giovedì, Febbraio 12, 2026
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Un tracciato di 13 chilometri sarà sottoposto alle osservazioni di enti e privati. Quattro progetti, il Trentino deve decidere

Un tunnel tra l’Autobrennero e il Garda.

Il potenziamento della viabilità tra Rovereto e l’Alto Garda, tra l’autostrada del Brennero e Riva del Garda, un tracciato di 13 chilometri circa, è sul tappeto da molti anni. In questi giorni si è giunti alle strette conclusive almeno per decidere tra le varie ipotesi di progetto. La parte più difficile e problematica riguarda il tratto tra passo San Giovanni e la piana dell’Alto Garda. Che altro non è che lo sbocco sulla vallata benacense. Il dislivello è di 200 metri in poco più di un paio di chilometri e la pendenza è notevole. Si sta pensando a un tunnel ma ancora non sono state decisi né tracciato né modalità. Gli studi attualmente al vaglio di esperti e politici sono quattro. A Trento, con Lorenzo Dellai, il presidente della Provincia, l’ingegner Claudio Tiso, responsabile tecnico, e l´assessore ai lavori pubblici Sergio Muraro, c´erano i tre sindaci della zona, Cesare Malossini per Riva del Garda, Renato Veronesi per Arco e Giuseppe Parolari per Nago Torbole. A loro è stato consegnato il faldone con lo studio di impatto ambientale effettuato dalla società Sws Engineering spa. Ora si apre la fase del dibattito politico, un periodo di tre mesi durante i quali Comuni, enti, associazioni e anche privati, studieranno le soluzioni proposte e presenteranno le loro osservazioni. In questa fase saranno organizzate assemblee pubbliche. Tre delle quattro ipotesi sono varianti della cosiddetta soluzione del tunnel corto che partirebbe sopra Nago e sbucherebbe verso Arco, sulla Statale detta Maza, che scorre appunto da Nago a Arco. Il costo previsto è di 43, di 56 o di 61 milioni di euro a seconda della variante. Il tunnel lungo scenderebbe direttamente in centro alla piana, costerebbe un po’ di più, 103 milioni di euro. Contro l’ipotesi del tunnel corto sono, peraltro, state raccolte centinaia di firme sia a Nago che ad Arco. I percorsi previsti passano troppo a ridosso dei centri abitati o di zone agricole di pregio. Una scelta che i cittadini hanno, dunque, giudicato perlomeno poco lungimirante. Il desiderio dei politici e delle categorie imprenditoriali è di stringere i tempi: si vuole arrivare alla progettazione esecutiva entro fine 2002 e all´appalto nel 2003 quando, peraltro, tutto il Trentino sarà chiamato alle urne per eleggere i rappresentanti in Provincia. Una volta ottenuto il parere dagli enti lcali e dalle associazioni le quattro soluzioni sul tappeto verranno spedite all´ufficio di Valutazione d´impatto ambientale che redigerà un rapporto istruttorio valutando pro e contro di ogni ipotesi. La parola definitiva spetterà in ultimo alla Giunta provinciale.

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