domenica, Febbraio 15, 2026
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Il 21 marzo più che sancire ufficialmente l'inizio della primavera, ha segnato per Malossini e Matteotti la fine di un incubo

Scarico dei sassi a lago: c’è l’ok dalla provincia

Decisione sulla gestione del materiale dallo scavo

Il 21 marzo, più che sancire ufficialmente l’inizio della primavera, ha segnato per Malossini e Matteotti la fine di un incubo: ieri pomeriggio, infatti, una conferenza di servizio in provincia ha sanzionato che il materiale proveniente dallo scavo del tunnel di Sperone può finire in fondo al lago.

Finora, c’era stato l’assenso politico da parte della giunta provinciale e c’era la convinzione che una quantità di sassi presi in sponda al lago e gettati al di sotto del livello dell’acqua non potessero in alcun modo inquinare il Garda.

Restava sempre aperto l’interrogativo sui possibili intralci di natura burocratica, leggi e leggine, disposizioni e commissioni, a tenere i rivani sul filo del rasoio.

Avevano anche fatto la voce grossa, ripetendo con drastica certezza che dopo il 31 maggio nessun camion carico di sassi sarebbe più transitato per le vie cittadine, Canella, largo Inviolata, viale Pernici e Damiano Chiesa, diretto alla discarica, con licenza di transitare in senso inverso anche su viale Trento, a costo di bloccare lo scavo.

Autorizzazione e modalità di scarico

Restava sempre al fondo, un pizzico di preoccupazione, accumulata giorno dopo giorno, man mano che le peregrinazioni a Trento facevano scoprire altri ostacoli, piccoli ma insistiti.

Ora, la liberazione. La riunione dei responsabili di tutti i servizi provinciali chiamati a sorvegliare sull’opera ha dato il benestare.

Scaricare dentro il lago, da ieri, è possibile.

Restano da precisare i tempi tecnici del cambio di percorso dei camion, che, secondo anticipazioni da confermare, dovrebbero far scivolare il materiale dentro il lago da uno scarico posizionato pressappoco all’altezza delle scalette che collegavano il lungolago alla statale.

Le operazioni di scarico dovrebbero comportare anche una totale indisponibilità del tratto di vecchia strada tra il bivio del bar Nazionale e il bivio della Ponale, per la sosta delle autovetture in attesa di imbarcarsi sui traghetti della Navigarda, in partenza da piazza Catena.

Non ci sono limitazioni per quanto riguarda la quantità: finirà a lago tutta la roccia necessaria a realizzare il progetto, che l’ufficio tecnico del comune ha predisposto in tempi brevissimi e che ora è stato approvato.

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