venerdì, Luglio 19, 2024
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La classe 3ª D delle «Scipio Sighele» è in costante contatto con Licia Sala Simion, giornalista italiana al Polo Sud

Sui banchi delle medie, tra i ghiacci dell’Antartide

Dove si trova l’Antartide? Molto vicino alle scuole Scipio Sighele. Proprio così: da qualche mese, gli alunni della 3 D della scuola rivana hanno allacciato un particolare filo diretto con il Polo Sud. Lo spunto per vivere questa particolare esperienza è arrivato proprio da uno di loro, Matteo Negri, che nello scorso dicembre ha scelto l’Antardide come argomento su cui realizzare una ricerca. Il caso ha voluto che la sua insegnante, Flavia Fioriolli, sia amica di Licia Sala Simion, medico, fotografa e giornalista che in questi mesi si è in Antartide e si spostata tra la base di ricerca francese di «Dumont D’Urville», quell’italo-francese di «Dome Concordia» e quell’italiana di «Baia Terra Nova». Licia Sala Simion – che da anni vive a Parigi, è autrice di libri e articoli sui quotidiani e settimanali più importanti e si trova in Antartide grazie al Progetto Nazionale di Ricerche in Antartide dell’Enea e all’Istituto Polare Francese Paul-Emile Victor – ha accettato volentieri di trasformarsi una sorta di “corrispondente” per i giovani amici rivani. Attraverso e-mail, lettere e fotografie, aggiorna periodicamente i ragazzi sulla vita all’interno e all’esterno del centro ricerche. Grazie a lei, che li descrive magistralmente “di prima mano”, i pinguini, gli iceberg, gli igloo, il pack e le incredibili temperature (in inverno si raggiungono anche i -80º) sembrano più vicini. Allegate alle lettere scritte di proprio pugno, poi, Licia Sala Simion invia stupende immagini: momenti di vita quotidiana, con tecnici e scienziati impegnati a scaricare il materiale da un aereo, ma anche panorami mozzafiato, immense distese di un bianco accecante, futuristiche attrezzature, eserciti di pinguini e simpatiche foto di gruppo degli stessi ricercatori, in posa, fieri, all’interno di un grande igloo costruito con le loro stesse mani. Un’esperienza unica per i ragazzi rivani che attendono con ansia le notizie “fresche” della loro “amica”, grazie alla quale possono viaggiare e conoscere una delle zone più ostili, ma anche più affascinanti nostro pianeta. Un’avventura che nessun libro e nessun documentario potrebbe regalare loro e, cosa molto importante, vissuta al calduccio della loro aula.

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