La commissione edilizia approva l’intervento di «pulizia» in piazza d’Armi. Si effettuerà uno scavo per verificare quali resti ci siano alla base

Spariranno muretto e inferriata

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Le foto dell’epoca asbur­gi­ca ritrag­gono una piaz­za d’Armi in cui la caser­ma XXX Mag­gio, l’allora ospedale, si apri­va diret­ta­mente, sen­za alcu­na recinzione, alla stra­da anti­s­tante, di con­fine tra l’edificio e la chiesa di San Mar­ti­no. E così potrebbe ritornare ad essere: la com­mis­sione edilizia di Peschiera ha infat­ti approva­to la demolizione del muret­to e dell’inferriata che era­no sta­ti apposti dopo che la caser­ma era diven­ta­ta una delle carceri mil­i­tari nazion­ali. L’intervento avrà l’approvazione anche del­la com­pe­tente Soprint­en­den­za ai beni architet­toni­ci e ambi­en­tali e res­ta solo il con­sen­so da parte del­lo Sta­to che potrebbe, però, non essere indis­pens­abile. «In effet­ti, sec­on­do i nos­tri tec­ni­ci, la pro­pri­età del­lo Sta­to finisce con l’edificio», pre­cisa il sin­da­co . «La recinzione, quin­di, è sta­ta costru­i­ta su ter­reno comu­nale; se le cose stan­no effet­ti­va­mente così, la deci­sione del Comune e del­la Soprint­en­den­za saran­no suf­fi­ci­en­ti per pro­cedere all’intervento di elim­i­nazione di muret­to e infer­ri­a­ta». Aria nuo­va, dunque, per piaz­za d’Armi, il cuore del cen­tro stori­co aril­i­cense da decen­ni uti­liz­za­ta come parcheg­gio a paga­men­to nel­la sta­gione esti­va e nei fine set­ti­mana di tut­to l’anno. Un cuore nevral­gi­co anche per­ché i posti macchi­na sono visti dai com­mer­cianti del cen­tro come un ele­men­to por­tante a sosteg­no delle loro attiv­ità. Per questo l’amministrazione ha deciso di effet­tuare uno sca­vo, coor­di­na­to dal­la Soprint­en­den­za, per ver­i­fi­care cosa si tro­va sot­to la piaz­za in pre­vi­sione del­la real­iz­zazione di un parcheg­gio mul­ti­p­i­ano des­ti­na­to a risol­vere due prob­le­mi: man­tenere la pos­si­bil­ità di parcheg­gio per le auto­mo­bili e, nel­lo stes­so tem­po, con­sen­tire un inter­ven­to di recu­pero glob­ale del­la piaz­za. Gli scavi, iniziati alcune set­ti­mane fa, han­no con­fer­ma­to quan­to stori­ca­mente doc­u­men­ta­to e por­ta­to alla luce i resti sia dell’abitato di epoca romana che di man­u­fat­ti dei peri­o­di medievali e suc­ces­sivi. I lavori sono sta­ti fer­mati per il peri­o­do natal­izio ma ripren­der­an­no subito dopo la fine delle fes­tiv­ità. «La Soprint­en­den­za ha inten­zione di fare un altro sca­vo più vici­no alla chiesa di San Mar­ti­no», con­fer­ma il sin­da­co Chin­car­i­ni, «per ver­i­fi­care sin dove arri­va e lo sta­to di con­ser­vazione del muro del­la darse­na che una vol­ta sep­a­r­a­va la zona mil­itare del­la Roc­ca dal cen­tro abi­ta­to civile del paese».

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