lunedì, Febbraio 2, 2026
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«Insomma ci risiamo! E' la quarta volta che Sergio Molinari ci rampogna sulla stampa sempre sull'argomento Ponale.

Ponale superstar da sempre: e perciò «criminalizzata»

«Insomma ci risiamo! E’ la quarta volta che Sergio Molinari ci rampogna sulla stampa sempre sull’argomento Ponale. Le sue certezze incrollabili sono le seguenti: il 15 giugno 1999 affermava che “paradossalmente i comitati vari che stanno raccogliendo firme per riaprire la strada sono in questo momento i più grandi nemici della riapertura”, perché ne fanno un caso scottante: era preferibile la soluzione all’italiana, e cioè lasciar correre nel silenzio più assoluto. Stesso ragionamento il 4 febbraio 2000, all’indomani della grande idea della Provincia di un progetto faraonico per mettere in sicurezza la Ponale: se proprio volete impegnarvi, ci suggeriva il caro Molinari, fate cancellare la strada, chiedete misure di sicurezza per la Gardesana e invitate le associazioni turistiche a formare una società per mantenere la strada. Il 2 novembre 2000 ritorna alla carica con gli stessi ragionamenti, prendendo lo spunto da una nota della Provincia che affermava che l’unica possibilità di mantenere aperta la Ponale era quella di farla diventare un sentiero. E arriviamo all’altro giorno (il 12 febbraio), quando il Sergio ci rampogna per la quarta volta, affermando che “la Ponale sta pagando a durissimo prezzo l’inutile cancan che, in buona fede ma con sprovvedutissimo accanimento, gli hanno costruito attorno comitati vari”; e conclude che se “senza clamore si fosse piantato un bel cannocchiale e si fosse progettato un sentiero forse la soluzione sarebbe molto più semplice”.Ma come, ci accusi di averla fatta diventare una star e tu intervieni sul giornale, che come sai è molto letto ed una cassa di risonanza notevole, per ben quattro volte? Guarda che il Comitato Giacomo Cis è intervenuto molto meno in modo diretto. Insomma sei in contraddizione: se silenzio deve essere, che silenzio sia, anche se per un giornalista la contraddizione è bruciante.Altra cosa. Ci dici che “la Ponale l’avete rovinata perché è diventata una star”: guarda che la Ponale era già una star molti anni prima della nostra comparsa sulla scena (dal marzo 1999), ma non tra la popolazione, bensì tra gli addetti ai lavori, che in fin dei conti sono quelli che decidono: alla fine degli anni’80 l’aver spinto per la costruzione del nuovo tunnel (che in quanto a parametri di sicurezza lascia molto a desiderare, ma di questo chiaramente non si discute perché altrimenti si isola ancora una volta la Valle di Ledro), ha portato a “criminalizzare” oltremodo la Ponale, sulla quale è bene ricordare non è mai morto nessuno per frane quando ancora veniva seguita giorno per giorno, anche se non neghiamo la sua pericolosità. Certo rivendichiamo il fatto di averla fatta conoscere al grande pubblico mobilitando migliaia di persone amanti del paesaggio e della storia (a proposito ti ricordiamo che una delle 10.000 firme raccolte è proprio la tua); abbiamo contribuito a far coscienti molti nostri concittadini del valore europeo di quella strada; abbiamo promosso una battaglia civile che ha attraversato trasversalmente i banchi del consiglio comunale e provinciale e che ha unito in modo del tutto inconsueto intellettuali, storici, sportivi e bikers; abbiamo invitato i cittadini a riprendersi quel paradiso che ci è molto invidiato senza chiedere la costruzione di palazzi o centri commerciali; ebbene sì, ci siamo innamorati ed abbiamo fatto innamorare, di quel pezzo di montagna malandato. E tutto questo, nonostante sia a titolo gratuito e volontario, non significa essere degli sprovveduti: infatti quello di farne parlare è stata una strategia pervicacemente perseguita.Ma sei proprio così sicuro che il silenzio avrebbe giovato di più alla causa? Ti ricordiamo che sulla Ponale pendeva e pende una condanna pesantissima ancora dalla fine degli anni’80 e che dopo le disastrose frane del 4 febbraio 1999, dove perse la vita un uomo che transitava sulla Gardesana, e soprattutto dopo quella del 22 dicembre 2000, sarebbe calato inesorabilmente il sipario, altro che cannocchiale e sentiero!Ma del resto ti conosciamo abbastanza bene: sotto la scorza dura di cinico individualista, dovuta al lavoro di giornalista che ti porta ad essere un disincantato osservatore del mondo senza più speranza per l’uomo, batte un cuore e così abbiamo deciso di proporti come tagliatore del nastro quando la Ponale sarà riaperta a sentiero: certo lontano dai fari della stampa e di curiosi vari, magari a mezzanotte di una notte senza luna. Tutto questo per non trasformare anche te in una star».

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