Dieci minuti di apocalisse fra la notte del sabato e l’alba della domenica. Due temporali susseguitisi uno dopo l’altro che hanno veramente raso al suolo il morale dei cittadini di Lazise. Una tromba d’aria che ha portato sui cieli di Lazise, da Fossalta fino a Bardolino, a Pastrengo e perfino a Cavaion ed Affi una vera distruzione senza pietà. Grandine grande come delle pesche, mista a vento ed acqua con una violenza inaudita. Occorre, a memoria d’uomo, riandare al 1929 per misurare un fenomeno distruttivo analogo. E in poco più di dieci, dodici minuti ha stravolto la vita, meglio il sonno di oltre 60.000 persone. Tende volate nel lago e scaraventate sulle banchine, autovetture crivellate di colpi, cristalli in frantumi, lucernari maciullati, polverizzati, acqua nei negozi e nei ristoranti. Veri e propri fiumi partivano dalla statale gardesana per il lago. Il lago infuriato e pauroso. Oltre il 60 per cento dei tetti è divelto con ceppi e tegole da sostituire. In campo i vigili del fuoco che non sono riusciti che a produrre che qualche palliativo al fenomeno. Più di due terzi della zona è rimasta senza energia elettrica fino al pomeriggio di domenica. Le zone più colpite a livello residenziale sono le località Zappo e Paiari. A farne le spese anche le scuole medie, con gravi danni, parte del palazzo municipale, il campeggio municipale in misura molto significativa.
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È in ginocchio l’economia di Lazise
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