Il crollo di un simbolo storico
Un altro angolo della vecchia Riva è scomparso. Ne dà il mesto annuncio il dottor Paolo Barbagli, noto ecologista rivano, che così scrive: «Alzi una mano chi non si è mai fermato, specie d’estate, alla panchina nell’angolo tra viale Madruzzo e l’Inviolata, a godersi l’ombra e la frescura del secolare ippocastano proprio di fronte ad una cappellina settecentesca a lato del convento.
Ora non lo potrà più fare, perché quell’ippocastano, durante i lavori di sistemazione di viale Madruzzo, è stato impietosamente (e finora inspiegabilmente) abbattuto, e non potrà più ospitare le centinaia di uccellini che lo avevano eletto a dimora, né potrà fare la sua parte nel ripulire l’aria cittadina dall’anidride carbonica generata dal traffico.
Il valore degli ippocastani e il senso di perdita
Ben vengano le nuove sistemazioni dei viali e dell’arredo urbano, ma evidentemente a qualcuno gli alberi, specie gli ippocastani e in particolare quelli secolari che andrebbero invece tutelati alla stregua di monumenti naturali, non sono simpatici.
E quale sorte attende, alla ripresa dei lavori, gli altri due ippocastani gemelli che fiancheggiavano il defunto e che ora guardano con preoccupazione un ceppo ancora stillante di memorie?


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