GIOIELLI TRASCURATI. Spiagge ridotte a discariche: bagnanti maleducati e manutenzione carente

Tra sassi e ciuffi d’erba, mozziconi e rifiuti

12/08/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo

La sera, quan­do il popo­lo dei bag­nan­ti se ne è anda­to, le spi­agge rivane sono uno spet­ta­co­lo des­olante: sopra un tap­peto di mozzi­coni di sigaret­ta s’am­muc­chi­ano car­tac­ce, bic­chieri e sac­chet­ti di plas­ti­ca (mag­a­ri pieni di altri rifiu­ti), bot­tiglie vuote e altre schifezze. Indub­bi­a­mente è l’ef­fet­to di un dif­fu­so mal­cos­tume (o male­d­u­cazione, o inciviltà, come volete), ma anche, sec­on­do chi in spi­ag­gia trascorre tut­ta l’es­tate, non per sol­laz­zarsi ben­sì per lavo­rare, del­la manuten­zione gen­erale assai carente.Malgrado le cam­pagne per il rispet­to del­l’am­bi­ente, la situ­azione negli ulti­mi anni anziché miglio­rare è sen­si­bil­mente peg­gio­ra­ta. Vas­co Bres­ciani, da anni gestore del chiosco alla Sab­bioni, ne è fedele tes­ti­mone e gra­zie alla sua espe­rien­za può anche fare dis­tinzioni tra i fre­quen­ta­tori del­la spi­ag­gia rivana e quel­la tor­bolana, dove dirige un anal­o­go eser­cizio pub­bli­co. A Tor­bole, dice, sono soprat­tut­to tur­isti stranieri, che rara­mente abban­do­nano rifiu­ti sul­la spi­ag­gia; a Riva invece ci sono anche molti locali, e si vede. Ovvero: se per il sen­so civi­co esistessero gra­di d’istruzione, gli stranieri meritereb­bero la lau­rea, gli «indi­geni» l’at­tes­ta­to di fre­quen­za del­la scuo­la materna.Però Bres­ciani non ce l’ha in modo par­ti­co­lare con i bag­nan­ti, anzi li gius­ti­fi­ca. «Se entrate in un casa in cui reg­nano spor­cizia e caos — spie­ga — non vi pre­oc­cu­pate di togliervi le scarpe infan­gate. Al con­trario, se la casa è lin­da e ordi­na­ta, vi viene spon­ta­neo las­cia­r­le fuori. In spi­ag­gia è la stes­sa cosa: se la gente quan­do arri­va al mat­ti­no vede attorno a sè centi­na­ia di mozzi­coni di sigaret­ta e uno sta­to d’in­cu­ria gen­erale, non si pre­oc­cu­perà di rac­cogliere i pro­pri mozzi­coni o altri rifiu­ti per get­tar­li nei bidoni dell’immondizia».Enrico Grazi­o­la, respon­s­abile del­la Alto Servizi Ambi­en­tali che ha in appal­to la pulizia delle spi­agge, non è del­la stes­sa opin­ione. E’ sta­to il pri­mo a par­lar­ci del­la dis­car­i­ca che i suoi operai ogni mat­ti­na devono bonifi­care tra por­to S.Nicolò e Pun­ta Lido. Come altri ritiene si trat­ti di una for­ma di male­d­u­cazione che bisognerebbe pre­venire e, per­ché no, anche reprimere istituen­do una guardia eco­log­i­ca che appi­op­pi multe salate agli sporcac­cioni. Tra l’al­tro anche lui osser­va che a Riva la situ­azione è decisa­mente più grave che altrove: la Alto si occu­pa anche del­la pulizia delle spi­agge del lago di Ledro, che rispet­to alle «stalle» Pur­fi­na e Sab­bioni sono dei salotti.Il paragone però non regge, sec­on­do Bres­ciani. «Quan­ti bag­nan­ti ci sono in Val di Ledro? Cinque­cen­to al giorno? Bè, a Riva sono cinquemi­la. No, il guaio è che nel­la manutezione delle spi­agge, che sono la prin­ci­pale attrazione tur­is­ti­ca, e delle strut­ture di servizio, come appun­to i cosid­det­ti «poli», non s’in­ve­stono suf­fi­ci­en­ti risorse. I bag­ni, ad esem­pio, sono in uno sta­to pietoso, ci sono scritte ovunque e ormai non c’è più nul­la che fun­ziona. Guas­to è anche l’impianto di irrigazione del pra­to: a met­ter­lo fuori uso per evitare doc­ce alle 5 del mat­ti­no sono le per­sone che nel pra­to dor­mono e che nes­suno fa slog­gia­re. Per tornare alla pulizia, è ovvio che diven­ta un’im­pre­sa titan­i­ca se ad occu­parsene è un solo operaio. Qualche anno fa invece era quat­tro ed i risul­tati vi assi­curo che si apprezzavano».Come non bas­tasse tut­to ciò, quest’an­no ci sono pure i lavori per il ver­tice di set­tem­Bre. «Sin­ce­ra­mente — con­clude caus­ti­co Bres­ciani — non m’in­ter­es­sa che per i min­istri spen­dano mil­ioni e tiri­no a luci­do le spi­agge. La qual­ità va garan­ti­ta tut­ti i giorni, se vogliamo con­tin­uare a essere un cen­tro tur­is­ti­co. Basterebbe che il Comune rein­vestisse nel lun­go­la­go il denaro che incas­sa per l’af­fit­to dei poli per ottenere buoni risul­tati. Ma non lo fa, e tut­ti se ne sono accorti».