Il Comune ha commissionato uno studio per scoprire risorse geotermali.
I geologi sono possibilisti sull’esistenza di una sorgente «Ma il nodo dell’operazione è valutare costi e benefici»

Terme a Desenzano? Una scommessa seria

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Terme anche a Desen­zano? «È pos­si­bile che una risor­sa ter­male pos­sa esistere, ma occor­rerà val­utare se le ricerche siano eco­nomi­ca­mente van­tag­giose rispet­to alla natu­ra del bene trova­to». Edmon­do For­lani, 74 anni, romag­no­lo di For­lì, uno dei mas­si­mi esper­ti ital­iani ed europei in cam­po geo­logi­co e del­la geot­ec­ni­ca, è pru­dente in ques­ta fase in cui dovrebbe rice­vere l’incarico uffi­ciale («fino­ra non ho rice­vu­to nul­la» dichiara) dal Comune di Desen­zano per una ricer­ca nel sot­to­suo­lo per sco­prire se e quale tipo di risor­sa di acqua ter­momin­erale pos­sa esistere.Il mese scor­so, sen­za far trapelare la min­i­ma indis­crezione, il sin­da­co Cino Anel­li, i due asses­sori Diego Beda e Pao­lo Abate e il diri­gente dell’area tec­ni­ca Mario Spag­no­li si sono recati a far visi­ta al geol­o­go nel suo stu­dio di Mor­ciana, alle porte di For­lì, per ripren­dere un vec­chio dis­cor­so sull’acqua ter­male nel sot­to­suo­lo del­la cit­tà, com­in­ci­a­to nel 1982 con il sin­da­co di allo­ra, l’avvocato Gia­co­mo Fondrieschi.Lo stu­dio iniziale non fu mai però com­ple­ta­to. Ora dopo un quar­to di sec­o­lo, gli ammin­is­tra­tori di Desen­zano tor­nano alla car­i­ca con la sper­an­za di trovare, sen­za abban­donar­si a facili entu­si­as­mi, un «eldo­ra­do» per rilan­cia­re il set­tore tur­is­ti­co e rimpin­guare mag­a­ri anche le casse comunali.«Le pos­si­bil­ità — dice il geol­o­go For­lani — che si tro­vi una risor­sa del genere anche nel­la spon­da occi­den­tale del , sono molte».Forlani si riferisce ovvi­a­mente alla fonte Boio­la che già esiste al largo del­la peniso­la di Sirmione, dunque dall’altra parte del gol­fo di Desen­zano, che ha fat­to la for­tu­na del­la cit­tad­i­na catulliana.Ora, però il rebus è un altro. Quel­lo di val­utare in sol­doni il cos­to del­la ricer­ca geo­log­i­ca e delle even­tu­ali anal­isi dell’acqua ter­male trova­ta, per accertare se sia eco­nomi­ca­mente con­ve­niente procedere.Nei giorni scor­si, gli uffi­ci dell’assessore Pao­lo Abate han­no trasmes­so a For­lani una richi­es­ta di relazione di mas­si­ma sulle fasi nelle quali dovrebbe svilup­par­si la ricer­ca, corre­da­ta da una sti­ma dell’impegno eco­nom­i­co nec­es­sario. «Le nuove tec­nolo­gie disponi­bili rispet­to al 1982 — osser­va Abate — per­me­t­tereb­bero di abbat­tere i costi ed evitare la triv­el­lazione del suolo».L’assessore al tur­is­mo Diego Beda, da parte sua, si dichiara «sod­dis­fat­to nel profi­c­uo incon­tro avu­to con il geol­o­go» e aspet­ta la sua relazione «che sarà ogget­to delle dovute rif­les­sioni». Se son terme, fiori­ran­no.

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