La solita storia. Con la stagione turistica e il gran caldo aumentano i problemi di approvvigionamento idrico per alcune famiglie residenti a Colà. L’area particolarmente colpita è quella in alto nelle vicinanze della chiesa parrocchiale.
Problemi di approvvigionamento e proteste dei residenti
Un fatto ciclico determinato dal numero sempre maggiore di utenze collegate all’acquedotto. Una faccenda che ovviamente solleva la civile protesta dei residenti. In particolare di Ilias Xoerahu, trentacinquenne albanese abitante in via Castello 14.
Stanco di convivere con una situazione di disagio, il giovane di Durazzo, professione restauratore lapideo, ha alzato la cornetta del telefono per investire del caso «L’Arena».«Da cinque giorni dai nostri rubinetti non sgorga più acqua e siamo costretti ad arrangiarci con secchi e stoviglie che riempiamo presso la fontanella davanti alla chiesa».
«Non è una novità», sbotta rassegnato un residente sempre in via Castello. «La storia va ormai avanti da tre anni con l’acqua che arriva a singhiozzo. Protestare? Il malcontento è diffuso, ma sinceramente siamo ormai rassegnati. La questione di fondo è che la popolazione estiva nella zona è aumentata a dismisura».
«E’ vero, nell’ultimo periodo abbiamo avuto problemi di approvvigionamento idrico ma da due giorni tutto sembra sia stato risolto», spiegano contenti da casa Fraccaroli al civico 5.
Interventi dell’amministrazione e aspetti tecnici
Non si nasconde certo dietro ad un dito il primo cittadino, Luca Sebastiano. «L’Amministrazione comunale è ovviamente a conoscenza della situazione. Riteniamo però di essere arrivati ad una soluzione definitiva con l’imminente entrata in funzione del nuovo pozzo a Madonna della Neve, in prossimità del deposito di località Preoni.
Il pozzo dovrebbe risolvere totalmente il problema di carenza d’acqua, che comunque si evidenzia solo in concomitanza con l’arrivo del gran caldo e il conseguente maggior uso in un’area che negli ultimi anni ha visto un aumento delle utenze.
«Il nocciolo della questione sta tutto lì», fa presente Giuseppe Zanini, dell’ufficio tecnico comunale. «In passato, quando furono decise le varie lottizzazioni, non fu previsto un adeguamento della rete idrica. Attualmente la portata dei pozzi è inferiore alle richieste e pertanto siamo costretti a tutta una serie di accorgimenti per ridurre al minimo i disagi.
Abbiamo, ad esempio, ridotto l’afflusso d’acqua verso Pacengo per dirottarlo verso Colà. La portata del nuovo pozzo ci permetterà di attingere dalla falda acquifera 15 litri al secondo, meno di quello a suo tempo preventivato in base agli studi geologici effettuati.
Ecco perché siamo già al lavoro per trovare nuove soluzioni. E poi il fatto che molti di notte irrighino i giardini non aiuta a risolvere il problema della penuria d’acqua».


Iscriviti al nostro canale Telegram per tutti gli ultimi aggiornamenti
Garda Flash News: notizie lampo, stile essenziale







