Il dibattito consiliare sulle ragioni del tunnel lungo è il prezzo politico che la maggioranza di Malossini ha accettato di pagare pur di portare a casa le variazioni al bilancio.
L’altra sera, ad un rapido conto, è apparso subito chiaro che la coalizione del sindaco non disponeva dei 16 consiglieri necessari perché la seduta dedicata ai tradizionali primi ritocchi estivi del preventivo fosse valida.
A quel punto, al sindaco è stata prospettata l’unica soluzione praticabile: le opposizioni sarebbero rimaste in aula a garantire il numero legale, solo dietro l’impegno che entro la settimana ci sarebbe stata la riunione informale del consiglio dedicata all’incontro con l’ingegner Ferrari, fautore del tunnel lungo e decisamente contrario alle conclusioni di Dellai e di Tiso.
La trattativa sulla riunione e le posizioni sul tunnel
Malossini, dopo aver valutato i pro ed i contro di quello che poteva anche parere un ricatto, ha accettato di impegnarsi. La data più probabile è quella di venerdì prossimo, 30 giugno.
La seduta sta a dimostrare che qualcuno resiste sulla trincea del tunnel lungo, abbandonata anche dagli imprenditori che ormai ritengono sterile e superata dai fatti la discussione in consiglio e si riservano di concordare con l’ingegner Tiso nella fase progettuale i miglioramenti che riusciranno a strappare.
L’ingegner Paolo Ferrari verrà ad illustrare il suo progetto. Si tratta di una galleria unica, di 2.930 metri, fra il Linfano ed il lago di Loppio, passando sotto passo san Giovanni, collegato con un modesto viadotto al fondovalle (non maggiore per dimensioni e sviluppo, ad uno dei ponti sul Sarca).
Il tunnel comprende un piano stradale di 11 metri, più due marciapiedi di 1,05, con una pendenza costante del 4,27% (inferiore a quella del tunnel di Ledro).
Due corsie in salita ed una in discesa, piazzole di sosta, uscita di emergenza a 1.465 metri, in corrispondenza di una galleria di aerazione. Costo totale 60 miliardi.
Tiso ha affermato, e Dellai con lui, che un tunnel di quelle dimensioni (3 chilometri) deve per forza essere previsto a due canne con una lievitazione insostenibile dei costi. Ferrari continua a proporre la canna unica. Uno dei due sbaglia: chi?
Nell’ipotesi del professionista rivano, la viabilità esistente resterebbe in attività per il solo traffico locale, con la litoranea ridotta quasi a traversa interna, mentre il grosso del traffico di scorrimento verrebbe smistato dagli svincoli di San Giorgio sulla provinciale 118 e di San Tomaso sulla 45 bis.
Le possibilità di correggere la rotta verso il tunnel breve, dopo l’incarico operativo della giunta provinciale all’ingegnere Tiso, sono però nulle. O no?


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