Gemellaggio turistico tra il centro benacense e la penisola dell’Adriatico. Le meraviglie della regione in vetrina fino a stasera al Natale tra gli olivi.

Tartufo, prosciutto e natura L’Istria trasloca sul lungolago

16/12/2001 in Manifestazioni
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Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

I pro­tag­o­nisti del fine set­ti­mana garde­sano sono gli istri­ani, ospi­ti d’eccezione alla ker­messe di tra gli olivi con i loro e il loro fol­clore. Ad esaltare e pro­muo­vere la vocazione tur­is­ti­ca del­la più grande peniso­la dell’Adriatico era­no pre­sen­ti, ieri mat­ti­na, i mag­giori espo­nen­ti del­la Zupani­ja (con­tea): il pres­i­dente Ivan Jakov­cic, l’assessore al tur­is­mo Denis Ivo­se­vic e il diret­tore dell’ente per il tur­is­mo istri­ano a Klau­dio Sto­jnic. Tut­ti impeg­nati a met­tere a fuo­co le carat­ter­is­tiche stori­co-ambi­en­tali e le poten­zial­ità ricettive — non solo del­la zona costiera, ma anche dell’entroterra — del­la regione adri­at­i­ca, che pun­ta a un tur­is­mo diver­so rispet­to al pas­sato. Ovvero — è sta­to spie­ga­to — un tur­is­mo «di tipo eco­logi­co e non di mas­sa». Oper­azione, ques­ta, che costringe dunque a cam­biare l’immagine di luo­go di vacan­za a bas­so cos­to che l’Istria s’è con­quis­ta­ta nel tem­po. L’industria istri­ana del­la ricettiv­ità, con i suoi 217 mila posti let­to, metà dei quali nei campeg­gi, rap­p­re­sen­ta il cinquan­ta per cen­to di quel­la dell’intera Croazia. E molte strut­ture, vis­to che l’obiettivo è avere in capo a qualche anno un’alta per­centuale di alberghi a tre o a quat­tro stelle, sono in fase di ristrut­turazione e di riqual­i­fi­cazione. Un altro pun­to forte dei prog­et­ti istri­ani riguar­da l’agriturismo, da pro­porre in alter­na­ti­va al mare, come modo per sco­prire natu­ra e gas­trono­mia, dal tartu­fo al pro­sciut­to, dai frut­ti di mare ai vini. Che sono, poi, i prodot­ti di base del­la cuci­na che, richia­man­dosi a quel­la aus­tri­a­ca e veneziana, viene pro­pos­ta fino a ques­ta sera allo stand gas­tro­nom­i­co. In pri­mo piano, il tartu­fo bian­co (frit­ta­ta e tagli­atelle in bian­co al tartu­fo), ma anche il noto e apprez­za­to pro­sciut­to crudo, piat­ti accom­pa­g­nati da vini rossi (Ter­ra­no e Mer­lot) e bianchi (Mal­va­sia e Mosca­to di Momi­ano). Il tartu­fo bian­co istri­ano ha carat­ter­is­tiche analoghe a quel­lo di Alba (tuber mag­na­tum pico), tan­to da essere smer­ci­a­to come quel­lo delle Langhe. E l’Istria è entra­ta nel Guin­ness dei pri­mati per il tartu­fo bian­co più grosso mai rac­colto: un esem­plare di un chi­lo e 310 gram­mi che ha ingolos­i­to perfi­no Pavarot­ti, dis­pos­to a sbor­sare fino a ven­ti mil­ioni. «Ce lo siamo man­giati in com­pag­nia», dice il pres­i­dente del­la regione Jankovic. Par­ti­co­lar­mente sod­dis­fat­to di quest’edizione del «Natale tra gli olivi» è il sin­da­co: «Di anno in anno», dice Davide Bendinel­li, «la man­i­fes­tazione si apre sem­pre più agli ospi­ti stranieri. E questo è impor­tan­tis­si­mo per la pro­mozione turistica».

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