La chiusura della rassegna si è tenuta al Vittoriale. L’opera di Trotta è stata donata alla Provincia

Sculture della meraviglia

11/11/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
se.za.

Sull’alto Gar­da si è con­clusa la mostra «Mec­ca­niche del­la mer­av­iglia», giun­ta alla terza edi­zione e allesti­ta dal­la Provin­cia di Bres­cia. Cinque scul­tori (Anto­nio Trot­ta, orig­i­nario del Cilen­to, adesso lavo­ra a e a Pietrasan­ta, Igi­no Leg­naghi di Verona, Ric­car­do Cordero di Tori­no, Lucil­la Cata­nia di Roma e Carme­lo Cap­pel­lo, scom­par­so nel ’96) han­no espos­to le loro opere nei gia­r­di­ni di Vil­la Zanardel­li a Fasano di Mader­no, sede dell’, Palaz­zo Mor­gante a Salò, Hrus­ka-Fon­dazione Heller e Vit­to­ri­ale a Gar­done Riv­iera. Il tut­to ideato da Albano Moran­di che, nel 2003, ave­va por­ta­to le opere nel­la zona del Bas­so lago, da Desen­zano a San Felice, e l’anno scor­so in Valle Sab­bia. In occa­sione del­la chiusura del­la rasseg­na, nell’auditorium del Vit­to­ri­ale si è svol­ta la cer­i­mo­nia di con­seg­na del bloc­co di mar­mo inciso con la fir­ma di . L’opera, di Trot­ta, inti­to­la­ta «Abiterò il mio nome», è sta­ta acquisi­ta dall’Amministrazione provin­ciale (rap­p­re­sen­ta­ta nel­la cir­costan­za dal vicepres­i­dente Mas­si­mo Gelmi­ni, asses­sore alla cul­tura), che l’ha dona­ta al Vit­to­ri­ale (gli onori di casa li ha fat­ti Gio­van­na Cic­carel­li). Mau­ro Cor­ra­di­ni, Faus­to Loren­zi e Piero Cavel­li­ni sono inter­venu­ti per spie­gare l’iniziativa. «Oggi – è sta­to det­to — lo scul­tore lavo­ra come un gia­r­diniere, che effet­tua innesti e potature, cer­can­do di fondere il pro­prio lavoro con la bellez­za e l’armonia dell’ambiente». Oltre al sin­da­co di Gar­done Riv­iera, Alessan­dro Baz­zani, e all’assessore alla pub­bli­ca istruzione di Toscolano Mader­no Mar­cel­lo Beschi, c’erano i ragazzi delle scuole ele­men­tari e gli stu­den­ti dell’Istituto pro­fes­sion­ale alberghiero di Gargnano. Questi ulti­mi han­no cre­ato una serie di opere minute con i dis­abili dell’Anffas, uti­liz­zan­do bic­chieri, car­ta e mate­ri­ale riciclato.