Servono altri distaccamenti nelle zone più scoperte, un nucleo sommozzatori sul Garda. Le intenzioni del nuovo comandante. Ci dovrebbero essere almeno 300 uomini in più. Un piano per il potenziamento

Vigili del fuoco, troppe carenze

07/04/2007 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Pietro Gorlani

Cor­ag­gio e pro­fes­sion­al­ità non man­cano. Ciò che man­ca sono fon­di e mezzi adeguati per miglio­rare il loro fon­da­men­tale servizio alla comu­nità bresciana.Stiamo par­lan­do dei Vig­ili del Fuo­co, poco più di sei­cen­to in provin­cia tra pro­fes­sion­isti (290), dis­con­tinui (60 richia­man­ti ogni mese), e volon­tari (sul­la car­ta cir­ca 400, ma 280 quel­li costan­te­mente pre­sen­ti). Un organ­i­co da anni sot­todi­men­sion­a­to: basti pen­sare che le coor­di­nate nazion­ali indi­cano la neces­sità di un Vig­ile del Fuo­co ogni 1500 abi­tan­ti (e quin­di ne dovrem­mo avere 900). Numero che dovrebbe essere aumen­ta­to in pre­sen­za di aziende in gra­do di provo­care inci­den­ti ril­e­van­ti (ben 24 quelle in provin­cia), in pre­sen­za di tur­is­mo (3 laghi, mon­tagne, 4 mil­ioni di tur­isti l’anno), di autostrade (A4 e A21), di infra­strut­ture e nodi viari importanti.Ma non è solo l’organico car­ente. Sono anche i fon­di min­is­te­ri­ali che arrivano a singhioz­zo, sen­za pro­gram­mazione alcu­na, get­tan­do spes­so il coman­do di Bres­cia, i tre dis­tac­ca­men­ti per­ma­nen­ti di Dar­fo Salò e Mon­tichiari e i 14 dis­tac­ca­men­ti di volon­tari in una inqui­etante e dis­ar­mante precarietà.In estrema sin­te­si sono tre gli ele­men­ti di crit­ic­ità del coman­do dei vig­ili del fuo­co di Bres­cia: due zone stori­ca­mente scop­erte come la Bas­sa sud-ori­en­tale (da Maner­bio a Calvisano, da Mon­tichiari a Fiesse) e l’alto Gar­da — qui non sem­pre si è in gra­do di rispettare il tem­po mas­si­mo d’intervento sta­bil­i­to a liv­el­lo nazionale, che è di 20 minu­ti — e la man­can­za di un cor­po di som­moz­za­tori nonos­tante la pre­sen­za di tre laghi (per assur­do a Vicen­za han­no un cor­po di som­moz­za­tori e non ne han­no nem­meno uno di lago). Ma forse qual­cosa è des­ti­na­to a cambiare.Parola del nuo­vo coman­dante arriva­to a Bres­cia il 12 mar­zo: Sal­va­tore Buf­fo, pugliese doc, ex coman­dante a Nuoro e Bari e dal 2002 quan­do è sta­to trasfer­i­to al min­is­tero dell’Interno, pri­ma all’Ufficio ispet­ti­vo del Dipar­ti­men­to dei Vig­ili del fuo­co, quin­di dal 2005 all’ufficio cen­trale per la sicurez­za del Vim­i­nale. dipen­dente del Min­is­tero. Con il suo arri­vo il coman­do di via Scuole è diven­ta­to coman­do Supe­ri­ore, pro­mozione riconosci­u­ta nel luglio scor­so dal­lo stes­so min­istro Giu­liano Ama­to. Una pro­mozione che «in teo­ria» dovrebbe portare più uomi­ni e mezzi.E pro­prio il nuo­vo coman­dante sta preparan­do insieme ai suoi vali­di col­lab­o­ra­tori (a par­tire dal gio­vane vice-coman­dante, l’ingegnere Mar­i­ano Tusa) il Piano di pro­gram­mazione pluri­en­nale che dovrà inviare alla direzione regionale di entro il 10 aprile. Impos­si­bile vision­arlo, ma il coman­dante las­cia intuire antic­i­pazioni molto inter­es­san­ti: «chiede aiu­ti sostanziosi per garan­tire ai cit­ta­di­ni di ques­ta provin­cia l’alta effi­cien­za e pro­fes­sion­al­ità che han­no sem­pre avu­to dai Vig­ili del Fuo­co. Ripro­pone la neces­sità di aprire nuovi dis­tac­ca­men­ti nelle zone più scop­erte (fig­u­ra­no in pole posi­tion da anni Maner­bio e Tremo­sine, ndr) ma anche quel­la di essere più for­ti nel peri­o­do esti­vo sul lago di Gar­da, aven­do a dis­po­sizione più mezzi e più uomi­ni». Ricor­diamo infat­ti che lo scor­so anno di stan­za a Salò, nei mesi estivi, fu pre­sente un cor­po nau­ti­co invi­a­to dal coman­do dei Vig­ili del Fuo­co di Milano. Insom­ma, «il cor­ag­gio di bat­tere il pug­no sul tavo­lo non man­ca» taglia cor­to il nuo­vo coman­dante, che non perde l’occasione per rimar­care l’alta pro­fes­sion­al­ità che ha trova­to tra i suoi uomi­ni, e pro­po­nen­do la sua filosofia d’azione: «E’ impor­tan­tis­si­ma l’attività di pre­ven­zione e la cul­tura del­la sicurez­za oltre che la ges­tione delle emer­gen­ze. Sola­mente nel mese di aprile abbi­amo pro­gram­ma­to 20 uscite esterne in aziende ed enti locali del­la provin­cia pro­prio per for­mare la cul­tura del ris­chio, evi­tan­do così tan­ti inci­den­ti ed infor­tu­ni». Un obi­et­ti­vo ammirev­ole, sen­za dub­bio, ma nel frat­tem­po il coman­do di Bres­cia, sot­to organ­i­co e con mezzi inadeguati, rischia il collasso.«Indubbiamente l’organico dovrebbe prevedere più vig­ili – taglia cor­to il coman­dante – ma la stes­sa situ­azione la tro­vi­amo in tan­tis­si­mi altri coman­di d’Italia. Sec­on­do le coor­di­nate nazion­ali dovrem­mo avere almeno 300 uomi­ni in più. Io ne vor­rei addirit­tura mille in più, che man­derei in tutte le scuole, nelle diverse fiere, nelle tante aziende del ter­ri­to­rio per una attiv­ità di for­mazione e pre­ven­zione cap­il­lare». E invece? E invece anche il coman­do di Bres­cia si ritro­va sen­za liq­ui­di per i tagli agli enti locali imposti dall’ultima Finanziaria. «For­tu­nata­mente la stes­sa Finanziaria ha pre­vis­to un fon­do per rego­lar­iz­zare i pre­cari del­la pub­bli­ca ammin­is­trazione – chi­ude Buf­fo – e potremo ben­e­fi­cia­rne anche noi. Il prob­le­ma è la sfasatu­ra tem­po­rale che si è cre­a­ta tra i finanzi­a­men­ti tolti e la reale disponi­bil­ità delle risorse alter­na­tive, che non avver­rà pri­ma di otto­bre».

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