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In occasione dell'inaugurazione ufficiale del 250° anno dell'Accademia roveretana degli Agiati era presente oltre a personalità di spicco della città, il sottosegretario dell'Università, dottor Luciano Guerzoni.

250 anni per l’Accademia degli Agiati

In occasione dell’inaugurazione ufficiale del 250° anno dell’Accademia roveretana degli Agiati, erano presenti, oltre a personalità di spicco della città, il sottosegretario dell’Università, il dottor Luciano Guerzoni, e il rettore dell’Università di Trento, Massimo Egidi.

Interventi delle autorità

“Ogni investimento in cultura – ha esordito il sottosegretario – è prezioso, più di qualunque altro, specialmente per i giovani”. Ha poi sottolineato come l’attività dell’Accademia nel tempo rappresenti testimonianza di “una cultura che si è costruita attraverso la convergenza di mille rivoli, cioè dal contatto con tante e diversificate realtà. La cultura è il linguaggio universale di umanità che si voglia riconoscere come tale. L’Europa ci sarà solo attraverso la cultura”.

Il rettore Egidi, che non si è limitato all’esposizione dell’intervento sul tema che gli era stato assegnato, “L’Università e le sfide del futuro”, ha così commentato.

Riflessioni sull’università

“Volendo parlare delle istituzioni del sapere – ha cominciato il Rettore – appare chiaro che l’Università è una, non tutte le altre. Il suo ruolo è dunque limitato, e allora bisogna chiedersi quale ruolo abbia oggi”.

Da qui, il rettore ha passato ad analizzare brevemente lo sviluppo dell’università nel tempo, sottolineando come la diffusione del sapere sia sempre stata difficile.

“L’uomo era sempre combattuto tra parlare di una sua scoperta, e quindi di potersi arricchire con questa, o di tenerla per sé, onde evitare che qualcuno gliela copiasse. Nell’800, all’università, impone l’idea che sia il dialogo che la conoscenza sono cose molto importanti. Se il sapere non circola, non si possono arricchire, e quindi sviluppare ed evolversi”.

Questa eredità è giunta fino a noi, e questo è il ruolo che deve avere l’università.

“La capacità di essere critici, di mettersi in discussione, questi sono elementi essenziali. Quando nelle istituzioni del sapere si perdono questi ruoli, l’impoverimento avviene non solo nella cultura, ma a livello globale”.

Il rettore Egidi ha poi concluso il suo intervento insistendo su ciò che fa cultura.

Il ruolo della cultura e dell’università

“La cultura non può esistere se non c’è un livello di capacità di dialogo internazionale. L’Università è un ponte, una rete per mantenere alti rapporti con il resto della comunità scientifica internazionale. Il passaggio all’innovazione e all’invenzione richiede un complesso rapporto, non di semplice specializzazione”.

Insomma, il futuro è nelle pluralità delle conoscenze, nelle capacità di sapersi sempre mettere in discussione, e nella consapevolezza che la formazione e l’aggiornamento costante rappresentano il futuro.

“D’altronde, non potremo aspettarci altro da una società fondata sul sapere e sul ruolo, riconosciuto come primario, del capitale umano”.

In questa occasione, il dottor Pegoretti, della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, ha reso pubblica l’intenzione di patrocinare l’Accademia.

“È un adeguarsi ai tempi, a un mondo dove la conoscenza sta sempre più diventando elemento di sviluppo di una comunità”.

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