Questa settimana, a Toscolano Maderno, si terranno due concerti per ricordare persone scomparse. Stasera, alle ore 21, al pattinodromo un gruppo di giovani eseguirà «canzoni per un amico», dedicate a Paolo Iezzi, caduto a terra per una lastra di ghiaccio (lo scorso inverno) e deceduto davanti all’ospedale S. Corona di Fasano, mentre stava recandosi al lavoro con la sua moto. In questa circostanza verranno raccolti fondi da destinare alla ricerca sul cancro.
Spettacolo in memoria di Domenico Felicini
Venerdì 27, alle ore 21, in piazza S. Marco, l’Orchestra del teatro del Vittoriale, composta da una cinquantina di elementi, eseguirà musiche di Tchaikovskij (Capriccio italiano, Sinfonia n. 5), Korsakov (Capriccio spagnolo) e Rossini (Gazza ladra, Guglielmo Tell).
Un concerto in memoria di Domenico Felicini, il gioielliere ucciso due anni fa. «Ricordare le vittime innocenti dell’ingiustizia e della violenza perpetrate ogni giorno in ogni parte del mondo, almeno una volta all’anno», spiega Patrizia Tomacelli, assessore alla Cultura del comune.
«Così il 27 luglio verranno eseguiti brani, nella stessa piazza, alla stessa ora, lo stesso giorno in cui Domenico fu ucciso. Un modo per essergli vicino, nella maniera più sensibile, senza retorica. Un grande concerto di musica classica, aperto al pubblico. Un appuntamento che mi auguro possa diventare nazionale».
Felicini aveva 48 anni, una moglie e un figlio, Paolo, ora di 18. Abitava al condominio Villa delle Rose, a Fasano. Erano già penetrati due volte, di notte, a rubare. E lui viveva nell’incubo, col timore di trovarseli di fronte, e di non immaginare come sarebbe finita.
Mentre stava per chiudere il negozio e tornare a casa, ecco entrare (quella sera maledetta) uno con casco da motociclista sul volto, la pistola in pugno e una valigia nera nell’altra mano. Poi, senza riuscire ad arraffare nulla, il dietrofront del rapinatore, forse spiazzato dalle urla e dalla reazione. Col gioielliere a inseguirlo sul marciapiede, tenendo il suo revolver dalla canna cromata.
Ma che non ha avuto il tempo di sparare perché, nascosto dietro un grosso tronco di un pino marittimo, c’era un complice, la bocca coperta da una mascherina. Felicini venne freddato dai quattro colpi di una calibro 7.65. Il suo corpo, nascosto da un lenzuolo, rimase sul selciato per alcune ore, mentre gli automobilisti correvano sulla 45 bis, verso le vacanze.
Il giudice ha condannato i colpevoli, ma la gente di Toscolano Maderno non intende dimenticare.


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