Denuncia degli abitanti della frazione, del sindaco e di Legambiente: interessati Provincia e Arpav. A Ragano una schiuma sospetta e maleodorante ad ogni pioggia

«Sos» per il torrente Tasso

24/05/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Camilla Madinelli

Cer­ti giorni a Ragano non scende solo acqua dal Tas­so. Nell’alveo del tor­rente affio­ra qua e là una schi­u­ma alta e bian­cas­tra, che da cir­ca due mesi si pre­sen­ta a valle spes­so, soprat­tut­to in con­comi­tan­za di for­ti piogge. Un mis­cuglio male­odor­ante e mel­moso che non piace per niente né ai riv­o­le­si del­la frazione, pri­ma fra tut­ti il con­sigliere comu­nale Loredana Aldrighet­ti, né al sin­da­co Mir­co Cam­pag­nari. «Anche in pas­sato abbi­amo seg­nala­to uno sta­to non cer­to ide­ale del Tas­so e sap­pi­amo da tan­tis­si­mi anni che le sue acque sono inquinate», affer­ma Aldrighet­ti, «ora però la situ­azione è molto peg­gio­ra­ta e ci tro­vi­amo a fare i con­ti con una fogna a cielo aper­to, non solo fas­tidiosa per gli odori e la spor­cizia, ma peri­colosa per la salute. Nel­la zona del­la valle del Tas­so, dove non di rado si trovano a gio­care i bam­bi­ni, si sono ver­ifi­cate mor­ti sospette di ani­mali e ci sono grossi rat­ti. Mi sem­bra chiaro che così la situ­azione non può andare avan­ti, ten­den­do con­to anche che quel­lo che arri­va da noi di lì a 50 metri finisce nell’Adige». Sono stanchi, gli abi­tan­ti di Ragano, e dopo aver seg­nala­to all’amministrazione di Riv­o­li tut­to il loro dis­a­gio han­no mes­so a pun­to un doc­u­men­to per chiedere alla Provin­cia un inter­ven­to imme­di­a­to. Sono 42 le firme, che rap­p­re­sen­tano prati­ca­mente tutte le famiglie del­la frazione, a cui si sono unite anche alcune per­sone res­i­den­ti nel­la vic­i­na Sega di Cavaion, che in maniera minore con­di­vi­dono lo stes­so prob­le­ma. La richi­es­ta è sta­ta appog­gia­ta con forza dal cir­co­lo di Legam­bi­ente del Gar­da, che por­ta lo stes­so nome del tor­rente incrim­i­na­to: «Sap­pi­amo con certez­za da almeno 15 anni che il Tas­so è inquina­to», ricor­da il pres­i­dente del­la sezione Il Tas­so, Raf­fael­lo Boni, «gioiel­lo che nasce nel­la parte ori­en­tale del Bal­do, è un tor­rente vivo nel­la pri­ma parte del suo cor­so; nel­la piana da Capri­no in giù muore e a Ragano diven­ta una fogna. I cor­si d’acqua andreb­bero pro­tet­ti e val­oriz­za­ti, noi invece ne decre­ti­amo la morte». Boni pros­egue sen­za mezzi ter­mi­ni: «È evi­dente la caren­za di con­trol­li e l’inadeguatezza degli impianti di . Quel­lo di Capri­no è sot­todi­men­sion­a­to e inadegua­to, quel­lo di Affi è sta­to amplia­to di recente, ma a quan­to pare l’allarme rimane alto. Non pos­si­amo che sostenere la richi­es­ta di mag­giori con­trol­li, ma soprat­tut­to sol­lecitare inter­ven­ti che porti­no alla soluzione del­la ques­tione. La pro­pos­ta di Legam­bi­ente è una sola, anche se non real­iz­z­abile da un giorno all’altro: con­vogliare gli scarichi dei comu­ni dal Tas­so al col­let­tore del lago, a Peschiera. Solo così il tor­rente potrà essere recu­per­a­to». Se i cit­ta­di­ni riv­o­le­si si sono mobil­i­tati, l’amministrazione non è sta­ta da meno. Il sin­da­co Cam­pag­nari ha invi­a­to per due volte una comu­ni­cazione scrit­ta ai comu­ni lim­itrofi inter­es­sati dal cor­so del tor­rente: Capri­no, Coster­mano, Affi e Cavaion; all’ufficio del Genio Civile di Verona e all’Arpav. «Dopo alcune seg­nalazioni mi sono mosso affinché ogni ammin­is­trazione accer­tasse la natu­ra e l’entità del prob­le­ma», spie­ga il pri­mo cit­tadi­no di Riv­o­li, «ho rice­vu­to fino­ra rispos­ta da Coster­mano e Cavaion, che si sono dimostrati a conoscen­za del­la ques­tione. Vor­rei che una vol­ta per tutte sul tor­rente Tas­so ci si impeg­nasse tut­ti: aspet­to che i miei col­leghi mi dicano se e come si stan­no muoven­do per far rien­trare l’emergenza e risol­vere il prob­le­ma inquinamento».

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