Sentita cerimonia alla scuola di polizia. «Vicenda professionale che si intreccia con 30 anni di storia»

Un libro per ricordare il prefetto La Barbera

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Di Luca Delpozzo
(g.b.)

Il libro scrit­to dal gior­nal­ista Clau­dio Tes­saro­lo Sen­za offe­sa. Vita Di Arnal­do La Bar­bera, poliziot­to e uomo di Sta­to su uno dei più gran­di inves­ti­ga­tori ital­iani, scom­par­so nel 2002, è sta­to pre­sen­ta­to ieri mat­ti­na nell’aula magna del­la scuo­la di polizia. Un’aula magna piena degli allievi che stan­no per ulti­mare il cor­so e per i quali sia il diret­tore dell’Istituto, Giuseppe Rec­cia, che il que­store di Verona, Lui­gi Merol­la, han­no volu­to che la pre­sen­tazione diven­tasse una vera e pro­pria lezione sul servizio atti­vo. All’incontro han­no pre­so parte, con l’autore e Merol­la, Mario Bo, del­la squadra mobile di Tri­este, Anto­nio Petru­cel­li e Lui­gi Rus­so rispet­ti­va­mente del­la squadra mobile di Venezia e ispet­tore a riposo. Pre­sen­ti la vedo­va del prefet­to, Angi­o­la La Bar­bera, con le due figlie e il sin­da­co di Peschiera . «Dopo la morte di La Bar­bera, che conosce­vo dai tem­pi del suo servizio a Venezia, ho pen­sato che dove­vo con­cretiz­zare l’idea, che ave­vo avu­to subito dopo i fat­ti del G8 di Gen­o­va, di scri­vere un libro su di lui», ha spie­ga­to Tes­saro­lo. «Nel­la sua vita pro­fes­sion­ale ci sono pas­sag­gi cru­ciali di 30 anni di sto­ria ital­iana; La Bar­bera ha attra­ver­sato gli anni del ter­ror­is­mo, del­la mala del Brenta, le gran­di stra­gi sicil­iane: non pote­vo pen­sare che il ricor­do di tut­to quel­lo che ha fat­to fos­se lega­to alle vicende, per­al­tro tutte da dimostrare per quan­to lo riguar­da, dell’irruzione nel­la scuo­la Diaz di Gen­o­va, dove lui era pre­sente come capo dell’antiterrorismo». A chiusura dell’incontro la sig­no­ra Angi­o­la La Bar­bera, com­mossa, ha salu­ta­to gli allievi augu­ran­do loro «come farebbe una mam­ma, non solo una splen­di­da car­ri­era ma di essere sereni, equi­li­brati, onesti sem­pre e atten­ti alla vos­tra salvaguardia».

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