Dopo la bufera . Il fortunale ha riproposto il problema della sicurezza e di come affrontare le emergenze Fondamentale il coordinamento dei soccorsi per evitare tragedie

Sirene d’allarme per il lago

Di Luca Delpozzo
Luca Belligoli

Ottan­ta per­sone recu­per­ate in acqua sia dai mezzi di soc­cor­so che dalle barche in rega­ta, 30 imbar­cazioni scuf­fi­ate (roves­ci­ate) di cui due irri­me­di­a­bil­mente affon­date (gli Asso 99 Laman­tas­so e Chiara due), una spi­ag­gia­ta per il glo­rioso Plea­sure che si è sfas­ci­a­to sug­li scogli di Bogli­a­co. Ques­ta in sin­te­si è una parte del­la «con­tabil­ità» del che è sta­ta resa nota dal . «Com­p­lessi­va­mente i dan­ni alle imbar­cazioni sono quan­tifi­ca­bili intorno ai 250mila euro», pre­cisa San­dro Pel­le­gri­ni dell’ufficio stam­pa del Cvg, «men­tre, per quan­to riguar­da i soc­cor­si, è più dif­fi­cile fare una sti­ma sui costi. C’è da con­sid­er­are però che la pre­sen­za del­la , delle ambu­lanze e del per­son­ale del 118 è già pre­vista nor­mal­mente sul Gar­da durante la sta­gione tur­is­ti­ca. Per le oper­azioni di soc­cor­so sono sta­ti uti­liz­za­ti due eli­cot­teri dell’esercito, quel­li del 118 sono sta­ti aller­tati dalle basi oper­a­tive allestite a Bogli­a­co e Tor­ri. I veliv­oli dell’esercito sono sta­ti uti­liz­za­ti per due ore il che cor­risponde più o meno a una spe­sa di 2.500 euro». «Quel­lo di domeni­ca è sta­to un even­to eccezionale: è vero che i bol­let­ti­ni meteo parla­vano di leg­gere brezze ma», affer­ma Luciano Gal­loni pres­i­dente del Cir­co­lo vela Gargnano, «domeni­ca poco dopo la parten­za del Gor­la abbi­amo tele­fona­to al cen­tro meteo di Bolzano per essere aggior­nati sulle con­dizioni del tem­po dell’arco alpino; ci han­no det­to che da quelle par­ti si sta­vano svilup­pan­do for­ti tem­po­rali e da quel momen­to ci siamo preparati per affrontare l’emergenza». «Tut­to ha fun­zion­a­to al meglio», pros­egue il pres­i­dente. «Guardia costiera, , polizia, 118, vig­ili del fuo­co, , sono sta­ti enco­mi­a­bili. I più bravi di tut­ti però sono sta­ti i velisti, in rega­ta c’erano cir­ca 250 imbar­cazioni, tut­ti si sono com­por­tati benis­si­mo e chi ha potu­to ha aiu­ta­to chi era in dif­fi­coltà. Ciò sig­nifi­ca che c’è una notev­ole cul­tura nau­ti­ca e i nos­tri regatan­ti sono preparati. Con­dizioni come quelle che si sono ver­ifi­cate domeni­ca al Gor­la mi han­no fat­to ricor­dare il Fast­net (cele­bre rega­ta inglese) di qualche han­no fa quan­do scom­parvero in mare 17 per­sone. Per evitare tragedie comunque è fon­da­men­tale il coor­di­na­men­to dei soc­cor­si anche per­ché solo in questo modo si evi­tano sovrap­po­sizioni e spre­co di risorse». «Io mi fido molto delle pre­vi­sioni del cen­tro mete­o­ro­logi­co di Arab­ba e ho potu­to con­statare che sono attendibili al 90 per cen­to», assi­cu­ra Gian­ni Tes­ta, pres­i­dente del­la Fraglia vela Mal­ce­sine. «Cer­to che una buri­ana come quel­la di domeni­ca era un bel po’ che non la vede­vo; mi è suc­ces­so nel 1973 alla e in quel­la occa­sione sono rius­ci­to a riparare nel por­to di Castel­let­to. Anche un paio di sta­gioni fa ho pas­sato un brut­to quar­to d’ora ma non ero in rega­ta: sta­vo nav­i­gan­do con un cab­i­na­to di 9 metri e a bor­do c’era anche l’ex min­istro Treu. All’improvviso l’Ora è cam­bi­a­ta in Pel­er con raf­fiche di 45 nodi e per for­tu­na sono rius­ci­to ad attrac­care in Val di Sog­no. Domeni­ca con i due grossi gom­moni del­la Fraglia abbi­amo soc­cor­so una quindic­i­na di imbar­cazioni in avaria; spes­so durante l’estate e i fine set­ti­mana andi­amo a recu­per­are sur­fisti e imbar­cazioni in dif­fi­coltà e in ques­ta sta­gione abbi­amo fino­ra effet­tua­to una trenti­na d’interventi. È senz’altro fon­da­men­tale il coor­di­na­men­to per i mezzi di soc­cor­so ma cre­do che in questo sen­so potreb­bero dare un grande con­trib­u­to i cir­coli veli­ci che sono pre­sen­ti sul Gar­da: si può dividere il lago in zone ed ottimiz­zare l’utilizzo di uomi­ni e mezzi». Qualche mese fa Ange­lo Carat­toni, avvo­ca­to di Salò, per ren­dere più «europeo» e sicuro il lago ave­va ipo­tiz­za­to l’installazione di un sis­tema d’allarme in gra­do di seg­nalare con rag­gi lumi­nosi i repen­ti­ni cam­bi­a­men­ti delle con­dizioni metere­o­logiche. «Sui laghi di Ginevra, Zuri­go, Costan­za, Neucha­tel, Walensee, Traun­see, Tit­see da tem­po sono in fun­zione reti di avvisatori otti­ci che sono col­le­gati ad apparec­chia­ture che mis­ura­no costan­te­mente la pres­sione atmos­fer­i­ca, la quale, pri­ma delle bur­rasche subisce notevoli vari­azioni», ave­va pre­cisato Carat­toni. «In caso di for­ti escur­sioni quin­di i “barometri” trasmet­tono gli impul­si agli avvisatori otti­ci che si met­tono in fun­zione auto­mati­ca­mente proi­et­tan­do nel cielo rag­gi lumi­nosi che aumen­tano d’intensità con l’avvicinarsi del­la tem­pes­ta». Carat­toni sostiene che per coprire tut­to il perimetro del Gar­da servireb­bero 13 avvisatori per un cos­to che si aggi­ra intorno al mil­iar­do di vec­chie lire. L’avvocato ha pro­pos­to ques­ta inizia­ti­va alla Provin­cia di Bres­cia, alla e ad alcune ammin­is­trazioni comu­nali rac­coglien­do solo con­sen­si ver­bali e nul­la più.