La via agli orti di Gardumo

28/05/2014 in Attualità
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Di Luigi Del Pozzo

Il dà alle stampe l’ot­ta­vo vol­ume del­l’ap­prez­za­ta col­lana «Antiche strade del­l’Al­to Gar­da», ded­i­ca­to quest’an­no a «La via agli orti di Gar­du­mo», e per l’oc­ca­sione pro­pone il con­sue­to cartel­lone di even­ti di pre­sen­tazione del libro e delle attiv­ità didat­tiche svolte, e la tradizionale passeg­gia­ta alla scop­er­ta del sen­tiero. «La via agli orti di Gar­du­mo» riper­corre la vec­chia stra­da che da Nago sale a Pan­none e con­tin­ua ver­so i pae­si dell’alta Valle di Gres­ta, Chie­nis e Ron­zo, oltrepas­sa il rio Gres­ta e attra­ver­so i campi ritor­na a Pan­none. Le pre­sen­tazioni si svol­go­no mart­edì 27 mag­gio alle 20.30 a Forte di Nago e mer­coledì 28 mag­gio alle 20.30 alla casa anziani di Ron­zo-Chie­nis, men­tre la passeg­gia­ta è saba­to 31 mag­gio.

Il prog­et­to «Antiche strade del­l’Al­to Gar­da» giunge all’ot­ta­va edi­zione man­te­nen­do costante l’idea che le realtà vive di un ter­ri­to­rio, come le scuole e le asso­ci­azioni, pos­sono diventare pro­tag­o­niste di una riscop­er­ta di angoli sug­ges­tivi e carichi di sto­ria del pae­sag­gio. Quest’an­no i Comu­ni di Nago-Tor­bole, Mori e Pan­none si sono impeg­nati a risco­prire l’an­ti­co sen­tiero che da Nago giunge­va fino a Ron­zo-Chie­nis. Come nelle prece­den­ti edi­zioni, il sen­tiero è sta­to stu­di­a­to da stori­ci, botani­ci e dai ragazzi delle scuole pri­marie di Nago e del­la Val di Gres­ta: i pri­mi han­no real­iz­za­to il vol­ume, men­tre i ragazzi han­no prepara­to un cd di pre­sen­tazione delle attiv­ità didat­tiche da loro real­iz­zate. Il vol­ume è cura­to da Mim­ma Bal­lar­di­ni, Nico­la Maz­zol­di, Mon­i­ca Ron­chi­ni e correda­to da un ric­co itin­er­ario fotografi­co real­iz­za­to dal­l’as­so­ci­azione «Il Fotogram­ma».
Il per­cor­so non pote­va che pren­dere il via da un luo­go di arrivi e di parten­ze come l’area del­la vec­chia stazione fer­roviaria del­la MAR (Mori, Arco, Riva del Gar­da) a Nago. Seguen­do i pas­si di antichi vian­dan­ti si pros­egue per le cam­pagne fino a giun­gere alla casa del pane, uti­liz­za­ta dal panet­tiere di Pan­none per vendere il pane anche ai nagh­e­si sen­za pagare le tasse aggiun­tive per essere usci­to dal pro­prio Comune, trovan­dosi ques­ta costruzione sul con­fine tra l’allora Comune di Pan­none e quel­lo di Nago-Tor­bole.
Lì inizia la sali­ta che porterà alle terre di Gar­du­mo pas­san­do accan­to alla mil­lenar­ia area sacra del­la chieset­ta di San Tomè e poi oltre, ver­so i luoghi che han­no vis­to gli ulti­mi istan­ti di vita di Gioacchi­no Bertol­di, pro­tag­o­nista suo mal­gra­do di avven­i­men­ti più gran­di di lui e di una delle pagine più nere del Nove­cen­to garde­sano.
Le viti e gli alberi da frut­to del­la piana di Nago (ma anche piante su cui non si può più posare lo sguar­do come le gran­di colti­vazioni di tabac­co ben impresse nel­la memo­ria di diverse gen­er­azioni di maser­ine), pro­gres­si­va­mente las­ciano spazi agli olivi che s’inerpicano fin dove pos­sono, alter­nan­do lun­go il per­cor­so muret­ti a sec­co ben curati ad altri in totale sta­to di abban­dono. Poi, qua­si d’improvviso com­paiono gli orti e i pri­mi ter­raz­za­men­ti che diven­tano una com­pag­nia costante per tut­ta la stra­da.
Avvic­i­nan­dosi a Pan­none, si sovrap­pon­gono ai fat­ti stori­ci i rac­con­ti del­la tradizione come le vicende popo­lari del brig­ante Mari­amoro ricor­da­ta anche, e soprat­tut­to, dai topon­i­mi. Tradizione popo­lare ma anche opere let­ter­arie come il rac­con­to di Nos­tra di Gres­ta-Castel­bar­co, pro­tag­o­nista dell’omonimo roman­zo stori­co di Pietro de Alessan­dri­ni, le cui tri­bo­lazioni amorose resti­tu­is­cono nelle pagine un po’ di vital­ità e un po’ del­la vec­chia glo­ria ai rud­eri di Cas­tel Gres­ta. Lo stes­so castel­lo, infat­ti, per sec­oli è sta­to il sim­bo­lo del potere delle famiglie che lo han­no abi­ta­to, i da Gar­du­mo pri­ma e i poten­tis­si­mi Castel­bar­co in segui­to: pro­tag­o­nisti non solo delle vicende storiche e politiche del­la Valle ma anche di gran parte delle trasfor­mazioni del ter­ri­to­rio. Al loro fian­co agi­va (e agisce tut­to­ra) una popo­lazione labo­riosa, che nei numerosi seg­ni del sacro spar­si sul ter­ri­to­rio e nelle carte di rego­la cer­ca­va la pro­pria dimen­sione reli­gios a e ammin­is­tra­ti­va.
Un’azione com­p­lessi­va che ha las­ci­a­to un’impronta indelebile riscon­tra­bile anche nel panora­ma attuale. Per sec­oli la dis­po­sizione degli stes­si pae­si e delle loro chiese, di ogni muro, ogni ter­raz­za­men­to e ogni cam­po ha rap­p­re­sen­ta­to il pun­to d’incontro tra la mor­folo­gia del ter­reno e le neces­sità e l’ingegno dell’uomo. Trasfor­mazioni che si sono susse­gui­te in maniera ver­tig­i­nosa nell’ultimo sec­o­lo sot­to lo sguar­do impla­ca­bile del­la sto­ria tes­ti­mo­ni­ate, tra l’altro, delle trincee e dalle for­ti­fi­cazioni del­la pri­ma guer­ra mon­di­ale lun­go tut­ta la dor­sale del Creino. E che sono con­tin­u­ate poi fino alla sec­on­da metà del Nove­cen­to quan­do Ron­zo e Chie­nis sono diven­tati fisi­ca­mente un uni­co paese, incon­tran­dosi nel luo­go dove sor­gono le due chiese di San Michele.
Nico­la Maz­zol­di
Antiche strade del­l’Al­to Gar­da

Nata con l’intento di val­oriz­zare gli aspet­ti nascosti del ter­ri­to­rio alto garde­sano, la col­lana del MAG Antiche strade del­l’Al­to Gar­da pro­pone un excur­sus attra­ver­so le antiche strade che col­le­ga­vano i Comu­ni del­la zona, riscop­erte attin­gen­do alla car­tografia stor­i­ca di metà Otto­cen­to. Le prin­ci­pali vie di comu­ni­cazione del pas­sato, oggi meta di passeg­giate tur­is­tiche, tor­nano così pat­ri­mo­nio del­la col­let­tiv­ità, che si riap­pro­pria in questo modo del­la sua sto­ria. Ogni pub­bli­cazione è sud­di­visa in tre sezioni che las­ciano spazio ad altret­tan­ti lin­guag­gi attra­ver­so i quali rac­con­tare i sen­tieri dell’Alto Gar­da. La pri­ma parte va a ricer­care ele­men­ti di storic­ità con l’ottica del geografo; la sec­on­da las­cia spazio alla bellez­za del pae­sag­gio, facen­do par­lare la che doc­u­men­ta e inter­pre­ta det­tagli­ata­mente le tappe dei per­cor­si; infine, gra­zie al con­trib­u­to delle asso­ci­azioni cul­tur­ali che si occu­pano del ter­ri­to­rio, l’antica via è pre­sa in con­sid­er­azione dal pun­to di vista storico/naturalistico.

PROGRAMMA

Pre­sen­tazione del vol­ume e delle attiv­ità didat­tiche
27 mag­gio 2014, ore 20.30, Nago, Forte Alto
La via agli orti di Gar­du­mo
Testi di Mim­ma Bal­lar­di­ni, Nico­la Maz­zol­di, Mon­i­ca Ron­chi­ni
28 mag­gio 2014 ore 20.30, Ron­zo-Chie­nis, sala con­feren­ze del­la casa anziani
Visti da noi: Nago e la Val di Gres­ta
Attiv­ità didat­tiche degli stu­den­ti del­la scuo­la pri­maria di Nago e del­la Val di Gres­ta

Gior­na­ta sul sen­tiero: nar­razione del per­cor­so
31 mag­gio 2014
ore 8.30, Nago, ex stazione del­la MAR
Parten­za del pri­mo grup­po
ore 9.30, Ron­zo-Chie­nis, chiesa di San Michele
Parten­za del sec­on­do grup­po
ore 12.30, Pan­none, Doss Alt
Incon­tro tra i due grup­pi
Pas­ta e con­cer­to del coro Monte Sti­vo e del­la ban­da musi­cale di But­ten­heim
(le attiv­ità sono aperte a tut­ti. In caso di piog­gia la man­i­fes­tazione sarà annul­la­ta)

 

Immagini: gruppo fotografico «Il Fotogramma»

Immag­i­ni: grup­po fotografi­co «Il Fotogram­ma»

 

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