martedì, Gennaio 13, 2026
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II progetto è ambizioso, sia urbanisticamente che economicamente visto che si parla di un investimento di alcuni miliardi di lire.

Nuovo centro natatorio

Il progetto è ambizioso, sia urbanisticamente che economicamente, visto che si parla di un investimento di alcuni miliardi di lire.

Realizzare nell’area dell’ex Colonia Miralago un “centro natatorio” alternativo o in sostituzione dell’attuale struttura del Rione Due Giugno, ormai giunta al livello di saturazione.

Per il momento, nella relazione programmatica che accompagna il bilancio di previsione 2000 e quello pluriennale 2000-2002, si parla unicamente di “una nuova piscina”, senza specificare se coperta (circa 5 miliardi la spesa prevista in questo caso) o semplicemente scoperta, usu-fruibile quindi esclusivamente nella stagione calda.

Dettagli sul progetto di nuove piscine

L’assessore alla cultura e allo sport, Luigi Marino, parla però di “due piscine, una coperta e una scoperta, la prima ovviamente servita anche da una tribuna oltre che dai relativi servizi”.

In questa prospettiva, due piscine per coprire tutto l’arco dell’anno diventano molto probabili, se non sicure, la dismissione dell’attuale piscina “Meroni”.

“Recuperando – osserva ancora l’assessore Marino – spazi importanti per il Rione Due Giugno, spazi consistenti, oltretutto vicini al polo scolastico.”

Da Palazzo Pretorio si precisano che si tratta, per il momento, solo di “un’ipotesi politica”, rilanciata nelle ultime settimane in particolare dall’assessore all’urbanistica Adalberto Mosaner, primo sostenitore di questa soluzione.

“Un progetto politico – prosegue il verde Marino – per il quale comunque c’è spazio di azione e che intendiamo concretizzare entro la fine di questa legislatura (2005).

Non è un sogno, anche se ovviamente allo stato attuale delle cose non si può essere precisi sui tempi di realizzazione.”

Sta di fatto che comunque il progetto rientra nel programma di governo della maggioranza di centrosinistra ed è stato inserito, seppur senza alcun stanziamento concreto, nella relazione programmatica di bilancio.

Il Piano Regolatore Generale prevede, del resto, nella zona un parco (comprendente anche la zona sud dell’area ex Cattoi) con piscine e con la demolizione dei volumi della Colonia Miralago.

La quale, però, è attualmente di proprietà della Provincia, che potrebbe entrare nella “Lido di Riva Spa”, conferendo l’area in questione nel capitale della società e quindi passandola di fatto tra le proprietà del Comune.

Bisognerà vedere poi cosa ne pensa in merito alla previsione urbanistica la Provincia, se è contraria o favorevole, in sostanza, all’abbattimento dei volumi della Miralago.

Decisione che si potrà conoscere solo quando a Trento avranno approvato il nuovo piano regolatore (la previsione di ritorno a Riva è per il prossimo autunno).

“In questo progetto comunque ci crediamo” aggiunge il vicesindaco e assessore alle opere pubbliche Pietro Matteotti.

Resta da capire se l’intenzione reale, e il risultato finale, è quella di realizzare due strutture, una coperta e una scoperta, indipendenti tra loro.

Alcuni sistemi, di marca francese, prevedono strutture “flessibili” e di contenuto impatto ambientale, considerato che siamo a pochi metri dalla fascia lago.

Luciano Rigatti, presidente degli “Amici Nuoto Riva” e dirigente federale, è ovviamente entusiasta di questa prospettiva.

“Trento ha 4 piscine, Rovereto ne ha 5 nel centro natatorio, più due scolastiche, e stanno pensando a un’altra piscina” – osserva Rigatti –

“A Riva, l’impianto attuale della Meroni è ormai a livello di saturazione e in ogni caso è da adeguare. Il mercato richiede nuovi spazi, pensare quindi a una nuova struttura non può che essere positivo.

Ovviamente, ci sono da affrontare alcuni problemi, come i costi di gestione innanzitutto, ma anche il problema dei parcheggi nella zona del lungolago.

L’importante, comunque, è che se ne parli. E anche dal punto di vista finanziario ritengo che il Centro Studi Coni sarà attento a una proposta del genere”.

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