Un convegno nel sessantesimo della morte. Un dibattito per far luce sulla figura controversa del filosofo

Studiosi a confronto «Chi uccise Gentile?»

11/05/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Davide Cordua

Sarà un con­veg­no stori­co a com­mem­o­rare e far luce sul­la vita e morte di Gio­van­ni Gen­tile, assas­si­na­to il 15 aprile del 1944 a Firen­ze da un com­man­do di par­ti­giani comu­nisti. A ses­san­tan­ni dal­la sua scom­parsa, il Cen­tro Stu­di e Doc­u­men­tazione sul peri­o­do stori­co del­la Repub­bli­ca Sociale Ital­iana di Salò, in col­lab­o­razione con il Comune e con il patrocinio del­la provin­cia di Bres­cia e del­la , ha mes­so a pun­to un even­to cul­tur­ale per ono­rare la figu­ra del filoso­fo ital­iano. Il con­veg­no, che si ter­rà ven­erdì 14 mag­gio nel Palaz­zo del­la Mag­nifi­ca Patria, è sta­to pre­sen­ta­to ieri mat­ti­na nel­la sala giun­ta di Palaz­zo Bro­let­to alla pre­sen­za del pres­i­dente del­la Provin­cia di Bres­cia Alber­to Cav­al­li, del sin­da­co di Salò , del pres­i­dente e vicepres­i­dente del Cen­tro Stu­di Rsi, Rober­to Chiari­ni (docente all’ di ) e San­dro Fontana (docente all’Università di Bres­cia). «Si dis­cuterà di un uomo che ave­va ader­i­to al fas­cis­mo di Salò, ma che dal­l’al­tra parte ave­va sem­pre dato pro­va di mat­u­razione e uman­ità», han­no det­to gli orga­niz­za­tori. La sua fine trag­i­ca sarà ulte­ri­ore tema di svilup­po e di rif­les­sione insieme agli anni tragi­ci alla fine del­la sec­on­da guer­ra mon­di­ale. Un omi­cidio che è anco­ra fonte di dis­cus­sione e dibat­ti­ti. Una figu­ra con­tro­ver­sa per il ruo­lo avu­to all’in­ter­no del fas­cis­mo sia come intel­let­tuale che come min­istro del­la Pub­bli­ca Istruzione. Con­trap­pos­to a Benedet­to Croce, inter­locu­tore del­la sin­is­tra riv­o­luzionar­ia, Gio­van­ni Gen­tile venne con­sid­er­a­to un pen­satore con cui in ogni caso bisog­na­va mis­urar­si. Il con­veg­no sarà quin­di, come è sta­to rib­a­di­to, un incon­tro per ricor­dare anche il rifor­ma­tore del­la scuo­la. È il cre­atore di alcune fra le mag­giori isti­tuzioni cul­tur­ali del Paese: dal­la Scuo­la Nor­male all’En­ci­clo­pe­dia Trec­ca­ni. Crea­ture che tut­t’o­ra soprav­vivono e che han­no con­tribuito alla for­mazione cul­tur­ale di quat­tro gen­er­azioni di cit­ta­di­ni ital­iani. Il con­veg­no sarà quin­di anche un modo per inter­rog­a­r­si sul ruo­lo di Gen­tile nel­la cul­tura ital­iana. Men­tre Cav­al­li ha sot­to­lin­eato la ril­e­van­za nazionale del con­veg­no, Rober­to Chiari­ni ha lan­ci­a­to un appel­lo a pri­vati ed enti pub­bli­ci affinchè «affidi­no, anche in comoda­to, doc­u­men­ti che in caso con­trario non ver­reb­bero val­oriz­za­ti». Per il futuro è pre­vista anche la real­iz­zazione di «un archiv­io delle fonti orali» attra­ver­so la rac­col­ta di tes­ti­mo­ni­anze. È in questo con­testo che viene riva­l­u­ta­to il ruo­lo del Cen­tro Stu­di e Doc­u­men­tazione sul peri­o­do stori­co del­la Repub­bli­ca Sociale Ital­iana di Salò. «Non è un di con­ser­vazione del­l’ide­olo­gia fascista — ha volu­to pre­cis­are Cipani, sin­da­co di Salò — ma un luo­go di ricer­ca e stu­dio criti­co e sci­en­tifi­co di uno dei peri­o­di più con­tro­ver­si del­la sto­ria ital­iana. Un archiv­io di tre­cen­to volu­mi rac­colti in un solo anno di esisten­za». Il Cen­tro Stu­di rac­coglie un pez­zo impor­tante di sto­ria e Gio­van­ni Gen­tile ne è parte.