Vittoriale degli Italiani: relazione 2018 e oltre 265 mila visitatori!

14/01/2019 in Attualità
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Di Redazione

Molto è sta­to fat­to, nel 2018, al Vit­to­ri­ale degli Ital­iani.

Il restau­ro del viale d’ingresso, dei Pili del Piave e del Dare in Broc­ca, dell’affusto di can­none che accom­pa­g­nò d’Annunzio nell’ultimo viag­gio, dei Pili porta­bandiera, del­la ser­ra da fiori, del Ponte dei Conigli e del Ponte del­la For­tu­na; abbi­amo vin­to molti ban­di, sta­bil­i­to nuove alleanze, accresci­u­to Gar­daMu­sei e lan­ci­a­to il prog­et­to Gar­daMu­sei Scuole; abbi­amo avu­to gior­nate assai spe­ciali il 20 gen­naio, il 17 mar­zo, il 26 mag­gio (con il Silent Wifi Con­cert c’erano 7785 vis­i­ta­tori, numero mai rag­giun­to pri­ma), il 2 giug­no, giorno del mat­ri­mo­nio sul­la Nave Puglia di Fed­eri­co d’Annunzio e Giu­lia Maz­zoni, il 14 agos­to con il Pre­mio Più Luce! per attori che leg­gono poe­sia, il 9 agos­to abbi­amo ricorda­to il Volo su Vien­na con un spet­ta­co­lare lan­cio di volan­ti­ni da aerei d’epoca, il 22 set­tem­bre, con la pre­sen­tazione di guan­ti bel­lis­si­mi dan­nun­ziani, del nos­tro olio e la nos­tra pri­ma vendem­mia, il 2 dicem­bre è sta­to con­seg­na­to a Saman­tha Cristo­fore­t­ti il IX Pre­mio del Vit­to­ri­ale e il 14 dicem­bre il Pre­mio Genio Vagante a Elenono­ra Tro­ja, un’astronauta e un’astrofisica, non a caso nel mot­to dan­nun­ziano “Più alto, più oltre”; abbi­amo orga­niz­za­to un con­veg­no su d’Annunzio e Ovidio e pub­bli­ca­to gli atti di un impor­tante con­veg­no inter­nazionale su Fiume tenu­to nel 1996, allo­ra non pub­bli­cati per man­can­za di fon­di; abbi­amo accolto e aiu­ta­to 131 stu­diosi, acquisi­to e pub­bli­ca­to volu­mi, voglio ricor­dare in par­ti­co­lare la nuo­va edi­zione crit­i­ca dell’Elettra e il vol­ume che ha ded­i­ca­to al Vit­to­ri­ale la Trec­ca­ni, sec­on­do di una col­lana sui gran­di palazzi ital­iani, subito dopo il Quiri­nale; abbi­amo rice­vu­to in dono opere d’arte, volu­mi preziosi, auto­grafi, e molti ne abbi­amo acquisi­ti, com­pre­si gli auto­grafi scom­par­si dal Vit­to­ri­ale all’inizio degli anni Ses­san­ta; abbi­amo inau­gu­ra­to cinque mostre, “La Favolosa gioia” a Garda­land, “L’illusione del mio tem­po” di Quiri­no Gnut­ti, “Odor­ar­i­um mirabilis”, real­iz­za­ta da Mavive gra­zie all’art bonus, “Clausure al Vit­to­ri­ale” di Grazia Cuc­co, “Fiume 1850–2018. La filatelia fiu­mana tra mito, sto­ria ed econo­mia. 1918–1924”; abbi­amo aiu­ta­to a for­mare numerosi gio­vani con l’alternanza scuo­la-lavoro, con i tiroci­ni cur­ric­u­lari uni­ver­si­tari, con il Servizio Civile Nazionale e con la didat­ti­ca muse­ale; abbi­amo con­clu­so accor­di per il finanzi­a­men­to di due stu­diosi con l’Università Ca’ Fos­cari di Venezia e con l’Università degli stu­di di Bres­cia; inoltre abbi­amo finanzi­a­to tre stu­diosi per ricerche su Fiume; Il Fes­ti­val Vit­to­ri­ale Ten­er-a-Mente, con bigli­et­ti ven­du­ti in 31 Pae­si, ha avu­to il tut­to esauri­to nel­la mag­gior parte degli spet­ta­coli; il bilan­cio è flori­do e gli ingres­si – 265.146 – han­no rag­giun­to il numero più alto degli ulti­mi 40 anni.
Le attiv­ità di mag­giore sod­dis­fazione – però, a mio parere – sono state quelle meno appariscen­ti.

La pulizia degli alvei e la mes­sa in sicurez­za delle Val­lette, l’ammodernamento dell’impianto elet­tri­co dell’Anfiteatro, la creazione dei nuovi mag­a­zz­i­ni sot­to l’Anfiteatro, con la con­seguente lib­er­azione di Casa Cama per fini più appro­priati, il nuo­vo impianto di cli­ma­tiz­zazione che garan­tisce una con­ser­vazione per­fet­ta dei prezio­sis­si­mi doc­u­men­ti ospi­tati negli Archivi.

L’incontro del 2 dicem­bre, al Vit­to­ri­ale, con l’assessore alla Cul­tura di Fiume Ivan Sarar e con la rap­p­re­sen­tante dell’ambasciata croa­ta Tama­ra Perisic. E’ sta­ta la pri­ma vol­ta di un sim­i­le even­to, ma appe­na l’inizio di un per­cor­so che impeg­n­erà il Vit­to­ri­ale nel prossi­mo bien­nio: lo stu­dio e la divul­gazione dell’Impresa di Fiume”, un episo­dio cru­ciale nel­la vita di Gabriele d’Annunzio e nel­la sto­ria d’Italia, anco­ra da met­tere nel­la gius­ta luce sto­ri­ografi­ca e inter­pre­ta­ti­va. Lo fare­mo.

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