Al Parco Natura Viva di

Tris di piccoli di cicogna nera: implumi a una settimana di vita, indosseranno “il frac” non prima dell’anno

19/05/2021 in Attualità
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Di Redazione
Tris di pic­coli di cicogna nera spiati dalle tele­camere di sorveg­lian­za del di Bus­solen­go: un ramo trop­po sporgente ha imped­i­to di immor­ta­lare il momen­to del­la schiusa ma oggi, a poco più di una set­ti­mana di vita, stan­no bene e il loro nido non viene mai las­ci­a­to incus­todi­to da mam­ma e papà. Specie euro­pea, la cicogna nera in Italia è clas­si­fi­ca­ta come “vul­ner­a­bile” di estinzione dall’Unione Inter­nazionale per la Con­ser­vazione del­la Natu­ra: per questo allo stu­dio dei ricer­ca­tori c’è già un prog­et­to di ripopo­la­men­to nell’Europa orientale.
Dalle mor­bide piume bianche, i tre cicogni­ni lascer­an­no il pos­to alle prime penne nel giro di qualche mese, per poi diventare neri su tut­to il cor­po tranne che sul ven­tre: intorno all’anno di età, indosser­an­no un bel frac che li accom­pa­g­n­erà per tut­ta la vita.
“Sono state quat­tro le uova deposte — spie­ga Camil­lo San­dri, vet­eri­nario e cura­tore zoo­logi­co del Par­co Natu­ra Viva — ma ce l’hanno fat­ta solo in tre. I pul­ci­ni sono nati a due giorni di dis­tan­za l’uno dall’altro e anco­ra si indi­vid­u­ano a occhio nudo il più pic­col­i­no, il mez­zano e il mag­giore. Tra poche set­ti­mane si equi­var­ran­no, anche per­ché i gen­i­tori sono molto atten­ti ad assi­cu­rar­si che non sia solo il più intrapren­dente a man­gia­re”. In tut­ti i peri­o­di dell’anno le cicogne nere ded­i­cano la mag­gior parte delle ore di luce alla rac­col­ta di cibo, a mag­gior ragione quan­do sul nido han­no dei pic­coli da sfamare: “Man­giano moltissi­mo pesce e pic­coli ver­te­brati — pros­egue San­dri — e nelle prime set­ti­mane di vita han­no bisog­no di un pas­to in media ogni ora, che i gen­i­tori offrono loro. Poi pian piano impara­no ad usare bec­co e zampe per strap­pare i pezzetti più gran­di. Fin quan­do non saran­no pron­ti all’involo, fase molto del­i­ca­ta del­la loro crescita”.
Dopo una lun­ga assen­za, la cicogna nera è tor­na­ta a nid­i­fi­care in Italia solo nel 1994 in Piemonte e da quel momen­to, gra­zie ai prog­et­ti di rein­tro­duzione in natu­ra, si è reg­is­tra­to un timi­do aumen­to. Riman­gono però le minac­ce che pos­sono esser­le fatali: i gran­di alberi sui quali nid­i­fi­ca e le zone umide che ama per cac­cia­re si stan­no rap­i­da­mente riducen­do, a van­tag­gio di un’antropizzazione degli eco­sis­te­mi che, al con­trario del­la “cug­i­na” bian­ca, ques­ta specie non gradisce affatto.
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