La creazione del comune di Lazise fu il risultato di un processo tutto particolare.

Sfilata in onore di Ottone per rievocare l’autonomia del 983

04/05/2002 in Manifestazioni
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Di Luca Delpozzo
Lazise

La creazione del comune di Lazise fu il risul­ta­to di un proces­so tut­to par­ti­co­lare. Lazise, pri­ma del Mille, ave­va per popo­lazione un grup­po di uomi­ni mai sta­ti infeu­dati ma abit­uati, per­ché for­man­ti eccle­si­as­ti­ca­mente una pieve, all’organizzazione ed alle libere assem­blee nelle quali trat­ta­vano i comu­ni inter­es­si reli­giosi: come, ad esem­pio, la nom­i­na dei pievani. Per la sua posizione topografi­ca, poi, era diven­ta­to lo sca­lo nat­u­rale delle mer­ci che qui affluiv­ano soprat­tut­to dall’Adige, per poi pas­sare ai cen­tri più impor­tan­ti del­la Lom­bar­dia. «E’ chiaro che trovan­dosi in queste favorevoli cir­costanze» scrive Don Gio­van­ni Agos­ti­ni, «i nos­tri ante­nati approf­ittassero di ogni buona occa­sione per dar­si un libero ordi­na­men­to comu­nale». E la buona occa­sione si pre­sen­tò nel 983, quan­do l’imperatore Ottone II riunì a San Zeno di Verona la Dieta che dove­va delib­er­are la con­quista del Mez­zo­giorno d’Italia. Allo­ra i 18 capi del paese, tra i quali il «pres­bitero» Gisem­per­to, doman­darono ed otten­nero un prezioso diplo­ma, con il quale si con­cede­va il dirit­to di riscuotere un trib­u­to di «due impe­ri­ali» dai negozianti lom­bar­di che appro­da­vano al por­to, quel­lo di esigere una tas­sa sulle mer­ci di pas­sag­gio (dogana) e su quelle esposte durante il locale mer­ca­to, quel­lo di sfruttare la riva da uno all’altro con­fine del ter­ri­to­rio, quel­lo di pescare e final­mente di for­ti­fi­care con mura tor­rite e mer­late il vec­chio castel­lo. Scrive il Cipol­la: «… sem­bra quin­di che il Diplo­ma di Ottone II con­tenga l’attenzione di un fat­to prezioso per la sto­ria veronese; l’organizzazione di una for­ma qual­si­asi di gov­er­no popo­lare dove man­ca­vano i vin­coli del gov­er­no uffi­ciale. Le per­sone nom­i­nata­mente ricor­date in quel doc­u­men­to, si pos­sono con­sid­er­are qua­si come ret­tori e con­soli dell’erà suc­ces­si­va». Per spie­gare com­pi­u­ta­mente quan­to ripor­ta lo stori­co diplo­ma, stasera alle 21, nel­la anti­ca chieset­ta di San Nicolò al por­to, il prof. Giulio Rama, pres­i­dente dell’associazione Francesco Fontana, par­lerà alla cit­tad­i­nan­za e ai tur­isti del diplo­ma otto­ni­ano. E per l’occasione, in via del tut­to eccezionale, l’antico doc­u­men­to, tan­to caro alla comu­nità lacisiense, sarà trasfer­i­to dal­la sede munic­i­pale alla chieset­ta, sul por­to, per essere ammi­ra­to e com­men­ta­to. È la pri­ma vol­ta in asso­lu­to, nel­la sto­ria mod­er­na, che il diplo­ma viene offer­to al pub­bli­co. È una occa­sione da non perdere sia sot­to il pro­fi­lo stori­co che cul­tur­ale: dal diplo­ma otto­ni­ano sca­tur­isce infat­ti la cor­po­razione degli Orig­i­nari che for­ma­va la classe fon­da­men­tale e pre­dom­i­nante per il gov­er­no del comune. La ker­messe con­tin­ua anche domani con parten­za alle 10.15 da por­ta San Zeno di un cor­teo in cos­tume: alle 10.30 arri­vo di Ottone II, a cav­al­lo, in piaz­za Vit­to­rio Emanuele II, fir­ma del priv­i­le­gio, let­tura del doc­u­men­to da parte dell’araldo e sua con­seg­na al sin­da­co; alle 11 brin­disi d’augurio con offer­to da alcune aziende vitivini­cole locali; alle 11.15 sfi­la­ta dei cav­a­lieri di Cane­va World e cor­teo di com­parse in cos­tume per le vie del cen­tro. Alle 15.30 pro­ces­sione degli orig­i­nari del­la comu­nità accom­pa­g­nati dal­la asso­ci­azione musicisti e sbandier­a­tori di Arquà Pole­sine, da I Sig­nori di Rival­ta di Castel­n­uo­vo Don Bosco (Asti), dai Fal­conieri del­la cit­tà bavarese di Rosen­heim gemel­la­ta da anni con Lazise. Alle 19, il cor­teo di commiato.

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