Situazione dell’imbarcadero e delle autorità locali
Dopo un sabato di vigilia da far paura, Pasqua e Pasquetta all’imbarcadero del traghetto per Limone, sono scivolate via all’insegna di una sofferta normalità.
L’attesa oscilla da un’ora e mezza a tre. Però nessuno degli automobilisti che si arrestano in fila ha diritto di lamentarsi, visto che a tutti, proprio tutti, uno dopo l’altro, gli addetti spiegano per filo e per segno che cosa li attende.
L’obbligo di impegnare costantemente due vigili urbani per tutto l’arco della giornata, sottraendoli ad altri utilizzi egualmente necessari (l’organico è assolutamente risicato), viene giudicato troppo pesante dal sindaco, che pensa a riaprire un contatto con Limone per vedere di ottenere qualche sostegno.
Gestione del traffico e impatto sul territorio
Peraltro anche Limone patisce della situazione. Sul lungolago verso l’imbarco possono sostare una cinquantina di auto. Superato il limite, il vigile di servizio sul lungolago lo comunica al collega che staziona al bivio con la statale, il quale provvede a non far scendere più nessuno.
Gli automobilisti possono proseguire oppure entrare nel grande parcheggio (a pagamento) a fianco della strada in attesa che la situazione si sblocchi.
Molti preferiscono raggiungere Maderno, per traghettare a Torri e conquistarsi così la Orientale. Gli alberghi di Limone lamentano per il week-end un calo intorno al 30%, dovuto alla scomparsa dei passanti.


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