Trattativa per l’acquisto del lussuoso hotel. Ieri un incontro senza esito, voci su cifre da capogiro. Un gruppo orientale avrebbe offerto ben cento milioni di euro

Villa Feltrinelli, ombre cinesi

07/11/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

Potrebbe essere sul pun­to di cam­biare pro­pri­età Vil­la Fel­trinel­li di Gargnano. Il Grand Hotel è infat­ti al cen­tro di una trat­ta­ti­va defini­ta molto seria (gli acquiren­ti sono cine­si) che potrebbe san­cire il pas­sag­gio di mano del­lo stori­co edi­fi­cio costru­ito a fine Otto­cen­to. Ieri c’è sta­to un incon­to tra le par­ti che ha dato «fuma­ta gri­gia»: nul­la di fat­to almeno per ora, ma l’offerta è conc­re­ta e anche molto con­sis­tente (si par­la di qua­si cen­to mil­ioni di euro). La fama del­la vil­la è dovu­ta prin­ci­pal­mente al fat­to che, ai tem­pi del­la Rsi dal­l’ot­to­bre 1943 all’aprile 1945, ospitò Ben­i­to Mus­soli­ni. Un luo­go cari­co di sto­ria, oltre che uno degli hotel più chic del mon­do Il pro­pri­etario del­la soci­età che ora possiede l’im­mo­bile, l’amer­i­cano Robert Burns, in questi giorni si tro­va a Gargnano nel­la sua «Bob’s House», che sorge dirimpet­to al lago, a poche decine di metri dal­la Vil­la che, nel 2001, è sta­ta trasfor­ma­ta in Grand Hotel di lus­so con 20 stanze, 12 delle quali all’in­ter­no del­l’ed­i­fi­cio prin­ci­pale, le altre in depen­dance poco lon­tane. L’ho­tel-vil­la ha chiu­so la sta­gione un paio di set­ti­mane orsono. Ieri alcu­ni espo­nen­ti di un grup­po di investi­tori cine­si si sono incon­trati con il pro­pri­etario. Sul tavo­lo è sta­ta cala­ta un’of­fer­ta che, dopo il gran rifi­u­to di ieri, potrebbe far vac­il­lare il mag­nate amer­i­cano che pure, finanziari­a­mente, ha spalle robuste. Non è la pri­ma vol­ta, per la ver­ità, che ven­gono avvi­ate trat­ta­tive: in pas­sato, anche dal­la Rus­sia era­no giunte pro­poste val­u­tate eco­nomi­ca­mente inter­es­san­ti. Ma ques­ta vol­ta la cifra mor­mora­ta a voce bas­sa dai soli­ti bene infor­mati è davvero allet­tante anche per uno come Burns che, con quo­tid­i­ana pazien­za, qualche dol­laro per la vec­chi­a­ia lo deve pure avere mes­so da parte. La trat­ta­ti­va per la transazione si col­locherebbe poco al di sot­to dei cen­to mil­ioni di euro per l’in­tera pro­pri­età: la Vil­la, i due ettari di par­co che la attor­ni­ano, la limon­a­ia e le lus­su­ose depen­dance. Non bas­ta: nel ten­ta­ti­vo di piaz­zare la bot­ta vin­cente, il grup­po di acquiren­ti ha mes­so sul tap­peto cre­den­ziali di prim’or­dine, dato che non si tro­va di fronte al pri­mo affare. Ha, infat­ti, mes­so le mani su altri diciot­to hotel spar­si per il mon­do, tut­ti di gran classe e con pre­rog­a­tive sim­ili a quelle del­l’u­ni­co acquis­to che avrebbe luo­go in Italia, Vil­la Fel­trinel­li appun­to, ormai un’icona del lus­so a liv­el­lo mon­di­ale. Per una notte in vil­la si sbor­sano da 700 a trem­i­la euro. In lin­ea anche i costi di un pas­to: il pran­zo con un paio di por­tate e cos­ta attorno ai 70 euro, men­tre una cena sale al doppio. Ma, anche per chi siede a tavola non c’è lim­ite alla lievi­tazione del con­to, com­pen­sato — tes­ti­mo­nia chi se ne intende e se lo può per­me­t­tere — dal­la qual­ità che ci si tro­va di fronte. I sapori stes­si, uti­liz­za­ti in cuci­na, sono prodot­ti e rac­colti nel­la limon­a­ia sit­u­a­ta nel par­co. Quel­la di appli­care un listi­no che, da solo, fa già la dif­feren­za rispet­to ad altre strut­ture ricettive è giu­di­ca­ta una scelta vin­cente. Non sono, però, gli ital­iani a bril­lare per la loro pre­sen­za tra gli stuc­chi ed i leg­ni del­la Vil­la: le stanze sono appan­nag­gio soprat­tut­to degli stranieri, che fan­no la parte del leone e il «pas­s­aparo­la» tra cli­en­ti di una cer­ta cat­e­go­ria tor­na a sua vol­ta utile a incre­mentare le pre­sen­ze e fare seg­nare il tut­to esauri­to per un lun­go peri­o­do del­la sta­gione. Vil­la Fel­trinel­li riaprirà ad aprile 2007 ed i suoi 70 dipen­den­ti sono ora a casa. Ma se dovesse cap­itare il cliente gius­to (quel­lo che, ad esem­pio, affit­ta l’in­tera vil­la per un son­tu­oso mat­ri­mo­nio: cir­cola­vano voci sulle nozze di Tom Cruise), in tre giorni tut­to tornerebbe in effi­cien­za. Ma anche Vil­la Fel­trinel­li ha un cruc­cio, rap­p­re­sen­ta­to dalle clas­si­fiche dei migliori alberghi. In una di queste com­pare al pri­mo pos­to al mon­do men­tre, in un’al­tra, si deve accon­tentare del gradi­no più alto «solo» in Europa. Chissà se ieri, nel­la trat­ta­ti­va tra Burns e i cine­si, queste grad­u­a­to­rie han­no avu­to un peso.

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