La questione della cultura e del turismo a Riva si è riaccesa subito dopo una visita alle mostre del Museo nelle vacanze pasquali, che ha evidenziato lo scarsissimo successo di pubblico. Questa situazione ha fatto emergere il problema della insoddisfacente “produttività turistica” della Rocca, alimentando un dibattito pubblico.
È stato l’obiettivo che questa problematica riscuotesse attenzione e confronto, e così è stato anche con la replica dell’assessore comunale alla cultura Luigi Marino. Egli ha sottolineato di non parlare come rappresentante di ufficio, ma portando un contributo costruttivo alla discussione.
Le posizioni dell’assessore
Marino ha riconosciuto che, rispetto ai dati sulle presenze della mostra «Sguardi gardesani» e alle valutazioni soggettive, il tema principale dell’articolo è un terreno caldo di riflessione per l’Amministrazione e i tecnici. Purtroppo, le indagini statistiche mostrano che le attività culturali di Riva non sono mai state le principali attrazioni per i turisti che visitano il territorio.
È stato detto che la frase «a Riva tira il futile» può sembrare un’esagerazione, ma serve ad aprire un dibattito che l’Amministrazione non vuole evitare. Marino ha aggiunto che il «giacimento culturale» di Riva, ricco di ambiente naturale e storia sedimentata nei secoli, non può essere considerato «futile». La sua difesa consiste nel fatto che, camminando per le vie di Riva, già si usufruisce di questo patrimonio culturale e ambientale.
Secondo l’assessore, bisogna spingere ad un passo ulteriore, come quello compiuto da Sergio Molinari il giorno di Pasquetta, che ha deciso di entrare nella Rocca invece di rimanere nell’androne. Questa è la sfida principale: portare la gente a frequentare i luoghi della cultura oltre il semplice passeggiare o leccare il gelato.
Ruolo e futuro dei musei
Marino ha ribadito che l’utilità di un Museo non si valuta soltanto dal numero di visitatori, ma anche dal suo ruolo di volano per ricerca, deposito organizzato, informazione e promozione culturale. La gestione del patrimonio storico del territorio è di fondamentale importanza, come attestano le migliaia di pagine web che attingono dal lavoro dei musei stessi.
In futuro, dopo 22 anni di lavori, la Rocca sarà definitivamente aperta come Museo civico. Tutti gli spazi, compreso il parco esterno e il mastio, potranno contribuire alla ricerca e all’attrattiva.
Stanno inoltre iniziando progetti di coinvolgimento degli ospiti tramite gli albergatori, e si stanno pianificando percorsi nel centro storico e nel museo con guide multilingue. Ma soprattutto, riconosce Marino, la questione è ancora aperta e molto sentita, perché riguarda le caratteristiche della società di massa contemporanea.
Suggerisce che, invece di rincorrere clienti attratti da schemi consumistici «usa e getta», occorre investire in una riqualificazione dell’offerta turistica, come anche consigliano esperti di settore da tempo.
Risposte e dati aggiornati
Infine, Marino risponde a una domanda e fa alcune rettifiche sui dati del Museo. L’ultimo incontro con il presidente dell’Apt è del 27 febbraio scorso.
I dati corretti per i primi mesi del 2001 sono 1289 utenti, di cui 258 paganti, 281 in omaggio, 350 provenienti dalle scuole cittadine e 400 visite alla mostra «Piano fascia lago». Si segnala che il museo è stato chiuso dal 5 marzo al 6 aprile per lavori di sistemazione degli intonaci dei vani scala.
Inoltre, 262 presenze sono state registrate solo nei primi otto giorni di apertura dopo l’8 aprile, e Marino spera che questa sia l’inizio di un nuovo corso, con altri che decidano di entrare come Sergio Molinari.


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