venerdì, Giugno 21, 2024
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Marino accetta la sfida di portare i turisti in Rocca: un «nuovo corso» è possibile

Museo per pochi? Il problema è «bruciante»

E’ bastato buttare un cerino (sotto forma di visita «dal vivo» alle mostre del Museo nelle vacanze pasquali: visita che ha messo in luce lo scarsissimo successo di pubblico della cultura nostrana) e subito la questione della insufficiente «produttività turistica» della Rocca è divampata come una santabarbara. Era quello che volevamo, ovviamente. E dobbiamo prendere atto con piacere che da più parti c’è grande disponibilità a parlare dell’argomento, a confrontarsi, a cercare una via d’uscita. Parte con quest’ottica – costruttiva – anche la replica dell’assessore comunale alla cultura Luigi Marino, che ospitiamo volentieri proprio perchè non è (ed è lui stesso a dirlo) una «difesa d’ufficio». Ecco le argomentazioni dell’assessore:«A parte i dati sulle presenze (non completi) e alcune valutazioni soggettive sulla bella mostra «Sguardi gardesani», riconosco che il tema fondamentale dell’articolo è un tema assai caldo sul quale l’Amministrazione e i «tecnici» stanno riflettendo e lavorando. Purtroppo, e anche le indagini statistiche lo dicono abbastanza chiaramente, le attività culturali non sono mai state l’attrazione maggiore dei turisti che visitano Riva. La frase «a Riva tira il futile» è forse esagerata, ma come titolo di richiamo suggerisce l’apertura di un dibattito al quale l’amministrazione non intende sottrarsi.Però, pur ammettendo la provocazione costruttiva, non posso evitare di rilevare che il «giacimento culturale» Riva, ricco dell’ambiente naturale e della storia che si è sedimentata nei secoli sulla sponda nord del lago di Garda, non si può certo considerare «futile». La mia potrebbe sembrare una difesa d’ufficio ad oltranza, ma credo che camminando per le vie di Riva si usufruisca già del «giacimento culturale e ambientale» di cui sopra. E’ vero, dobbiamo spingere ad un altro passo, quello che Sergio Molinari ha compiuto il giorno di Pasquetta. Invece di soffermarsi nell’androne della Rocca, Sergio Molinari decide: «Io, invece, entro». Benvenuto, gli diciamo.E’ proprio questa la sfida che stiamo affrontando: portare la gente ad entrare nei luoghi dove la cultura non si gode solo passeggiando e leccando il gelato. E’ pure mio dovere ricordare che l’utilità e la capacità di incidere nella vita culturale di un Museo non è soltanto valutabile dal numero di persone che lo frequentano direttamente, ma anche dall’ essere volano della ricerca, deposito organizzato, luogo di informazione e promozione culturale. E basta pensare alle migliaia di pagine web che si compongono attingendo al lavoro dei musei per capire l’importanza della gestione del patrimonio storico culturale di un territorio!Nelle prossime settimane, dopo 22 anni di lavori, la Rocca nella sua interezza sarà finalmente data alle sue funzioni di Museo civico. Tutti gli spazi, compreso il parco esterno e il mastio potranno giocare la parte che loro compete nel lavoro che il Museo svolge: ricerca e richiamo dell’attenzione sulla ricerca.Stiamo avviando progetti di coinvolgimento degli ospiti attraverso gli albergatori, stiamo progettando percorsi nella città e nel museo con guide che parlano più lingue, ma soprattutto, ammetto e dichiaro che sì, ci stiamo pensando, abbiamo a cuore il problema, la questione in oggetto è aperta e bruciante. Tuttavia non possiamo dimenticare che questa questione ha a che fare con la caratteristiche della società contemporanea di massa. Quindi anziché rincorrere chi concepisce l’esperienza del viaggio secondo schemi consumistici «usa e getta» e ostinarsi a credere che è sufficiente modificare l’offerta culturale, sarebbe più proficuo (come autorevoli esperti di settore suggeriscono da tempo), perseguire una politica di riqualificazione dell’offerta turistica.Chiedo altre poche righe per rispondere ad una domanda e per rettificare alcuni dati riportati. L’ultimo incontro con il presidente dell’Apt è del 27 febbraio scorso. I dati corretti dei primi mesi dell’attività del museo per quanto riguarda l’anno 2001: numero 1289 utenti. Di questi 258 paganti, 281 omaggio, 350 dalle scuole cittadine, 400 visite alla mostra del «Piano fascia lago». A causa dei lavori di sistemazione degli intonaci dei vani scala il museo è rimasto chiuso dal 5 marzo al 6 aprile. Ultimo dato, saliente direi: 262 presenze sono relative solo ai primi otto giorni di apertura dopo l’8 aprile. Vogliamo leggerlo come l’inizio di un nuovo corso, e vogliamo sperare che alla visita di Sergio Molinari ne seguano altre, che altri dicano: «Io, invece, entro». E’ chiaro che sono i benvenuti».

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