van­no asso­lu­ta­mente spre­cate. I con­trol­li tec­ni­ci saran­no effet­tuati dal­la ges­tione com­mis­sar­i­ale con tec­ni­ci del grup­po oper­a­ti­vo e del­la sede ter­ri­to­ri­ale di Bres­cia; saran­no di natu­ra sis­tem­at­i­ca per edi­fi­ci strate­gi­ci e ril­e­van­ti, edi­fi­ci di inter­esse stori­co-mon­u­men­tale e edi­fi­ci pri­vati con inter­ven­ti per più di 500 mila euro. Per gli altri edi­fi­ci pri­vati i con­trol­li saran­no «a cam­pi­one»: almeno il 20% per edi­fi­ci con dan­no supe­ri­ore a 100 mila euro e infe­ri­ore a 500 mila, non meno del 10 per cen­to per inter­ven­ti per meno di 100 mila euro. Non mancher­an­no con­trol­li ammin­is­tra­ti­vo-con­tabili, per ver­i­fi­care se sus­sistono i req­ui­si­ti che dan­no dirit­to ad accedere ai con­tribu­ti. Per chi­ud­ere si tor­na all’inizio: «Per adesso — dice anco­ra Busce­mi — è sta­to fat­to tut­to il pos­si­bile. Man­cano 80 mil­ioni ma sono con­vin­to che entro la fine del 2007 tut­ti i fon­di saran­no a dis­po­sizione. Ci sti­amo muoven­do a liv­el­lo regionale, statale e anche europeo. Par­lo adesso con indos­so la giac­ca del­la Regione: chi dovrà sten­dere il bilan­cio 2006 del Pirellone dovrà assumer­si il dovere morale di assi­cu­rare alla gente del Gar­da e del­la Valsab­bia tutte le risorse nec­es­sarie alla ricostruzione, anche qualo­ra lo Sta­to non dovesse o potesse inter­venire». Busce­mi ha poi avu­to una rispos­ta per ognuno dei sin­goli casi por­tati ad esem­pio dai sin­daci, e ha det­to che prob­a­bil­mente i sol­di rac­colti in queste set­ti­mane con sot­to­scrizioni, ad esem­pio, di comu­ni o par­roc­chie, non saran­no con­teggiati ai fini del rim­bor­so. La sede ter­ri­to­ri­ale del­la Regione res­ta il luo­go prin­ci­pale pres­so cui riv­ol­ger­si per qual­si­asi emergenza.