Dopo il via libera per l’impatto ambientale, si delineano i progetti dei tratti da Rovizza e fino a Castelnuovo. Saranno eliminati gli accessi diretti, barriere anti-rumore vicino alle case

Tangenziale, addio agli incroci

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Il via lib­era del­la Giun­ta vene­ta per la com­pat­i­bil­ità ambi­en­tale ha aper­to la stra­da al tan­to atte­so com­ple­ta­men­to del­la tan­gen­ziale, di fat­to un nuo­vo stral­cio del­la vari­ante alla statale 11. Si trat­ta di poco più di tre chilometri di stra­da, per un cos­to com­p­lessi­vo di 18milioni e 600mila euro — già finanziati — che dal­l’abi­ta­to del­la Roviz­za, in comune di Sirmione (Bres­cia), arri­va a Peschiera, in local­ità Bel­l’I­talia; di qui la nuo­va arte­ria si sovrap­pone alla tan­gen­ziale esistente (per questo il prog­et­to è defini­to «com­ple­ta­men­to del­la tan­gen­ziale») sino all’al­tez­za del casel­lo autostradale aril­i­cense, da dove orig­i­na il cosid­det­to sec­on­do stral­cio di vari­ante, attual­mente in costruzione: cir­ca quat­tro chilometri e mez­zo di stra­da — con un cos­to di 18,5 mil­ioni di euro — che cor­rono par­al­leli o comunque a ridos­so del­l’au­tostra­da e che arrivano sino alla roton­da di Cav­al­caselle, nel comune di Castel­n­uo­vo. Il prog­et­to defin­i­ti­vo dei due stral­ci era sta­to pre­sen­ta­to lo scor­so 22 aprile, in un incon­tro pub­bli­co avvenu­to alla Caser­ma Cac­cia­tori. In quel­la sede i tec­ni­ci ave­vano illus­tra­to i pun­ti salien­ti delle due opere, per le quali veni­va richi­es­ta l’ap­provazione del­la Val­u­tazione di impat­to ambi­en­tale da parte del­la Regione. Per il pri­mo stral­cio, il col­lega­men­to Roviz­za-Peschiera, sono sta­ti descrit­ti, oltre all’as­set­to stradale, i tre inter­ven­ti di adegua­men­to richi­esti dal­la nuo­va tan­gen­ziale: l’e­lim­i­nazione degli acces­si diret­ti attual­mente esisten­ti in cor­rispon­den­za di un super­me­r­ca­to (lo Sma) e dell’officina di fronte; l’adegua­men­to delle piste di ingres­so e di usci­ta del­lo svin­co­lo per Pon­ti sul Min­cio e di quel­lo in local­ità Por­to Vec­chio, dove è pre­vis­to un sot­topas­so che dovrebbe col­le­gare diret­ta­mente la vari­ante con il parcheg­gio real­iz­za­to in local­ità Cam­po sporti­vo. Per quan­to riguar­da, invece, le pre­scrizioni Venezia ha chiesto: la garanzia del­l’ac­ces­si­bil­ità ai fon­di agri­coli e la con­ti­nu­ità del sis­tema idrauli­co delle aree inter­es­sate dal­la nuo­va stra­da; cinque metri come altez­za min­i­ma utile dei sot­topas­si che dovran­no essere real­iz­za­ti; il rispet­to dei lim­i­ti di emis­sione acus­ti­ca, bar­riere fonoas­sor­ben­ti che dovran­no essere real­iz­zate in leg­no in cor­rispon­den­za delle zone abi­tate di Forte Laghet­to, del­la stra­da provin­ciale del Frassi­no e degli svin­coli per Pon­ti e Por­to Vec­chio. Richiesto anche il coin­vol­gi­men­to del­la Soprint­en­den­za ai Beni arche­o­logi­ci, vista la pecu­liar­ità stor­i­ca del­l’area delle colline moreniche. Diver­sa la situ­azione per il sec­on­do stral­cio; su questo la Regione ha espres­so in questi giorni parere favorev­ole alla val­u­tazione di impat­to ambi­en­tale ma i lavori sono già in una fase molto avan­za­ta. Ques­ta con­trad­dizione era sta­ta una delle obiezioni soll­e­vate, anche durante l’in­con­tro di Peschiera, dagli ammin­is­tra­tori comu­nali castel­n­uovesi; una per­p­lessità espres­sa anche nel con­siglio comu­nale del 31 mag­gio con un parere unanime­mente neg­a­ti­vo al sec­on­do stral­cio. Una scelta, ave­vano pre­cisato gli ammin­is­tra­tori, det­ta­ta non dal­la con­tra­ri­età al prog­et­to ma da due pre­oc­cu­pazioni: che con i soli due stral­ci pre­visti, la vari­ante real­iz­za­ta sino alla roton­da di Cav­al­caselle avrebbe elim­i­na­to il prob­le­ma traf­fi­co da ques­ta local­ità ma lo avrebbe river­sato tut­to sul cen­tro abi­ta­to di Castel­n­uo­vo; la poca chiarez­za dei dati rac­colti pro­prio dal­lo stu­dio di impat­to ambi­en­tale ora approva­to da Venezia. Sot­to accusa, ave­va rib­a­di­to l’asses­sore ai lavori pub­bli­ci di Castel­n­uo­vo Mas­si­mo Loda pre­sen­tan­do l’opera in con­siglio, il con­teg­gio delle polveri in sospen­sione e la sti­ma delle con­seguen­ze del­l’aver intu­ba­to il rio Bisavola. La Giun­ta vene­ta ha, evi­den­te­mente, dimostra­to con il suo parere favorev­ole alla com­pat­i­bil­ità ambi­en­tale di ritenere suf­fi­ci­en­ti le val­u­tazioni degli prog­et­tisti del­la vari­ante alla statale, lim­i­tan­dosi anche per quan­to riguar­da il sec­on­do stral­cio, a emanare una serie di pre­scrizioni sim­ili a quelle pre­viste per il pri­mo stral­cio (acces­so ai fon­di agri­coli, bar­riere fonoas­sor­ben­ti e in deter­mi­nati mate­ri­ali, con­ti­nu­ità del sis­tema idrauli­co). Il parere favorev­ole di Venezia aggiunge, quin­di, un altro tas­sel­lo all’iter di ques­ta parte di vari­ante alla statale 11 des­ti­na­ta, una vol­ta com­ple­ta­ta, ad alleg­gerire gli abi­tati di Peschiera e Cav­al­caselle da una parte del traf­fi­co, sia quel­lo pesante (con i camion abit­uati ad entrare e uscire dai casel­li di Peschiera e Affi e uti­liz­zare la statale 11 al pos­to del­l’au­tostra­da per risparmi­are chilometri e pedag­gio) che quel­lo tur­is­ti­co (con­cen­tra­to sul casel­lo di Peschiera). Una situ­azione che potrebbe pre­sen­tar­si miglio­ra­ta già con la prossi­ma estate: per quel peri­o­do, infat­ti, è pre­vista l’aper­tu­ra al traf­fi­co del sec­on­do stral­cio del­la vari­ante, quel­lo per Castelnuovo.