venerdì, Febbraio 20, 2026
HomeManifestazioniAvvenimentiVilla romana, tesoro vero
Nuovo importante ritrovamento archeologico. I mosaici scoperti sono più belli di quelli del '67

Villa romana, tesoro vero

A Toscolano Maderno, nell’area della villa romana, tra la chiesa parrocchiale e la cartiera, su terreno di proprietà dell’Istituto di sostentamento del clero, sono stati rinvenuti nuovi mosaici, più belli di quelli scoperti nel ’67. Si tratta di disegni floreali stilizzati e di simboli geometrici, a colori policromi.

“Dovrebbero essere del quarto o quinto secolo -afferma l’archeologo Angelo Ghiroldi, che ha effettuato gli scavi -”. Appartengono alla sala da pranzo o di rappresentanza, la cosiddetta tricora. Al centro, il segno di tre piccole absidi. Ghiroldi ha portato alla luce un quadrato di circa due metri per due, ma la superficie del mosaico dovrebbe essere di venti metri quadrati.

Dettagli della scoperta e interessi della Soprintendenza

Elisabetta Rofiìa, ispettore di zona della Soprintendenza ai Beni archeologici della Regione, dice: “Per la ricchezza e la vastità, la villa non ha nulla da invidiare a quelle di Sirmione e Desenzano. I ritrovamenti confermano, insomma, le ipotesi già fatte. Ora bisogna avere il coraggio di procedere alla valorizzazione, rendendo fruibile l’area”.

La villa romana venne probabilmente costruita nel 38 a.C. dal console Publio Nonio Asprenate, sulla terra regalatagli da Augusto, a riconoscenza dei servizi resi nella difesa del Reno contro i Germani. Spaziosa, ricca di terrazze, giardini, acquedotti e fontane (alimentati dalla sorgente di Pulciano), includeva campi di gioco, templi dedicati a Giove e Bacco, e persino un porto sul lago, occupando buona parte del promontorio fino al Bersaglio.

Dividendo a metà la piazza e, seguendo grosso modo la 45 bis, giungeva fino all’attuale oleificio Morani, con un fronte di ben cinquecento metri lineari. Gli scavi del ’67 hanno portato alla luce pavimenti ricoperti di pregevoli mosaici. La Soprintendenza alle Belle Arti intervenne trovando anche i resti di altre stanze e monete. Per proteggerli dal maltempo e dai malintenzionati, che avevano portato via del materiale, venne sistemata una copertura provvisoria in plexiglass.

Nel ’97 l’architetto Lodovico Reguitti, allora tecnico comunale, studiò un intervento di consolidamento e restauro, con una spesa di 972 milioni. Si trattava di una soluzione ibrida tra la tecnostruttura a teli di Desenzano e il laminare, su lastre in ferro. Le fondazioni furono rafforzate con micropali. I teli trasparenti non avrebbero favorito la formazione di condensa.

Il Fondo Investimenti della Lombardia (Frisl) accettò la richiesta di finanziamento, ma poi i nuovi amministratori comunali decisero di soprassedere preferendo altre opere più urgenti.

Nuova scoperta e operazioni di tutela

Ora la nuova scoperta, casuale e come quella di 33 anni fa, non legata a una campagna di scavo programmata. L’Istituto di sostentamento del clero ha costruito lì, a quattro-cinque metri di distanza, una casa da destinare ad alloggio per preti anziani (sei appartamentini). Per questa operazione, erano necessari gli allacciamenti all’acquedotto, al gas e all’energia elettrica.

Prima di posare le reti, l’archeologo ha effettuato i sondaggi. La zona è vincolata e la Soprintendenza obbliga a procedere con cautela. “Negli ultimi anni”, aggiunge Ghiroldi, “avevamo controllato circa 1200 metri quadrati, trovando solo muri a livello di fondazioni. Nulla di particolare. Adesso, invece, la piacevole sorpresa”.

Il vicesindaco Vincenzo Chimini, assessore ai Lavori Pubblici, spiega: “Copriremo con sabbia e materiale espanso, gettando un leggero strato di cemento”.

“Nei prossimi giorni ci incontreremo con i funzionari della Soprintendenza, per fare il punto della situazione e decidere il piano di interventi”, aggiunge il sindaco Paolo Elena. “Recentemente abbiamo rinunciato al miliardo del Frisi, che avremmo dovuto restituire. Spero che, in base alla legge sull’

La cosa più urgente, ora, è spostare l’attività di Franz Dominici, che occupa una porzione dell’area col suo deposito di inerti. Lo trasferiremo sulla collina di San Giorgio, vicino al campo di golf, ai confini con Bogliaco.

Articoli Correlati

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

In Evidenza

Dello stesso argomento

Ultime notizie

Ultimi Video