Domani monsignor Zenti presenzierà al compleanno del più anziano del paese

Una festa col Vescovoper i 100 anni di Fila

10/07/2008 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
M.TO.

Il non­no di Sirmione, Domeni­co Fila, com­pie domani 100 anni. Nel­la peniso­la garde­sana è oggi ana­grafi­ca­mente il più vec­chio, anche se anco­ra in ottime condizioni.E per lui la comu­nità e la par­roc­chia di S. Maria di Lugana gli han­no orga­niz­za­to una fes­ta grande. Gra­zie all’occasione del­la tradizionale cer­i­mo­nia di chiusura del 2008 dell’oratorio S. Gio­van­ni Bosco, a Sirmione inter­ver­ran­no anche il Vesco­vo di Verona, mon­sign­or Giuseppe Zen­ti, e il pres­i­dente del­la Provin­cia, Alber­to Cavalli.Il via ai fes­teggia­men­ti ver­rà dato alle 17 con la pre­mi­azione dei ragazzi del cen­tro ricre­ati­vo esti­vo a cui seguirà l’omaggio a Domeni­co Fila, quin­di alle 18 la Mes­sa pre­siedu­ta dal vesco­vo, infine il rinfresco.Quella di Domeni­co Fila, padre di tre figli (Car­la, Gian­car­lo e Giulio) con sette nipoti e una pronipote, è sta­ta sem­pre una vita esemplare.Proveniente da Quis­tel­lo nel­la bas­sa man­to­vana, dov’è nato nel 1908, Fila dopo aver sposato Elsa Mar­ti­ni scom­parsa nel 1992, insieme ad uno dei figli si spostò negli anni Ses­san­ta a Sirmione, dove aprì pri­ma una pas­tic­ce­ria, poi una macel­le­ria, infine andan­do a fare il cuo­co in ristoranti.Ha un fratel­lo di 98 anni, por­tati bene anche lui, che sarà pre­sente ai fes­teggia­men­ti di domani oltre che a quel­li di domeni­ca prossi­ma che si ter­ran­no in for­ma pri­va­ta in un locale del­la zona, orga­niz­za­ti dagli oltre trenta par­en­ti. Tra le pas­sioni che han­no fino­ra carat­ter­iz­za­to la vita del cen­te­nario di Sirmione, ci sono sicu­ra­mente l’orto e la cuci­na, due amori mai abban­do­nati anche ora.La par­roc­chia di Lugana, si dice­va, fes­teggia anche i bam­bi­ni parte­ci­pan­ti al Grest sem­pre più numerosi e il vesco­vo di Verona, per il sec­on­do anno con­sec­u­ti­vo, non ha volu­to man­care a questo fes­toso appun­ta­men­to, salu­tan­do insieme i più pic­coli e il più anziano del paese.

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