La valutazione di impatto ambientale promuove il tunnel lungo: su sette voci prese in considerazione, i tecnici hanno concluso per una sostanziale parità per quel che riguarda impatto acustico e rischio idraulico. In tre casi, inquinamento atmosferico, sicurezza stradale e rispetto della fauna, la galleria a doppia canna con partenza da Loppio ed uscita al di sotto della Maza risulta migliore. Il tunnel corto, da Nago alla discarica della Maza con prosecuzione verso Vignole, presenta minori rischi geologici e minore impatto sul paesaggio. Il divario maggiore, alla fine, resta quello dei costi.Per la soluzione Maza (questo è il nome in codice del tunnel corto) si prevede una galleria naturale di 1650 metri ed un ponte sul Sarca di 40 metri: il costo complessivo raggiunge i 108 miliardi di lire. Nell’altro caso la galleria naturale è prevista di 3200 metri, cui va aggiunto un viadotto di 210 con un’altezza variabile fra i 20 ed i 10 metri, ed infine un ponte sul Sarca di 75 metri: il conto finale sale a 199 miliardi, quasi il doppio. Anche relativamente agli espropri e all’incidenza sulle aree agrarie il tunnel di base è migliore: richiede l’esproprio di 3,25 ettari di terreno agricolo e 3,06 ettari di suolo non agricolo; il tunnel breve per contro mangia 6,38 ettari di campagna coltivata e 3,59 ettari di suolo non agricolo. Gli altri parametri presi in considerazione nella valutazione dell’impatto ambientale sono sintetizzabili in questo modo:Inquinamento acustico: quasi pari. Aumenta il rumore fra la Maza ed il Sarca, cala da tutte le altre parti, soprattutto per Nago-Torbole.Inquinamento atmosferico: migliore il tunnel lungo, per il quale sono possibili solo occasionalmente valori alti all’imbocco per Loppio per chi sale. Nel caso del tunnel corto può peggiorare la situazione di Vignole a causa dell’òra (da sud verso nord).Sicurezza stradale: meglio il tunnel lungo: pendenze minori (4 per cento contro il 4,8); doppia canna contro canna unica con settore isolato di emergenza.Rischio idraulico: pari. In entrambi i casi si tratta di attraversare il torrente Salone, costruire un nuovo ponte sul fiume Sarca; previsti ottimi rinverdimenti e passaggi ciclopedonali trasversali e longitudinali.Flora, fauna,ecosistemi: migliore (o meno peggio) il tunnel lungo: trascurabile l’impatto al biotopo di Loppio dato che la strada già esiste. Nel caso del tunnel corto l’aumento del traffico ed il raddoppio della Maza accentua le difficoltà di movimento per gli animali nella fascia tra il versante dello Stivo ed il fondovalle.Rischio geologico: migliore il tunnel corto. Quello lungo inizia in materiali sciolti, la galleria più lunga intercetta due volte disturbi tettonici, il tratto a mezza costa è ai limiti di una zona franosa.Paesaggio: meglio il tunnel corto che invade aree classificate come uniche o rare, attraversa la piana agricola a sud di Pratosaiano, interrompe la continuità della sponda sinistra del Sarca dove il prg prevede un parco fluviale. Nel caso del tunnel lungo è però da prevedere la presenza di un viadotto e di un successivo rilevato di difficile inserimento paesaggistico; incide pesantemente nell’affiancarsi per un tratto alla strada romana posta sotto lo sbocco, per la quale si prevede una rivalutazione come percorso cicloturistico.Le ipotesi prospettate dalla provincia sono, com’è noto, quattro. Oltre alle due precedenti ci sono una galleria artificiale ed una circonvallazione per aggirare l’abitato di Bolognano e raggiungere l’attuale circonvallazione nuova. Ma si tratta di ipotesi puramente teoriche, con nessuna probabilità di essere realizzate. Anche per quelle i tecnici hanno espresso una valutazione nel dettaglio di tutti i parametri considerati: alla fine risultano pesantemente peggiori delle due precedenti.


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