Parrocchiale gremita e tanti labari per il settimo anniversario della sezione Aido. Alla cerimonia presente monsignor Spiazzi della Capitolare

Un dono d’amore dare gli organi

16/10/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Lazise

L’abside dell’altare mag­giore non rius­ci­va a con­tener­li tut­ti, tan­to era­no numerosi i labari delle sezioni verone­si pre­sen­ti a Lazise per com­mem­o­rare il set­ti­mo anniver­sario del­la cos­ti­tuzione del­la sezione dei dona­tori di organi Aido, inti­to­la­ta al gio­vanis­si­mo Simone Gel­met­ti dece­du­to in un grave inci­dente stradale. E la mam­ma, Imel­da Squar­zoni Gel­met­ti, da anni pres­i­dente del sodal­izio lo ha volu­to ricor­dare con una fes­ta che ha coin­volto gran parte del­la provin­cia veronese con in tes­ta il con­sigliere nazionale dell’Aido Gabriele Olivieri e la sig­no­ra Mile­na Stra­mare in rap­p­re­sen­tan­za del­la fed­er­azione provin­ciale. A cel­e­brare il rito nel­la gremi­tis­si­ma par­roc­chiale ded­i­ca­ta ai san­ti Zenone e Mar­ti­no uno degli uomi­ni del clero e del­la cul­tura veronese più sig­ni­fica­tivi del nos­tro tem­po, mon­sign­or Alber­to Piazzi del­la Capi­to­lare Dioce­sana. «È un dono di amore immen­so porre a dis­po­sizione, dopo la morte, i pro­pri organi» ha spie­ga­to mon­sign­or Piazzi , «per­ché questo atto impor­tante ed uni­co va vera­mente ad alitare sull’esistenza di un fratel­lo in gravis­sime dif­fi­coltà». «Occorre oggi più che mai», ha sog­giun­to, «incor­ag­gia­re fra le gio­vani gen­er­azioni la cul­tura del donare, dell’essere sostanzial­mente vici­ni agli altri, a chi sof­fre, a chi è sta­to molto sfor­tu­na­to». Pre­sen­ti alla cer­i­mo­nia lacisiense anche molti trapi­antati e diver­si car­dio­trapi­antati. Era­no inoltre pre­sen­ti, per la pri­ma vol­ta, alcu­ni ren­e­trapi­antati con il loro labaro del­la nuo­vis­si­ma asso­ci­azione provin­ciale ded­i­ca­ta al grande luminare dei trapi­anti, il pro­fes­sor Pietro Con­for­ti­ni. Questo nuo­vo sodal­izio che rac­coglie intorno a sé i trapi­antati di rene si chia­ma Arti, guida­to da Mas­si­mo Nidi­ni, il quale pro­prio in questi giorni ha incon­tra­to la diri­gen­za dell’ospedale di Bor­go Tren­to per un vero e pro­prio gri­do di allarme lega­to alle con­dizioni del repar­to per i trapi­anti di rene guida­to dal pro­fes­sor Gius­to Ancona. Sono ben oltre 3500, ogni anno, i trapi­antati che pas­sano dal repar­to di Ancona per essere curati e segui­ti. Verona è quin­di un polo impor­tante che deve essere amplia­to, segui­to e ammod­er­na­to per con­sen­tire un flus­so di malati mag­giore con attrez­za­ture e strut­ture san­i­tarie mod­erne e all’avanguardia. «Un gra­zie par­ti­co­lare va al nos­tro par­ro­co», ha pre­cisato Imel­da Squar­zoni Gel­met­ti, «per la sua sen­si­bil­ità e gen­erosità ver­so il mon­do del­la don­azione ed i più deboli». A con­clu­sione del­la gior­na­ta del dona­tore un con­cer­to, in piaz­za, del­la ban­da musi­cale di Castel­n­uo­vo e un rin­fres­co, pres­so l’ex teatro par­roc­chiale, total­mente offer­to e cura­to dai tan­ti volon­tari dell’Aido di Lazise.

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